Le
interviste di www.processionemisteritp.it
DIECI DOMANDE A...Paolo GRIMAUDO
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Carissimo
Beppino, sono felice e nel contempo onorato di essere ospite in questa
importante pagina del sito che hai voluto dedicare a questa nostra
secolare processione, per chiacchierare amichevolmente di un argomento
così caro che riesce ad unire i trapanesi di qualsiasi estrazione
sociale più di ogni altra cosa come sono i Misteri. Risponderò con
assoluta sincerità, senza remore, alle domande che mi poni, anche perché
un uomo che non esprime liberamente i suoi pensieri non è un uomo
libero. Come è stato ribadito da alcuni e confermato d altri, il
trapanese i Misteri li ha nel D.N.A. La cosa che mi sono sempre chiesto,
però, è che cos’è che mi ha avvicinato così morbosamente a questo
ambiente visto che nessuno dei miei familiari o parenti ha mai vissuto
questa esperienza da vicino. Solo uno zio, Peppino Grimaudo, passato a
miglior vita nella metà degli anni ’70, è stato console dei
falegnami nonchè uno dei fondatori
dell’Unione Maestranze. ma non fu di certo lui a prendermi per
mano e ad accompagnarmi per le strade della festa,
né tanto meno mio padre per nulla interessato alla cosa. Sarà
stato il fatto di
Per molti anni “ La Casazza “, ha chiesto formalmente degli incontri con i vertici dell’Unione Maestranze per una sorta di collaborazione alla riuscita della manifestazione, senza chiedere nulla in cambio, neanche in gloria. Il risultato è stato sempre lo stesso : silenzio, o ancor peggio indifferenza. Ti racconto questa. Una sera mi trovavo all’Unione Maestranze con i consoli del mio gruppo per delle decisioni riguardanti la nostra processione. Buttando per caso l’occhio sulla scrivania dell’allora presidente Mario Canino, giaceva ancora sigillata una lettera che “ La Casazza “ aveva inviato sei mesi prima. Lascio a te le conclusioni. Quest’anno avevamo
chiesto all’Assessore alla Cultura del Comune di Trapani,
Sig.Ruggirello, un esiguo contributo per realizzare in collaborazione
con l’Associazione Prometeo una mostra di foto e filmati d’epoca. Ci
è stato negato. Allora mi chiedo: cosa intende questo assessore per
cultura ! Continueremo comunque a lavorare su questa mostra anche perché
sono molte le persone e gli amici che ci chiedono di poter vedere tutte
quelle foto e filmati conservati nel nostro archivio.
Con la nomina di Giovanni Cammareri a consulente storico, l’Unione Maestranze si avvale di una figura di assoluto prestigio, essendo insieme all’avvocato Mario Serraino un profondo cultore delle tradizioni legate ai riti della Settimana Santa nel trapanese ed un profondo conoscitore delle problematiche legate ad essa. Se la sua nomina verrà ben accolta dall’assemblea dell’Unione Maestranze, ciò non può che portare ad una positiva e fattiva collaborazione fra i due sodalizi per il rilancio di una processione ormai stanca, riparando così agli errori del passato.
L’Unione Maestranze dell’era Canino, non solo è rimasta indifferente e passiva alla decisione del vescovo di “ congelare “ e quindi di escludere dalla processione la storica “ bianca e rossa “, ma ho il sospetto, come molti, che abbia avallato tale decisione, vista la violenta diatriba sulla proprietà dei gruppi protrattasi per lunghi anni e terminata con un nulla di fatto che ha fatto esasperare le parti. Ho seri dubbi che la nuova gestione possa intraprendere un’azione per riportare fra le strade dei Misteri la “ San Michele “, anche perché l’Unione Maestranze che dalla scomparsa dei confrati si è arrogata il diritto di aprire la processione con i tamburieri e il suo stendardo, difficilmente permetterà a qualcuno, chiunque esso sia, di aprire la rappresentazione con un vessillo che non sia quello dell’Unione Maestranze. Personalmente non m’importa se sotto il sacco rosso e la visiera bianca c’è un vero confrate o il solito tizio pagato. Ciò che conta è il recupero dell’insostituibile simbolo storico che apriva e chiudeva la processione. Vabè, non sarebbe vera confraternita, ma fra tanti falsi storici, questi fra tutti risulterebbero i meno falsi.
Se molti trapanesi non riconoscono più la loro processione o al passaggio del quinto gruppo vanno via è perché è diventato insostenibile attendere quattro cinque ore per il passaggio dell’intero corteo. E questo non è da imputarsi ad una scarsa organizzazione o al presidente D’Aleo che è il male minore di questo aspetto, ma al senso di irresponsabilità e di padronanza di tutti i consoli di tutti i ceti, il mio compreso. Vedi caro Beppino, forse non sai, o forse sì, da diversi anni a questa parte all’Unione Maestranze si è insediata una mentalità di tipo politica, proprio come nei palazzi del potere, fatta di maggioranze, di opposizioni, di alleanze, di compromessi, di denunce ed all’opera di ostruzionismo praticato da alcuni gruppi, dove nessuno ha il coraggio di alzare la mano e denunciare questo stato di cose, dove la verità non si deve dire per paura di essere messi in disparte. E sai come si chiama questo ? Atteggiamento mafioso . Una vergogna ! E pensare che l’Unione Maestranze è sorta con il solo compito di organizzare una processione per ricordare ogni anno il sacrificio di un uomo.
Fino a non molti anni fa, la scinnuta di identificava con la scena rappresentata. C’era “ a scinnuta du Signori nall’ortu, a Flagellazioni, a scinnuta du Signori ca cruci n’coddu “, oggi invece si tende a far risaltare il ceto come se a scendere fosse la maestranza. In origine e fino a qualche anno addietro i gruppi che effettuavano la scinnuta erano cinque più l’Addolorata. La Confraternita di San Michele se ne serviva per le funzioni religiose nei sei venerdì quaresimali e li aveva scelti non perché beli artisticamente o perché rappresentanti le maestranze influenti, bensì perché rappresentavano i cinque misteri dolorosi. L’ultimo venerdì, chiamato anche “ dei Dolori “ era dedicato all’Addolorata. Oggi, i consoli degli altri gruppi pretendono la partecipazione col proprio gruppo vedendo questo momento come una sorta di privilegio. Una manifestazione di tipo religioso-popolare, poi, come la nostra, non necessita di ingenti somme di denaro, né di inutili sfarzosità. La bellezza, il fascino e la sacralità viene data dall’emozione che riesce ad infondere a chi vi assiste. Non saranno di certo costumi sfarzosi ma privi di significato, o addobbi di costosi fiori tropicali a renderla spettacolare nella sua drammaticità, ma l’uniformità, la compostezza, l’armonia dei suoni, gli odori che emana, le fiamme dei ceri che sembrano far animare i personaggi, la dolce annacata dei portatori. Di cose, poi, nella processione ce ne sono da cambiare. Mi limiterò solo alla testa del corteo. Tanto per cominciare darei una vestizione più decente e consona al significato della sfilata a quegli otto tamburieri ai quali, non si sa per volere di chi e perché, si ostenta a fare indossare jeans e giubbotto di plastica.nero che oltre a non avere alcun richiamo storico sono pure orribili e di pessima fattura. Se proprio non si può o non si vuol vestire questi ragazzi alla “San Michele”, che gli si dia un abito scuro, camicia bianca e cravatta bordeaux dell’Unione Maestranze. O è necessario nominare uno storico per risolvere un così difficile problema?
Per rispondere a questa domanda mi devo rifare al punto 5. Come tutte le guerre, anche questa, se pur grazie a Dio senza perdita di vite umane porta alla distruzione. Distruzione di un patrimonio storico e culturale, tramandato sino ad oggi con non pochi sacrifici dai nostri predecessori. E noi per questa assurda continua lotta per il potere ( quale potere ? ) , rischiamo di perdere inesorabilmente. Mettiamo da parte ogni possibile risentimento, mi rivolgo a coloro che vogliono veramente bene ai Misteri, rimbocchiamoci le maniche e rimettiamo in piedi questa baracca.
Il primo ed unico atto notarile riguardante “ La Spogliazione “, risale al 20 aprile 1620. Non sappiamo però cosa venne concesso in quella data alla maestranza dei bottai, dal momento in cui l’attuale opera scultoria è attribuita ai fratelli Francesco e Domenico Nolfo vissuti nella prima metà del ‘700. Nel 1965 con l’estinzione della categoria dei bottai, l’Ente Provinciale per il Turismo che in quel tempo soprintendeva all’organizzazione della processione decise di affidare il Mistere ad un ceto, per così dire giovane ed emergente, come quello dei Tessili ed Abbigliamento. In verità, non è mai stato stipulato alcun atto notarile, ma credo che per una norma giuridica di indisturbato possesso ultraventennale, il ceto in questione lo detenga per usucapione. Comunque, per regolarizzare la nostra posizione e dare ufficialità alla cosa ci siamo costituiti in “ Comitato Promotore La Spogliazione “, per la cura e la conservazione del Sacro gruppo. Atto costitutivo rogato presso lo studio del Notaio Orbosuè in Trapani.
- Paolo
carissimo, è inutile dirti che non appena scenderò a Trapani per la
processione ci incontreremo. Da veri “ malati dei Misteri “, non
occorre fissare appuntamenti ma vederci direttamente al “Purgatorio”
o nei paraggi. Ti giunga pertanto il mio ringraziamento per le risposte
unitamente ai più cari saluti e ad un affettuoso abbraccio da estendere
ai nostri comuni amici, a tuo cugino Enzo e a tutto il ceto Tessili
–Abbigliamento e, come ti dico sempre scherzosamente quando ci vediamo
la vigilia della processione : “ …un ti preoccupare Paulu meu, chi
puru st’annu u mistere tu fannu nescire ! “ - Caro Beppino, mi auguro di esser stato esauriente nelle
risposte. E’ stato un vero piacere parlarti del mio gruppo e di me
come semplice cittadino, cultore, console, vicepresidente e
quant’altro mi vede coinvolto nei Misteri. Ti aspetto a Trapani per
una pizza da Calvino.
Beppino Tartaro - novembre 2005 |
Foto Peppe Barraco e Beppino Tartaro
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