Le
interviste di www.processionemisteritp.it
DIECI DOMANDE A...Antonino
CALAMIA
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Noi
ci siamo conosciuti grazie al tuo sito, da allora sono passati tre anni
circa, sono successe tante cose, ma alla fine l’amicizia e il nostro
amore per i Misteri sono riusciti a prevalere. Il
mio rapporto con il mondo dei Misteri non è iniziato da molto, o meglio
come ruolo attivo solo da quattro anni, ma la mia passione per la
Processione dura da sempre. Ricordo
la mia infanzia, non abitavo a Trapani, ma a Xitta, i miei genitori
lavoravano entrambi e passavo i miei pomeriggi a casa dei nonni materni. Il
Venerdì Santo guardavo l’uscita dei Misteri in televisione e già era
forte in me il desiderio di voler essere in Piazza Purgatorio ad
ammirarli o essere processionante di uno dei gruppi. Raramente
ricordo di essere andato a Trapani a vederli, solitamente mi recavo con
i miei genitori a Piazza Vittorio Emanuele per la benedizione, un giro
veloce e poi a casa perché papà la mattina dopo doveva alzarsi presto
per andare a lavorare. Vi
lascio immaginare come mi sentivo, insistevo per poter rimanere un altro
po’, ma alla fine dovevamo andare. All’età
di dieci anni ci siamo trasferiti a Trapani, abitavamo proprio di fronte
al Santuario della Madonna di Trapani. Essendo
più grande avevo il permesso dei miei genitori per poter andare a
vedere l’uscita e seguire i gruppi fino a quando non si faceva sera. Tornavo
a casa, ma avevo voglia di correre nuovamente per le strade dove
sfilavano i Sacri gruppi, tanto da aspettare che i miei si
addormentassero per scappare al centro ad ammirare i gruppi per le
viuzze. Per
fortuna, passati gli anni potevo seguire liberamente senza dover
sgattaiolare via notte tempo. Purtroppo
le vicende della vita mi hanno condotto a vivere lontano da Trapani, dal
2001 vivo a Casarsa della Delizia, in provincia di Pordenone. Grazie
al web e alla possibilità di gestire il sito del nostro gruppo, sono
riuscito ad accorciare un po’ le distanze e sentirmi più vicino alla
mia amata Trapani e ai Misteri e più partecipe alla vita del Ceto.
Partendo
dal fatto che Io non ho mai vissuto al Centro Storico di Trapani, come
la maggior parte di quelli che partecipano all’organizzazione della
Processione, ne sono pazzamente innamorato. Per
me il Centro Storico, non vorrei esagerare nelle mie affermazioni, è la
vera Trapani. Dalla
Villa Margherita fino a Torre di Ligny, possiamo dire che si racchiude
tutta la storia della città, fin dall’antichità il Centro Storico è
stato il fulcro di tutta la sua attività. Anticamente
era narrata nei poemi di Omero e Virgilio ed è proprio in quelle
stradine strette che oggi sono ridotte ad uno stato di abbandono e
spesso anche degrado che nacquero i Misteri. Io
non ho l’età per poter ricordare una processione limitata al solo
Centro Storico, ma solo il pensiero mi fa partire un brivido che mi
attraversa dalla testa ai piedi. Vedere
i gruppi sfilare la notte lungo le strette e spesso anche buie vie del
centro non lascia di certo indifferenti. Traendo
le conclusioni da questa mia premessa è eclatante che per me avere una
processione limitata al Centro Storico sarebbe una cosa bellissima perché
porterebbe la processione ai suoi vecchi splendori, quella processione
che era fatta per fede, passione e devozione.
Confraternita:
Congregazione, associazione avente come scopo opere pie e religiose. “Certamente
l'origine può essere fatta risalire alle prime comunità cristiane, per
cui possiamo senza dubbio affermare che la storia delle Confraternite
laicali è intimamente connessa alla storia della Chiesa stessa.”[1] Ormai
sono passati sei anni dal divieto di sfilare in processione per la
Confraternita di San Michele Arcangelo, presente alla processione fin
dalla nascita. Per
me la posizione presa dal vescovo è tuttora poco chiara, mai sono state
date spiegazioni esaurienti. La
Processione dei Misteri, fuor di dubbio, è un atto di Fede, altrimenti
non si sarebbe chiamata Processione. La
Confraternita di San Michele Arcangelo fu quella che, seguendo
l’esempio di altre Confraternite, per esprimere il concetto di
Passione di Cristo fece costruire i primi gruppi statuari sostituendoli
alle vecchie rappresentazioni. Ora
non per essere presuntuoso, ma io leggendo la storia non ci vedo niente
di logico nel “congelamento” della Confraternita che a mio avviso
avrebbe tutto il diritto di tornare in processione. Altro
argomento che si lega strettamente è la scomparsa degli incappucciati
dalla processione. Sono
prese di posizione che meriterebbero un meditato chiarimento. Purtroppo
molti trapanesi, e ciò mi rattrista un po’, sconoscono la storia
della nostra amata processione e per mancanza di formazione e anche di
informazione. Sicuramente
quello che contribuisce a questi episodi è il poco dialogo che c’è
tra Chiesa, Maestranze e cittadinanza: ognuno fa il suo e a tutti sta
bene. Secondo
me una concreta possibilità che la Confraternita ritorni in processione
c’è, si è indubbiamente fatto poco e soprattutto non si vuole osare,
spesso si dice il necessario o neanche quello per una pacifica
convivenza. [1]
http://www.processionemisteritp.it/confraternite/confraternitestoria.htm
Parlare
di ritardi ormai è una consuetudine. Che
i primi gruppi non contribuiscano ad arricchire il sacchetto di minuti
di ritardo è relativo, forse l’unico gruppo che è escluso è quello
della Separazione che si trova in testa alla Processione, o meglio una
volta non era proprio la testa della Processione…. ricordo una
processione di incappucciati con casacche rosse e cappucci bianchi, se
non sbaglio era la Confraternita di San Michele Arcangelo. Ironia
a parte, sono tanti i motivi che portano il corteo ad accumulare ritardi
su ritardi. Tra
questi c’è l’andamento rallentato dalla miriade di “annacate” a
amici, parenti conoscenti o autorità che come ringraziamento porgono le
loro offerte a chi di dovere. Certo
non sto additando nessuno, e non esento neanche il gruppo al quale
appartengo, però certe
volte si esagera un pochino. La
lunga Via Fardella, piaga dolente della discussione, è scenario ambito
per ciò, e “annaca tu e annaca io” dal gruppo della Spogliazione in
poi si contano poche centinaia di persone che assistono, anche un po’
scocciate, allo sfilare del Sacro corteo. Non
solo questo è il motivo del ritardo, adesso non voglio aprire nessuna
critica o lasciar sottintendere niente, ma spesso i ritardi sono
volutamente accumulati come una sorta di ripicca nei confronti di chi
vuol dettare legge e che si sente il padrone di tutto. Certo
arrivare a tal punto mi sembra un po’ infantile, ma è ancor più
infantile e indecoroso l’atteggiamento che spesso si assume nei
confronti e delle Maestranze e della Processione.
Certo
pensare ad una Processione dove si raffigura la Passione di Nostro
Signore Gesù Cristo, che è nato povero, ha vissuto povero, ultimo tra
gli ultimi, che vede un enorme sperpero di soldi nella sua
organizzazione è un eclatante controsenso. Certo
lavorare per un ridimensionamento delle spese non sarebbe male, portando
sempre da mie considerazioni personali, si potrebbero evitare venti
bande per venti gruppi, ma ridurle a dieci, una ogni due. Far
capire che la processione deve essere fatta senza scopo di lucro,
evitare gli addobbi troppo sfarzosi e soprattutto valorizzare quei
giovani che si avvicinano alla processione con passione e dedizione. Accontentarsi
dei contributi che le istituzioni elargiscono in favore delle maestranze
e perché no, elargire una somma più consistente di denaro per quei
gruppi che presentano evidenti problemi piuttosto che fare una equa
divisione tra venti. L’idea
di firmare cambiali per “fari fiura” è inammissibile, tutto in
semplicità valorizzerebbe l’aspetto religioso dell’evento, e non in
secondo piano eviterebbe le solite critiche dei soliti noti.
Una
via sanzionatoria ci porta sempre a discutere di soldi e spese. Beh,
vedere sfilare, e soprattutto la mattina del Sabato in corso Vittorio
Emanuele, una processione e dopo venti minuti il gruppo e dopo altri
venti un’altra processione e così via fino alla fine non è tanto
bello, ne per chi assiste ne per chi era incaricato di evitare ciò. Sono
d’accordo alle sanzioni se il ricavato sia utilizzato per scopi
caritatevoli. A
chi non rispetta le regole si fa pagare una sanzione che non andrà in
una cassa comune ma utilizzata per il sostegno di chi è in difficoltà,
oppure utilizzare le somme raccolte per la manutenzione della casa dei
Misteri… “chi sta carennu pezza pezza”. Se si istituisse una regola del genere sono convinto che la chiesa del Purgatorio splenderebbe non dico come una Cattedrale, ma poco ci mancherebbe.
Se
proprio devo essere sincero, sono stanco di sentire in continuazione
questi tamburi per le vie del Centro Storico. Adesso
invece, feste patronali, regate veliche, ogni occasione è buona per
spolverare tamburi e bacchette e girare per le strade. Da
lodare, indubbiamente, la volontà e l’iniziativa dei giovani del
comitato per il Centro Storico. Onore al merito! Valorizzare
un bene inestimabile come i Misteri con un rullo di tamburi mi sembra
poco. Si
sarebbe potuto fare molto di più anche perché la Chiesa del Purgatorio
era vicinissima allo scenario dell’evento. Per
fare un esempio, sarebbe bastato organizzare delle piccole visite
guidate all’interno della Chiesa a cura dei vari Istituti superiori,
portare un po’ a lucido i gruppi magari con qualche composizione
floreale (sempre se qualcuno non avesse vietato anche questo, come è
capitato in passato) e un servizio di accoglienza, formato da persone
che di Misteri se ne intendono, per poter fare da Cicerone
all’occorrenza. Cose
molto semplici e poco costose che avrebbero dato luce ad un altra fetta
di storia della nostra città.
Unione
Maestranze, nata per unificare i vari Ceti che avevano avuto in
CONCESSIONE la cura dei Sacri gruppi dei Misteri. Ormai
di unione c’è ben poco purtroppo, non saprei trovare la causa remota
di tali disaccordi, non saprei chi imputare e chi assolvere, ma di una
cosa sono certo che nessuno e senza peccato quindi pietre non se ne
scagliano. Certamente
uno dei rimedi sarebbe quello di mettere da parte le antipatie e/o
simpatie nei confronti di chi è alla guida di questa Associazione, ciò
risolverebbe l’80% dei problemi e pensare alla Processione e ai
Misteri. Sono
convinto che se al posto dell’Architetto
D’Aleo alla guida dell’Unione ci fosse
qualsiasi altra persona ci
sarebbero gli stessi problemi. Non
ho conosciuto le altre presidenze e gli altri consigli, solo una cosa
posso dire che questo presidente e questo consiglio sono pieni di
iniziative, hanno tanta voglia di fare per la processione, certo la
perfezione è data a Dio, l’uomo sbaglia. Quello
che manca a mio avviso è la capacità da parte di tutti di rendersi
umili, accettare quello che pensano gli altri e soprattutto spirito di
collaborazione, UNIONE, ognuno pensa per se e tutti sono pronti a
mettere il veto se qualcosa non fila per il verso desiderato.
Ricordare
Mario Galoppo, non vi nego che mi commuove un po’. Mario
è stato, con Andrea Agosta, uno dei Consoli che per primo ho conosciuto
e con il quale ho collaborato più strettamente. Sempre
disponibile per qualsiasi problema, dubbio, fiducioso in noi giovani del
Gruppo, quando andai con Andrea ed Alberto per proporgli il sito che
avresti creato per noi, non capì, uomo semplice e umile, dedito alla
famiglia, amante della sua terra: il Centro Storico, quel Centro Storico
dove sfilavano i Sacri Gruppi, quei luoghi che per lui riservavano
sempre ricordi bellissimi. In
me porto un bellissimo ricordo di Mario, ma penso che questo ricordo sia
un po’ nel cuore di tutto il popolo dei Misteri. Un
grazie particolare a lui, il suo esempio mi ha fatto capire tante cose,
uomini come lui sono le pietre angolari della Processione. Adesso
Mario sta vivendo da lassù la sua eterna Processione, ma dentro di noi
vive ogni attimo dedicato ai Misteri.
Che
dire, siamo un gruppo di ventidue persone tra Consoli, Consoli onorari e
Collaboratori, ci onoriamo di avere tra noi il “mitico” Gigi
Barraco, conosciuto dal mondo dei Misteri e non solo, per la sua innata
passione per il Gruppo de La Negazione, uomo semplice e mite di cuore,
che vuole bene a tutti e che si fa amare a sua volta da tutti. Da
qualche anno la nostra famiglia è cresciuta, direi che gli unici
veterani in famiglia sono Andrea Agosta, Capo console, e Gigi. I
rapporti tra noi sono instaurati sulla fiducia e soprattutto dalla
comune voglia di crescere insieme. Quando
si lavora per il gruppo, non ci sono distinzioni di carica. Per
il 2006 non vedo nessuna novità, anche per la prossima Processione
avremo come nostri collaboratori i componenti dell’Associazione
Volontari per la Settimana Santa, della quale faccio parte con Alberto
Cangemi e Gaspare Rinaudo, una bella esperienza che abbiamo vissuto per
la scorsa Processione e che speriamo si ripeta nuovamente. Altro
non saprei, magari avvicinandosi il periodo caldo esce fuori
qualcos’altro. - Caro Nino, ti ringrazio per le risposte e speriamo di rivederci a Trapani per la prossima processione. Con gli auguri di ogni bene, ti giunga il mio più cordiale e affettuoso saluto da estendere alla tua fidanzata ed ai tuoi cari. Ni sintemu. - Caro Beppino sono io a doverti ringraziare per la possibilità di esprimere alcune mie considerazioni in merito alla Processione dei Misteri, spero che le risposte alle domande siano state esaudenti. Un affettuoso saluto a te alla tua famiglia, un bacione alla piccola Anna e mi auguro di poterti incontrare a Trapani in occasione dei riti della Settimana Santa del 2006, lavoro permettendo. Beppino Tartaro - novembre 2005 |
Foto Nino Calamia
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