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DIECI DOMANDE A...Paolo GRIMAUDO  


      

  1. Paolo Grimaudo, 43 anni, console del gruppo “ La Spogliazione “ e vicepresidente dell’Associazione Culturale “ La Casazza”. Ci conosciamo da parecchi anni e tu pur non essendo uno dei “ vecchi “  dei Misteri, sei comunque un volto molto conosciuto nell’ambiente, un cultore della storia dei gruppi  e un attivo protagonista della processione. Conoscendo il tuo passato, mi piacerebbe che raccontassi ai visitatori di questo sito, le tue emozioni legate ai Misteri. Come e quando ti sei innamorato della processione e cosa provi la sera del Giovedì Santo quando sali sul gruppo per “ vestirlo” ?

Carissimo Beppino, sono felice e nel contempo onorato di essere ospite in questa importante pagina del sito che hai voluto dedicare a questa nostra secolare processione, per chiacchierare amichevolmente di un argomento così caro che riesce ad unire i trapanesi di qualsiasi estrazione sociale più di ogni altra cosa come sono i Misteri. Risponderò con assoluta sincerità, senza remore, alle domande che mi poni, anche perché un uomo che non esprime liberamente i suoi pensieri non è un uomo libero. Come è stato ribadito da alcuni e confermato d altri, il trapanese i Misteri li ha nel D.N.A. La cosa che mi sono sempre chiesto, però, è che cos’è che mi ha avvicinato così morbosamente a questo ambiente visto che nessuno dei miei familiari o parenti ha mai vissuto questa esperienza da vicino. Solo uno zio, Peppino Grimaudo, passato a miglior vita nella metà degli anni ’70, è stato console dei falegnami nonchè uno dei fondatori  dell’Unione Maestranze. ma non fu di certo lui a prendermi per mano e ad accompagnarmi per le strade della festa,  né tanto meno mio padre per nulla interessato alla cosa. Sarà stato il fatto di essere cresciuto fra le vie dell’allora popoloso quartiere di “ Santu Patri “, dove certe feste sono molto più sentite che in zone di periferia, e dove i miei genitori tenevano un’attività commerciale a farmi innamorare dei Misteri  a farmi assaporare la magia di questa festa. E poi c’era la gente del quartiere che non perdeva mai l’occasione di parlare dei Misteri. Erano per lo più portatori. A 14 anni la mia prima “ nuttata appressu i Misteri “e la mia prima “ aisata sutta l’asta “.  Un’emozione che non si può descrivere e spiegare con una penna. 
Dal 1987 faccio parte ufficialmente e attivamente del Comitato Tessili Abbigliamento costituito proprio in quell’anno e successivamente ho assunto e assumo tutt’oggi la carica di Console Tesoriere.La vestizione dei personaggi del gruppo e delle suppellettili d’argento mi regala un momento di forte emozione e di legame con il passato. Sai che tieni fra le mani non dei semplici manufatti d’argento, ma preziosità di inestimabile valore che rivelano tutta la valenza artistica di umili ma raffinati argentieri trapanesi del XVIII e XIX secolo. Frammenti d’arte che non vorresti mai riporre nella custodia, come quando stringo fra le mani l’aureola del Cristo come fosse un amuleto.

 

  1. Una domanda al vicepresidente de  “ La Casazza. C’è chi sostiene che negli ultimi anni “ La Casazza” si sia un po’ allontanata da ciò che accade, e negli ultimi anni poco piacevolmente, nella processione. In un momento nel quale essa vive delle grosse difficoltà, tecniche, organizzative e d’immagine, la vostra voce sembra purtroppo assente, o quasi. Qualora un appassionato dei Misteri desiderasse contattarvi e collaborare con voi, come e con chi dovrebbe mettersi in contatto e approfittando dell’occasione puoi illustrate qualcosa della vostra associazione, le  iniziative intraprese e cosa vi proponete per il futuro?

Per molti anni “ La Casazza “, ha chiesto formalmente degli incontri con i vertici dell’Unione Maestranze per una sorta di collaborazione alla riuscita della manifestazione, senza chiedere nulla in cambio, neanche in gloria. Il risultato è stato sempre lo stesso : silenzio, o ancor peggio indifferenza. Ti racconto questa. Una sera mi trovavo all’Unione Maestranze con i consoli del mio gruppo per delle decisioni riguardanti la nostra processione. Buttando per caso l’occhio sulla scrivania dell’allora presidente Mario Canino, giaceva ancora sigillata una lettera che “ La Casazza “ aveva inviato sei mesi prima. Lascio a te le conclusioni.

Quest’anno avevamo chiesto all’Assessore alla Cultura del Comune di Trapani, Sig.Ruggirello, un esiguo contributo per realizzare in collaborazione con l’Associazione Prometeo una mostra di foto e filmati d’epoca. Ci è stato negato. Allora mi chiedo: cosa intende questo assessore per cultura ! Continueremo comunque a lavorare su questa mostra anche perché sono molte le persone e gli amici che ci chiedono di poter vedere tutte quelle foto e filmati conservati nel nostro archivio.
 “La Casazza “ per motivi economici non ha più una sede, ma non è difficile contattarmi visto che, come dici tu, sono un volto noto, almeno nei Misteri .

 

  1. In seno alla processione l’aspetto culturale sembra totalmente assente. Fantasia, modernità, esibizionismo, sembrano prevalere sui quattrocento anni di storia. La nomina del Presidente della “ Casazza “, Giovanni Cammareri, come responsabile storico dell’Unione Maestranze potrà giovare al recupero della componente storica e quindi di qualità della processione o si tratterà di una delle solite nomine culturali fatte qualche giorno dopo la processione e poi sistematicamente trascurate?

La fantasia, la modernità, l’esibizionismo sono purtroppo le conseguenze del non sapere, del non conoscere, del non informarsi su quella che è la storia e il passato dei Misteri. Oggi dell’organizzazione e dei singoli gruppi ne fanno parte purtroppo anche persone che fino a quel momento non sapevano nemmeno da quale chiesa uscissero i Misteri e senza alcuna conoscenza storica propongono costumi per i processionanti partoriti dalla loro fantasia, o quasi altro gli passi per la testa o possono permettere le tasche. Il risultato è la comparsa in processione di pseudomaddalene, ebrei venuti non si sa da dove, abiti tipo francescani e chi più ne ha più ne metta.

Con la nomina di Giovanni Cammareri a consulente storico, l’Unione Maestranze si avvale di una figura di assoluto prestigio, essendo insieme all’avvocato Mario Serraino un profondo cultore delle tradizioni legate ai riti della Settimana Santa nel trapanese ed un profondo conoscitore delle problematiche legate ad essa. Se la sua nomina verrà ben accolta dall’assemblea dell’Unione Maestranze, ciò non può che portare ad una positiva e fattiva collaborazione fra i due sodalizi per il rilancio di una processione ormai stanca, riparando così agli errori del passato.

 

  1. Ad un appassionato e ad un cultore , è inevitabile porre la domanda sulla Confraternita di San Michele Arcangelo. Il “ congelamento” deciso dall’attuale vescovo non ha mai trovato consensi tra il popolo dei Misteri. L’Unione delle Maestranze non ha ancora espresso una posizione chiara sulla vicenda e non ha intrapreso azioni significative in tal senso.Che idea ti sei fatto su tale situazione e quali speranze abbiamo di poter tornare a veder sfilare i sai rossi e i cappucci bianchi della San Michele?

L’Unione Maestranze dell’era Canino, non solo è rimasta indifferente e passiva alla decisione del vescovo di “ congelare “ e quindi di escludere dalla processione la storica “ bianca e rossa “, ma ho il sospetto, come molti, che abbia avallato tale decisione, vista la violenta diatriba sulla proprietà dei gruppi protrattasi per lunghi anni e terminata con un nulla di fatto che ha fatto esasperare le parti. Ho seri dubbi che la nuova gestione possa intraprendere un’azione per riportare fra le strade dei Misteri la “ San Michele “, anche perché l’Unione Maestranze che dalla scomparsa dei confrati si è arrogata il diritto di aprire la processione con i tamburieri e il suo stendardo, difficilmente permetterà a qualcuno, chiunque esso sia, di aprire la rappresentazione con un vessillo che non sia quello dell’Unione Maestranze. Personalmente non m’importa se sotto il sacco rosso e la visiera bianca c’è un vero confrate o il solito tizio pagato. Ciò che conta è  il recupero dell’insostituibile simbolo storico che apriva e chiudeva la processione. Vabè, non sarebbe vera confraternita, ma fra tanti falsi storici, questi fra tutti risulterebbero i meno falsi.

 

  1. Anche se la processione coinvolge molti trapanesi, sembra tuttavia di avvertire una certa disaffezione. Sempre meno gente e basta confrontare le foto del passato, affluisce lungo il percorso. Gli stessi turisti assistono ad una rappresentazione disarticolata che, a causa degli incomprensibili ritardi perde sempre più la sua unicità rappresentativa. L’itinerario senza alcun legame storico, con la lunga ed estenuante serie di vutate in via Fardella sembra far lievitare questo stato di cose. Quali sono a tuo dire i rimedi che più ieri che domani occorrerebbe apportare alla processione per renderla degna della sua storia e del suo nome e sei favorevole ad un itinerario limitato al centro storico che i recenti lavori, in occasione delle regate veliche, hanno reso ancor più bello ?

Se molti trapanesi non riconoscono più la loro processione o al passaggio del quinto gruppo vanno via è perché è diventato insostenibile attendere quattro cinque ore per il passaggio dell’intero corteo. E questo non è da imputarsi ad una scarsa organizzazione o al presidente D’Aleo che è il male minore di questo aspetto, ma al senso di irresponsabilità e di padronanza di tutti i consoli di tutti i ceti, il mio compreso. Vedi caro Beppino, forse non sai, o forse sì, da diversi anni a questa parte all’Unione Maestranze si è insediata una mentalità di tipo politica, proprio come nei palazzi del potere, fatta di maggioranze, di opposizioni, di alleanze, di compromessi, di denunce ed all’opera di ostruzionismo praticato da alcuni gruppi, dove nessuno ha il coraggio di alzare la mano e denunciare questo stato di cose, dove la verità non si deve dire per paura di essere messi in disparte. E sai come si chiama questo ? Atteggiamento mafioso . Una vergogna ! E pensare che l’Unione Maestranze è sorta con il solo compito di organizzare una processione per ricordare ogni anno il sacrificio di un uomo.

 

  1. Molti gruppi lamentano grosse difficoltà economiche nella gestione del “mistere “. A differenza di non molti anni fa, quando non era una vergogna uscire il gruppo senza banda  e processione, oggi alcuni ceti preferiscono indebitarsi sino al collo pur di apparire sfavillanti il Venerdì Santo. Come console, ti vergogneresti di appartenere ad un gruppo che esce senza banda e processione e cosa ne pensi di questa sfrenata corsa all’apparire a tutti i costi ?

A dispetto di quanto si possa credere per il cospicuo numero di esercenti del settore Tessile-Abbigliamento, devo purtroppo porre il gruppo della “ Spogliazione ”, tra i più poveri dei venti ceti dei Misteri, e fra quelli che ogni anno regolarmente non riescono a far quadrare i conti. Ma nonostante ciò sorridiamo, fieri di avere portato a termine la, nostra processione; qualcuno dei consoli mette pure le mani in tasca e si pensa alla prossima. Del Direttivo del Comitato sono stato e sono forse ancora l’unico ad aver proposto di partecipare alla processione senza l’accompagnamento bandistico viste le nostre sistematiche precarie condizioni economiche. Ritengo di poter dire con convinzione e senza alcuna vergogna che si può andare in processione con dignità e decoro anche senza “ annacarsi “.

 

  1. A cominciare dalle scinnute e proseguendo nei costosi addobbi, nell’itinerario, nelle bande dietro il “ mistere” per finire in un certo pacchiano e marcato esibizionismo, tutto sembra far decollare la processione verso un fenomeno d’affari, dove i contributi valgono più della storia e dove l’apparire conta più dell’essere fedele. Immaginiamo ti venga affidata la possibilità di poter cambiare la processione. Come e su cosa interverresti?

Fino a non molti anni fa, la scinnuta di identificava con la scena rappresentata. C’era “ a scinnuta du Signori nall’ortu, a Flagellazioni, a scinnuta du Signori ca cruci n’coddu “, oggi invece si tende a far risaltare il ceto come se a scendere fosse la maestranza. In origine e fino a qualche anno addietro i gruppi che effettuavano la scinnuta erano cinque più l’Addolorata. La Confraternita di San Michele se ne serviva per le funzioni religiose nei sei venerdì quaresimali e li aveva scelti non perché beli artisticamente o perché rappresentanti le maestranze influenti, bensì perché rappresentavano i cinque misteri dolorosi. L’ultimo venerdì, chiamato anche “ dei Dolori “ era dedicato all’Addolorata. Oggi, i consoli degli altri gruppi pretendono la partecipazione col proprio gruppo vedendo questo momento come una sorta di privilegio.

 Una manifestazione di tipo religioso-popolare, poi, come la nostra, non necessita di ingenti somme di denaro, né di inutili sfarzosità. La bellezza, il fascino e la sacralità viene data dall’emozione che riesce ad infondere a chi vi assiste. Non saranno di certo costumi sfarzosi ma privi di significato, o addobbi di costosi fiori tropicali a renderla spettacolare nella sua drammaticità, ma l’uniformità, la compostezza, l’armonia dei suoni, gli odori che emana, le fiamme dei ceri che sembrano far animare i personaggi, la dolce annacata dei portatori. Di cose, poi, nella processione ce ne sono da cambiare. Mi limiterò solo alla testa del corteo. Tanto per cominciare darei una vestizione più decente e consona al significato della sfilata a quegli otto tamburieri ai quali, non si sa per volere di chi e perché, si ostenta a fare indossare jeans e giubbotto di plastica.nero che oltre a non avere alcun richiamo storico sono pure orribili e di pessima fattura. Se proprio non si può o non si vuol vestire questi ragazzi alla “San Michele”, che gli si dia un abito scuro, camicia bianca e cravatta bordeaux dell’Unione Maestranze. O è necessario nominare uno storico per risolvere un così difficile problema?

 

  1. Ti accennavo alle difficoltà che sta vivendo la processione, soprattutto per le lotte che da alcuni anni sono considerevolmente aumentate in seno all’Unione Maestranze. Questa “ guerra “  le cui conseguenze, inevitabilmente, colpiscono la stessa processione a cosa secondo te è dovuta e dove si corre il rischio di arrivare ?

Per rispondere a questa domanda mi devo rifare al punto 5. Come tutte le guerre, anche questa, se pur grazie a Dio senza perdita di vite umane porta alla distruzione. Distruzione di un patrimonio storico e culturale, tramandato sino ad oggi con non pochi sacrifici dai nostri predecessori. E noi per questa assurda continua lotta per il potere ( quale potere ? ) , rischiamo di perdere inesorabilmente. Mettiamo da parte ogni possibile risentimento, mi rivolgo a coloro che vogliono veramente bene ai Misteri, rimbocchiamoci le maniche e rimettiamo in piedi questa baracca.

 

  1. I sacri gruppi della Processione dei Misteri vennero affidati dalla Confraternita alle maestranze. Tali atti di concessione vennero sanciti con la stipula di atti notarili. Di alcuni gruppi non si riesce trovare l’atto di concessione, vuoi per l’ enorme mole e la complessa reperibilità degli atti depositati presso l’Archivio di Stato, vuoi perché tale concessione non si è mai posta in essere e l’affidamento sembra più dovuto a situazioni di uso e consuetudine. Pare che il gruppo ” Gesù dinanzi ad Erode “ oggi curato dai pescivendoli e  proprio “ La Spogliazione “,c he dalla processione 1966 è curato dai Tessili - Abbigliamento, non abbiano un atto di affidamento notarile in tal senso. Nel caso che vi riguarda, quali sono gli elementi giuridici che legittimano oggi la vostra cura nella processione ?

Il primo ed unico atto notarile riguardante “ La Spogliazione “, risale al 20 aprile 1620. Non sappiamo però cosa venne concesso in quella data alla maestranza dei bottai, dal momento in cui l’attuale opera scultoria è attribuita ai fratelli Francesco e Domenico Nolfo  vissuti nella prima metà del ‘700. Nel 1965 con l’estinzione della categoria dei bottai, l’Ente Provinciale per il Turismo che in quel tempo soprintendeva all’organizzazione della processione decise di affidare il Mistere ad un ceto, per così dire giovane ed emergente, come quello dei Tessili ed Abbigliamento. In verità, non è mai stato stipulato alcun atto notarile, ma credo che per una norma giuridica di indisturbato possesso ultraventennale, il ceto in questione lo detenga per usucapione. Comunque, per regolarizzare la nostra posizione e dare ufficialità alla cosa ci siamo costituiti in “ Comitato Promotore La Spogliazione “, per la cura e la conservazione del Sacro gruppo. Atto costitutivo rogato presso lo studio del Notaio Orbosuè in Trapani.

 

  1. Caro Paolo, concludo le mie domande invitandoti a parlare del vostro gruppo dove è presente uno dei consoli storici della processione, Salvatore Bellomo a cui va il mio personale affetto e la stima di quanti amano i Misteri. Ti chiedo inoltre di raccontare le emozioni che provi e che come te proveranno i tanti devoti della processione, in quei due momenti tipici, dove ti si scorge sempre, con grande passione e partecipazione e cioè sutta l’asta na sciuta e na trasuta.

Il gruppo del quale mi onoro far parte, nonostante non goda di notevoli risorse finanziarie riesce sempre e comunque, grazie agli sforzi della categoria e agli impagabili sacrifici di consoli e collaboratori ad organizzare il Venerdì Santo una processione dove semplicità, compostezza e decoro sono i valori principali. Dal 1974 il Mistere viene preceduto da un corteo di trentatre ragazze non remunerate alle quali doniamo loro solamente l’abito indossato durante la processione. Diverse sono le iniziative intraprese dal Comitato in questi anni per ben figurare ad ogni edizione. Nel 1989 il prof.Benvenuto Cafiero ha effettuato una semplice pulitura delle parti anatomiche e dei personaggi dalle incrostazioni del tempo. Sempre nello stesso anno abbiamo provveduto al restauro degli argenti in dotazione al gruppo. Nel 1990 con grande soddisfazione della categoria abbiamo fatto realizzare la Croce in argento. Di tutto questo ne sa qualcosa il Console Veterano “ zu Totò “, al secolo Salvatore Bellomo, uomo dal fisico instancabile e dal carattere disarmante, che dall’alto dei suoi ottant’anni suonati dei quali quaranta alla guida del Mistere, ci consiglia, ci incoraggia e ci orienta verso le soluzioni migliori senza mai perdersi d’animo, anche nei frequenti momenti difficili. 

 

- Paolo carissimo, è inutile dirti che non appena scenderò a Trapani per la processione ci incontreremo. Da veri “ malati dei Misteri “, non occorre fissare appuntamenti ma vederci direttamente al “Purgatorio” o nei paraggi. Ti giunga pertanto il mio ringraziamento per le risposte unitamente ai più cari saluti e ad un affettuoso abbraccio da estendere ai nostri comuni amici, a tuo cugino Enzo e a tutto il ceto Tessili –Abbigliamento e, come ti dico sempre scherzosamente quando ci vediamo la vigilia della processione : “ …un ti preoccupare Paulu meu, chi puru st’annu u mistere tu fannu nescire ! “

 -  Caro Beppino, mi auguro di esser stato esauriente nelle risposte. E’ stato un vero piacere parlarti del mio gruppo e di me come semplice cittadino, cultore, console, vicepresidente e quant’altro mi vede coinvolto nei Misteri. Ti aspetto a Trapani per una pizza da Calvino.   

Beppino Tartaro - novembre 2005 

 

Foto Peppe Barraco e Beppino Tartaro

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