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Gruppo 8 - GESU' DINANZI AD ERODE -


Opera di Baldassare Pisciotta  

 Ceto dei Pescivendoli

( in passato affidato ai Mugnai, Sensali, Crivellatori di cereali e Dipendenti Comunali )


  Pilato ordina che Gesù venga condotto dinanzi ad Erode. Questi lo interroga, ma il Nazareno non risponde. Uno scriba continua ad accusarlo mentre per ischerno viene rivestito da un mantello e rispedito a Pilato.


   

E' stato l'ultimo gruppo ad aggregarsi alla processione del Venerdì Santo ma è al tempo stesso il gruppo che ha avuto le più diverse gestioni nella cura.

Sembra sia stato originariamente affidato alla maestranza dei molitori ( ars molitorum ) anche se è  stato erroneamente confuso con l'atto di concessione, il documento redatto dal dal notaio Adriano Venza, barone di Sant'Elia  il 13 settembre 1782 ( corda 13846 - pag.537 recto-  AST Trapani ) con il quale la Confraternita accordava alla maestranza il permesso di costruire una cappella nella chiesa di San Michele. 


Il gruppo venne curato verso la fine dell' 800 dai sensali, cui si aggiunsero i crivellatori di cereali.  Le due categorie si occuparono della cura del gruppo sino al 1949, quando a causa delle  difficoltà economiche legate al periodo post-bellico ed alla crisi delle due categorie, il Comune di Trapani affidò alla cura dei dipendenti comunali l'uscita del " mistere" che dal 1955 passò ai pescivendoli. Non esiste e non è mai stato posto in essere quindi alcun atto di affidamento per il quale è oggi affidato a tale categoria.

Nel gruppo Pisciotta, attinse direttamente all'episodio narrato dai Vangeli. Sono raffigurati Gesù con un giudeo nell'atto di coprirlo con un mantello di color bianco  (il colore delle vesti dei buffoni ), Erode, uno scriba accusatore ed un soldato.

Ed  a proposito di questo gruppo, ecco la descrizione fattane dal Canonico Fortunato Mondello nel suo libro - "La Processione del Venerdì Santo in Trapani ", nell'edizione curata da Giovanni Cammareri :" ...a differenza della preghiera nell'Orto, egli ( Pisciotta n.d.a. ) diede quivi a Gesù Cristo un'aria di serenità e di fermezza, capace ad annunziare la sua calma interiore. Così lasciò che tutte le sue parti del viso rimanessero nel loro stato naturale. Scolpì quel re seduto, e gl'improntò nel volto tutta l'impazienza di sua curiosità . Piegandogli il corpo un poco all'innanzi, venne a caratterizzare con quell'azione del momento, accompagnata ancora dal discorso del gesto, le sue sollecitudini, chiedendo al Redentore lo spettacolo dei prodigi.
Gesù Cristo si mostra indifferente alle domande d'un re infedele, che lo invitava pel disiderio  di divertirsi a sospendere, o a cambiare in di lui compiacenza corso della natura.  Un ministro con aria grave e diplomatica, seduto accanto all'usurpatore della Giudea, scorgendo la bassa stima che il suo monarca avrebbe fatto del Nazareno, annunzia da cortigiano adulatore il suo disprezzo, la sua indifferenza a le sue derisioni.....
."



CURIOSITA'

Dai ricordi di Totò Tartaro, console del gruppo dal 1949 al 1954.

 

"Erano trascorsi pochi anni dalla fine della guerra e il ceto ( sensali e crivellatori di cereali n.d.a. ) che curava il gruppo di Erode versava in gravi difficoltà economiche e così fu direttamente  il Comune a curarne l'uscita. Lavoravo presso l'Ufficio Tecnico del Comune e un pugno di amici e colleghi di lavoro,  si offrì per occuparsi del " mistere ". E così il gruppo fu affidato proprio a noi dipendenti comunali.

Ero uno dei consoli del gruppo e mi viene in mente un episodio curioso accaduto durante quegli anni.  I gruppi transitavano in Via Orfani. Ero dietro il " mistere " in compagnia di altri due consoli: il Sig. Bonfiglio e il Sig.Maiorana, anch'essi come me impiegati comunali . Si parlava del più e del meno quando ad un certo punto mi sentii osservato da una delle statue. Era una strana sensazione. Come poteva uno di quei personaggi volgere lo sguardo indietro, ? Lo feci notare ai miei amici e subito decidemmo di fermare il gruppo. Bastò poco per comprendere le ragioni di quella " strana taliata " ( strano sguardo ). Ci accorgemmo infatti che " u' turcu ", cioè il servo di colore che pone un mantello su Gesù, aveva la testa rotata di quasi 180°. In pratica, percorrendo quella stretta via , il gruppo era transitato troppo vicino ad una balcone e così quello spigolo lo aveva quasi decapitato, facendogli ruotare la testa . 

Ricordo ancora che in quegli anni si provvide a far dipingere il mantello di Gesù che dal bianco originario era divenuto di color marrone e nelle prime edizioni del nostro affidamento si pensò di addobbare il gruppo con delicati fiori bianchi . 

 

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" Nel gruppo che oggi vediamo in processione, possiamo notare una cornice ovale contenente le medaglie vinte in occasione dei premi istituiti dall'Ente Turismo, che allora organizzava la migliore processione  e la migliore organizzazione. Il nostro gruppo " Gesù dinanzi ad Erode " si aggiudicò il primo premio nella prima edizione ma non potrete mai trovare quella medaglia. Infatti in quell'anno, era il 1949, il premio venne elargito in denaro e precisamente in settantamila lire....Che tempi ! Erano anni difficili e non si viveva di contributi, pensate che il Comune dovette da solo affrontare le spese per tre gruppi, dato che si faceva fatica a trovare categorie disposte a curarne l'uscita in processione."

 

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" Per noi non era difficile raccogliere i soldi per il gruppo. Ogni impiegato si tassava mediante una piccolissima trattenuta sullo stipendio, i cantonieri comunali partecipavano gratuitamente come processionanti e la banda, su disposizione del Sindaco, era quella cittadina. In tal modo il nostro gruppo faceva sempre la sua bella figura e proprio per evitare che fossimo sempre noi ad  aggiudicarci il primo premio, padre Bertolino, allora rettore della chiesa del Purgatorio e componente del Comitato che stabiliva i premi, chiamò alcuni di noi e ci invitò ad accettare anziché il primo, che ci sarebbe spettato per merito, il secondo premio e ciò a favore di un altro ceto, credo il gruppo dei Muratori, proprio per evitare che a vincere fossimo sempre noi creando malcontento tra i gruppi."

 

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" In occasione di una processione ripulimmo il mantello che copre Gesù, facendolo apparire in tutta la sua bianca bellezza. E per ricordare tale opera di ripulitura venne affidato ai giardinieri della Villa Comunale di adornare con garofani bianchi il gruppo e Padre Bertolino, allora rettore del Purgatorio, ammirò entusiasta  "

 

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" Eravamo il gruppo più ricco, che destava più attesa e quello che affrontava meno spese per la processione. Pagavamo infatti solo i massari, mentre per i fiori, come sopra detto, usufruivamo dei giardinieri della Villa. La banda essendo quella cittadina era pagata dal Comune e a far la processione erano i cantonieri comunali che non avevano bisogno di alcun " battistrada " per sfilare ordinati e composti. Inoltre, riscuotevamo dei soldi da tutti gli impiegati comunali tramite una trattenuta mensile da devolvere al gruppo, detta " appoderato ".

 

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" La Commissione che in quegli anni giudicava i gruppi si appostava in diversi punti del percorso, valutando l'addobbo , la serietà dei processionanti, la compostezza dei massari e l'esecuzione della banda musicale ".

 

 


APPROFONDIMENTI 

ERODE ANTIPA, nato nel 20 a.C. morto, era figlio di Erode I° il Grande e fratello di Archelao, etnarca di Giudea e di Samaria ed Idumea. Tetrarca di Galilea e di Perea governò dal 4 a.C. sino al 39 d.C., fissando la propria residenza a Tiberiade, sul lago di Cesarea, città da lui fondata in onore di Tiberio. 
Egli ripudiò la moglie per Erodiade, figlia del re arabo Areta IV°sua nipote e moglie del fratello Filippo,
Le sue relazioni adulterine con Erodiade suscitarono grande scandalo tra gli ebrei e per tal motivo Giovanni Battista condannò il suo operato, avendo egli trasgredito alla legge con l'adulterio e l'incesto ed anche per questo motivo, Erode lo fece decapitare.
Recatosi a Roma per ottenere il titolo di re, fu invece privato della tetrarchia e deportato in Gallia.
Morì in esilio a Lione.nel 40 D.C
Si ricorda che Gesù , riferendosi a lui, usò il termine "quella volpe", animale che è considerato dagli ebrei il più astuto del creato.

( materiale tratto dall'Enciclopedia Grolier e da altre fonti in parte in bibliografia)

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APOSTOLI

Simone, il pescatore della Galilea che Gesù soprannominò Pietro, Kéfas cioè pietra, roccia. Morì crocifisso a testa in giù a Roma, durante l’impero di Nerone.

Andrea, fratello di Pietro, secondo la tradizione fu martirizzato nella Scizia, l’odierna Russia meridionale.

Giacomo, detto il Maggiore, figlio di Zebedeo e fratello di Giovanni.

Giovanni, fratello di Giacomo il Maggiore, era forse il discepolo più caro a Gesù. Fu probabilmente l’autore del IV Vangelo, di due delle Lettere e dell’Apocalisse.

Filippo, di origine greca, fu martirizzato forse in Frigia, nella Turchia asiatica.

Bartolomeo forse è il soprannome di Natanaele, il discepolo nominato nel Vangelo di Giovanni. Morì in India martire, scorticato vivo e poi decapitato.

Matteo, l’autore del I Vangelo, era un pubblicano, cioè un esattore delle tasse, che lavorava a Cafarnao. Viene chiamato anche Levi.

Tommaso, detto Didimo, un carattere incredulo, morì martire in India.

Giacomo, detto il Minore, figlio di Alfeo, forse parente di Gesù.

Simone, fu soprannominato lo Zelota. In greco significava zelante.

Giuda, si può identificare con il Taddeo presente nei Vangeli di Matteo e di Marco.

Taddeo in ebraico significa coraggioso. Morì martirizzato in Persia.

Giuda Iscariota. Il suo nome significa forse “originario di Keriot”, un paese della Giudea. Tradì Gesù per 30 denari. Pentito per il suo tradimento, si impiccò.
Fu sostituito dal discepolo Mattia, scelto dagli undici, affinché il numero degli apostoli rimanesse quello stabilito da Gesù.  


 

Gesù dinanzi ad Erode

Gesù dinanzi ad Erode

Erode

scriba

Gesù dinanzi ad Erode

soldato  

Gesù dinanzi ad Erode

Edizioni Rosa Gianquinto

VANGELO
Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto, perché da molto tempo desiderava vederlo per averne sentito parlare e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrogò con molte domande, ma Gesù non gli rispose nulla. C'erano là anche i sommi sacerdoti e gli scribi, e lo accusavano con insistenza. Allora Erode, con i suoi soldati, lo insultò e lo schernì, poi lo rivestì di una splendida veste e lo rimandò a Pilato. In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici; prima infatti c'era stata inimicizia tra loro.

(Lc 23,8-12))





I Gruppi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



 


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Testo e foto di Beppino Tartaro
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