Le interviste di  www.processionemisteritp.it

DIECI DOMANDE A...Antonino CALAMIA  


        

  1. Antonino Calamia, 25 anni, collaboratore del gruppo “ La Negazione “ – Ceto Barbieri –Parrucchieri ed affini - , del quale curi il sito web www.lanegazione.it . Anche a te la domanda d’obbligo : come è iniziato il tuo rapporto con la processione dei Misteri e come la vivi oggi che le vicende della vita ti hanno condotto a vivere lontano da Trapani ?

Carissimo Beppino, ti ringrazio per avermi reso protagonista ponendomi queste domande.

Noi ci siamo conosciuti grazie al tuo sito, da allora sono passati tre anni circa, sono successe tante cose, ma alla fine l’amicizia e il nostro amore per i Misteri sono riusciti a prevalere.

Il mio rapporto con il mondo dei Misteri non è iniziato da molto, o meglio come ruolo attivo solo da quattro anni, ma la mia passione per la Processione dura da sempre.

Ricordo la mia infanzia, non abitavo a Trapani, ma a Xitta, i miei genitori lavoravano entrambi e passavo i miei pomeriggi a casa dei nonni materni.

Il Venerdì Santo guardavo l’uscita dei Misteri in televisione e già era forte in me il desiderio di voler essere in Piazza Purgatorio ad ammirarli o essere processionante di uno dei gruppi.

Raramente ricordo di essere andato a Trapani a vederli, solitamente mi recavo con i miei genitori a Piazza Vittorio Emanuele per la benedizione, un giro veloce e poi a casa perché papà la mattina dopo doveva alzarsi presto per andare a lavorare.

Vi lascio immaginare come mi sentivo, insistevo per poter rimanere un altro po’, ma alla fine dovevamo andare.

All’età di dieci anni ci siamo trasferiti a Trapani, abitavamo proprio di fronte al Santuario della Madonna di Trapani.

Essendo più grande avevo il permesso dei miei genitori per poter andare a vedere l’uscita e seguire i gruppi fino a quando non si faceva sera.

Tornavo a casa, ma avevo voglia di correre nuovamente per le strade dove sfilavano i Sacri gruppi, tanto da aspettare che i miei si addormentassero per scappare al centro ad ammirare i gruppi per le viuzze.

Per fortuna, passati gli anni potevo seguire liberamente senza dover sgattaiolare via notte tempo.
Da qualche anno, e precisamente dal 2002, partecipo attivamente alla processione collaborando con il Ceto dei Barbieri Parrucchieri ed Affini nel gruppo de “LA NEGAZIONE” .

Purtroppo le vicende della vita mi hanno condotto a vivere lontano da Trapani, dal 2001 vivo a Casarsa della Delizia, in provincia di Pordenone.

Grazie al web e alla possibilità di gestire il sito del nostro gruppo, sono riuscito ad accorciare un po’ le distanze e sentirmi più vicino alla mia amata Trapani e ai Misteri e più partecipe alla vita del Ceto. 

 

  1. Pur non essendo nato nella vecchia Trapani, sei un grande appassionato della processione, testimonianza di quel profondo legame tra la città e i Misteri. Come valuti la proposta che vorrebbe una processione limitata al centro storico e che escluderebbe quindi la via Fardella?

Partendo dal fatto che Io non ho mai vissuto al Centro Storico di Trapani, come la maggior parte di quelli che partecipano all’organizzazione della Processione, ne sono pazzamente innamorato.

Per me il Centro Storico, non vorrei esagerare nelle mie affermazioni, è la vera Trapani.

Dalla Villa Margherita fino a Torre di Ligny, possiamo dire che si racchiude tutta la storia della città, fin dall’antichità il Centro Storico è stato il fulcro di tutta la sua attività.

Anticamente era narrata nei poemi di Omero e Virgilio ed è proprio in quelle stradine strette che oggi sono ridotte ad uno stato di abbandono e spesso anche degrado che nacquero i Misteri.

Io non ho l’età per poter ricordare una processione limitata al solo Centro Storico, ma solo il pensiero mi fa partire un brivido che mi attraversa dalla testa ai piedi.

Vedere i gruppi sfilare la notte lungo le strette e spesso anche buie vie del centro non lascia di certo indifferenti.

Traendo le conclusioni da questa mia premessa è eclatante che per me avere una processione limitata al Centro Storico sarebbe una cosa bellissima perché porterebbe la processione ai suoi vecchi splendori, quella processione che era fatta per fede, passione e devozione. 

 

  1. Quale la tua idea sul “ congelamento” della Confraternita di San Michele Arcangelo e sulla scomparsa degli incappucciati dalla processione. Di chi sono a tuo avviso le principali responsabilità e ritieni che da parte dei trapanasi, e dell’Unione Maestranze in primis, si sia fatto poco per favorirne il suo ritorno ? 

Confraternita: Congregazione, associazione avente come scopo opere pie e religiose. 

“Certamente l'origine può essere fatta risalire alle prime comunità cristiane, per cui possiamo senza dubbio affermare che la storia delle Confraternite laicali è intimamente connessa alla storia della Chiesa stessa.”[1] 

Ormai sono passati sei anni dal divieto di sfilare in processione per la Confraternita di San Michele Arcangelo, presente alla processione fin dalla nascita.

Per me la posizione presa dal vescovo è tuttora poco chiara, mai sono state date spiegazioni esaurienti.

La Processione dei Misteri, fuor di dubbio, è un atto di Fede, altrimenti non si sarebbe chiamata Processione.

La Confraternita di San Michele Arcangelo fu quella che, seguendo l’esempio di altre Confraternite, per esprimere il concetto di Passione di Cristo fece costruire i primi gruppi statuari sostituendoli alle vecchie rappresentazioni.

Ora non per essere presuntuoso, ma io leggendo la storia non ci vedo niente di logico nel “congelamento” della Confraternita che a mio avviso avrebbe tutto il diritto di tornare in processione.

Altro argomento che si lega strettamente è la scomparsa degli incappucciati dalla processione.

Sono prese di posizione che meriterebbero un meditato chiarimento.

Purtroppo molti trapanesi, e ciò mi rattrista un po’, sconoscono la storia della nostra amata processione e per mancanza di formazione e anche di informazione.

Sicuramente quello che contribuisce a questi episodi è il poco dialogo che c’è tra Chiesa, Maestranze e cittadinanza: ognuno fa il suo e a tutti sta bene.

Secondo me una concreta possibilità che la Confraternita ritorni in processione c’è, si è indubbiamente fatto poco e soprattutto non si vuole osare, spesso si dice il necessario o neanche quello per una pacifica convivenza. 

[1] http://www.processionemisteritp.it/confraternite/confraternitestoria.htm

  

  1. Come gruppo della Negazione siete tra i primi a sfilare. La maggior parte dei gruppi che sfilano numericamente come ultimi, si lamentano del fatto che i troppi ritardi durante il percorso li penalizzano da tutti i punti di vista. Basti pensare alla via Fardella dove spesso proprio gli ultimi “Misteri” trovano poca gente per strada con la conseguenza che poca gente ne ammira la processione e non ultimo, si è penalizzati altresì nella raccolta delle offerte. Come valuti tale situazione?

Parlare di ritardi ormai è una consuetudine.

Che i primi gruppi non contribuiscano ad arricchire il sacchetto di minuti di ritardo è relativo, forse l’unico gruppo che è escluso è quello della Separazione che si trova in testa alla Processione, o meglio una volta non era proprio la testa della Processione…. ricordo una processione di incappucciati con casacche rosse e cappucci bianchi, se non sbaglio era la Confraternita di San Michele Arcangelo.

Ironia a parte, sono tanti i motivi che portano il corteo ad accumulare ritardi su ritardi.

Tra questi c’è l’andamento rallentato dalla miriade di “annacate” a amici, parenti conoscenti o autorità che come ringraziamento porgono le loro offerte a chi di dovere.

Certo non sto additando nessuno, e non esento neanche il gruppo al quale appartengo,  però certe volte si esagera un pochino.

La lunga Via Fardella, piaga dolente della discussione, è scenario ambito per ciò, e “annaca tu e annaca io” dal gruppo della Spogliazione in poi si contano poche centinaia di persone che assistono, anche un po’ scocciate, allo sfilare del Sacro corteo.

Non solo questo è il motivo del ritardo, adesso non voglio aprire nessuna critica o lasciar sottintendere niente, ma spesso i ritardi sono volutamente accumulati come una sorta di ripicca nei confronti di chi vuol dettare legge e che si sente il padrone di tutto.

Certo arrivare a tal punto mi sembra un po’ infantile, ma è ancor più infantile e indecoroso l’atteggiamento che spesso si assume nei confronti e delle Maestranze e della Processione.  

 

  1. Molti ceti, anche il nostro, versano in serie difficoltà economiche. La diminuzione dei contributi, le difficoltà oggettive nella raccolta, costringono spesso le categorie a indebitarsi per poter offrire processione e banda. C’è chi pensa che trattandosi di una processione sacra, non sarebbe necessario “ firmare cambiali “ ma offrire solo quello che si può. Saresti favorevole ad una processione più semplice ( meno costosi addobbi, meno processionanti  e meno bande )  a favore di un ritorno alla semplicità e compostezza. ?

 Organizzare una Processione di questa portata comporta senza ombra di dubbio una spesa non indifferente.

Certo pensare ad una Processione dove si raffigura la Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, che è nato povero, ha vissuto povero, ultimo tra gli ultimi, che vede un enorme sperpero di soldi nella sua organizzazione è un eclatante controsenso.

Certo lavorare per un ridimensionamento delle spese non sarebbe male, portando sempre da mie considerazioni personali, si potrebbero evitare venti bande per venti gruppi, ma ridurle a dieci, una ogni due.

Far capire che la processione deve essere fatta senza scopo di lucro, evitare gli addobbi troppo sfarzosi e soprattutto valorizzare quei giovani che si avvicinano alla processione con passione e dedizione.

Accontentarsi dei contributi che le istituzioni elargiscono in favore delle maestranze e perché no, elargire una somma più consistente di denaro per quei gruppi che presentano evidenti problemi piuttosto che fare una equa divisione tra venti.

L’idea di firmare cambiali per “fari fiura” è inammissibile, tutto in semplicità valorizzerebbe l’aspetto religioso dell’evento, e non in secondo piano eviterebbe le solite critiche dei soliti noti.

 

  1. Negli ultimi anni la processione ha perso la sua omogenea rappresentazione . I ritardi tra un gruppo e addirittura tra processionanti e il gruppo di appartenenza stancano la gente e soprattutto i turisti. Sta sempre più affermandosi la voglia di prevalere e di mostrarsi, a discapito di quei valori che proprio la processione del Venerdì Santo dovrebbe rappresentare. Anticamente, il Senato cittadino prevedeva sanzioni economiche a favore delle maestranze inadempienti. Secondo te sarebbe ancora oggi percorribile questa via sanzionatoria e/o come si dovrebbe intervenire per evitare questi eccessivi ritardi?

Una via sanzionatoria ci porta sempre a discutere di soldi e spese.

Beh, vedere sfilare, e soprattutto la mattina del Sabato in corso Vittorio Emanuele, una processione e dopo venti minuti il gruppo e dopo altri venti un’altra processione e così via fino alla fine non è tanto bello, ne per chi assiste ne per chi era incaricato di evitare ciò.

Sono d’accordo alle sanzioni se il ricavato sia utilizzato per scopi caritatevoli.

A chi non rispetta le regole si fa pagare una sanzione che non andrà in una cassa comune ma utilizzata per il sostegno di chi è in difficoltà, oppure utilizzare le somme raccolte per la manutenzione della casa dei Misteri… “chi sta carennu pezza pezza”.

Se si istituisse una regola del genere sono convinto che la chiesa del Purgatorio splenderebbe non dico come una Cattedrale, ma poco ci mancherebbe.

  

  1. Da trapanese al nord avrai sicuramente seguito la nostra città in occasione delle regate della Louis Vuitton Cup. Un’occasione che ha posto agli occhi di una vasta platea le bellezze della nostra Trapani. Eppure, in una situazione così preziosa, c’è stata poca pubblicità per valorizzare i nostri Misteri. Reputi le iniziative intraprese ( i tammurinara ) sufficienti per pubblicizzare la processione o si poteva e doveva fare qualcosa di più ?

Se proprio devo essere sincero, sono stanco di sentire in continuazione questi tamburi per le vie del Centro Storico.
Ricordo che una volta si sentivano i tamburi solo per la Processione dei Misteri e delle due Madonne e questo era uno dei segni che i riti della Settimana Santa stavano iniziando, infatti il gruppo dei tamburi è stato istituito dall’Unione Maestranze per tale scopo.

Adesso invece, feste patronali, regate veliche, ogni occasione è buona per spolverare tamburi e bacchette e girare per le strade.

Da lodare, indubbiamente, la volontà e l’iniziativa dei giovani del comitato per il Centro Storico. Onore al merito!

Valorizzare un bene inestimabile come i Misteri con un rullo di tamburi mi sembra poco.

Si sarebbe potuto fare molto di più anche perché la Chiesa del Purgatorio era vicinissima allo scenario dell’evento.

Per fare un esempio, sarebbe bastato organizzare delle piccole visite guidate all’interno della Chiesa a cura dei vari Istituti superiori, portare un po’ a lucido i gruppi magari con qualche composizione floreale (sempre se qualcuno non avesse vietato anche questo, come è capitato in passato) e un servizio di accoglienza, formato da persone che di Misteri se ne intendono, per poter fare da Cicerone all’occorrenza.

Cose molto semplici e poco costose che avrebbero dato luce ad un altra fetta di storia della nostra città.

 

  1. L’Unione Maestranze, croce e delizia della processione. Negli ultimi tempi quell’istituzione nata per unificare tutti i ceti è percorsa da profondi dissensi e da conflitti che non lasciano intravedere un futuro roseo per la stessa. Quali sono secondo te le cause di tale situazione e quali potrebbero essere i rimedi ?

Unione Maestranze, nata per unificare i vari Ceti che avevano avuto in CONCESSIONE la cura dei Sacri gruppi dei Misteri.

Ormai di unione c’è ben poco purtroppo, non saprei trovare la causa remota di tali disaccordi, non saprei chi imputare e chi assolvere, ma di una cosa sono certo che nessuno e senza peccato quindi pietre non se ne scagliano.

Certamente uno dei rimedi sarebbe quello di mettere da parte le antipatie e/o simpatie nei confronti di chi è alla guida di questa Associazione, ciò risolverebbe l’80% dei problemi e pensare alla Processione e ai Misteri.

Sono convinto che se al posto  dell’Architetto D’Aleo alla guida dell’Unione ci  fosse qualsiasi altra persona  ci sarebbero gli stessi problemi.

Non ho conosciuto le altre presidenze e gli altri consigli, solo una cosa posso dire che questo presidente e questo consiglio sono pieni di iniziative, hanno tanta voglia di fare per la processione, certo la perfezione è data a Dio, l’uomo sbaglia.

Quello che manca a mio avviso è la capacità da parte di tutti di rendersi umili, accettare quello che pensano gli altri e soprattutto spirito di collaborazione, UNIONE, ognuno pensa per se e tutti sono pronti a mettere il veto se qualcosa non fila per il verso desiderato.

 

  1. In occasione dell’uscita della processione 2004, un momento particolarmente toccante fu quando ricordammo, con un minuto di raccoglimento, la recente scomparsa del nostro console Mario Galuppo, una figura storica della processione e del ceto. Che ricordi hai di Mario, approfittando di questo spazio per ricordarlo al popolo dei Misteri.?

 Ricordare Mario Galoppo, non vi nego che mi commuove un po’.

Mario è stato, con Andrea Agosta, uno dei Consoli che per primo ho conosciuto e con il quale ho collaborato più strettamente.
Ogni volta che parlavo con Mario, gli si leggeva negli occhi quanto era legato al Gruppo, non faceva altro che pensare a come fare quello e quell’altro e quell’altro ancora, una vita dedicata a questa immensa passione, i Misteri.

Sempre disponibile per qualsiasi problema, dubbio, fiducioso in noi giovani del Gruppo, quando andai con Andrea ed Alberto per proporgli il sito che avresti creato per noi, non capì, uomo semplice e umile, dedito alla famiglia, amante della sua terra: il Centro Storico, quel Centro Storico dove sfilavano i Sacri Gruppi, quei luoghi che per lui riservavano sempre ricordi bellissimi.

In me porto un bellissimo ricordo di Mario, ma penso che questo ricordo sia un po’ nel cuore di tutto il popolo dei Misteri.

Un grazie particolare a lui, il suo esempio mi ha fatto capire tante cose, uomini come lui sono le pietre angolari della Processione.

Adesso Mario sta vivendo da lassù la sua eterna Processione, ma dentro di noi vive ogni attimo dedicato ai Misteri.

 

  1. Il gruppo della Negazione, come altri ceti, ha sede al Corso Vittorio Emanuele. Un punto d’incontro non solo per gli appartenenti alla categoria ma per tutti gli amici dei Misteri. Prova a raccontare ai visitatori del sito qualcosa del nostro gruppo, dei rapporti interni e delle prospettive per la prossima processione.

 Raccontare ai visitatori qualcosa del gruppo, mi mette un  po’ in difficoltà.

Che dire, siamo un gruppo di ventidue persone tra Consoli, Consoli onorari e Collaboratori, ci onoriamo di avere tra noi il “mitico” Gigi Barraco, conosciuto dal mondo dei Misteri e non solo, per la sua innata passione per il Gruppo de La Negazione, uomo semplice e mite di cuore, che vuole bene a tutti e che si fa amare a sua volta da tutti. Da qualche anno la nostra famiglia è cresciuta, direi che gli unici veterani in famiglia sono Andrea Agosta, Capo console, e Gigi.

I rapporti tra noi sono instaurati sulla fiducia e soprattutto dalla comune voglia di crescere insieme.

Quando si lavora per il gruppo, non ci sono distinzioni di carica.

Per il 2006 non vedo nessuna novità, anche per la prossima Processione avremo come nostri collaboratori i componenti dell’Associazione Volontari per la Settimana Santa, della quale faccio parte con Alberto Cangemi e Gaspare Rinaudo, una bella esperienza che abbiamo vissuto per la scorsa Processione e che speriamo si ripeta nuovamente.

Altro non saprei, magari avvicinandosi il periodo caldo esce fuori qualcos’altro.  

 

-         Caro Nino, ti ringrazio per le risposte e speriamo di rivederci a Trapani per la prossima processione. Con gli auguri di ogni bene, ti giunga il mio più cordiale e affettuoso saluto da estendere alla tua fidanzata ed ai tuoi cari. Ni sintemu.

 

-         Caro Beppino sono io a doverti ringraziare per la possibilità di esprimere alcune mie considerazioni in merito alla Processione dei Misteri, spero che le risposte alle domande siano state esaudenti. Un affettuoso saluto a te alla tua famiglia, un bacione alla piccola Anna e mi auguro di poterti incontrare a Trapani in occasione dei riti della Settimana Santa del 2006, lavoro permettendo.  

Beppino Tartaro - novembre 2005

 

 

Foto Nino Calamia

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