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COPYRIGHT BEPPINO TARTARO 2004
Gruppo
8 - GESU' DINANZI AD ERODE -
Opera
di Baldassare Pisciotta
Ceto dei Pescivendoli
(
in passato affidato ai Mugnai,
Sensali, Crivellatori di cereali e Dipendenti Comunali
)
Pilato ordina che Gesù venga
condotto dinanzi ad Erode. Questi lo interroga, ma il Nazareno
non risponde. Uno scriba continua ad accusarlo mentre per
ischerno viene rivestito da un mantello e rispedito a Pilato.
E' stato
l'ultimo gruppo ad aggregarsi alla processione del Venerdì
Santo ma è al tempo stesso il gruppo che ha avuto le più
diverse gestioni nella cura.
Sembra sia
stato originariamente affidato alla maestranza dei molitori ( ars molitorum )
anche se è stato erroneamente confuso con l'atto di
concessione, il documento redatto dal dal notaio Adriano Venza, barone di
Sant'Elia il 13 settembre 1782 ( corda 13846 - pag.537
recto- AST Trapani ) con il quale la Confraternita
accordava alla maestranza il permesso di costruire una
cappella nella chiesa di San Michele.
Il gruppo venne curato verso la fine dell' 800 dai
sensali, cui si aggiunsero i crivellatori di cereali. Le
due categorie si occuparono della cura del gruppo sino al 1949, quando a causa delle difficoltà economiche legate al
periodo post-bellico ed alla crisi delle due categorie, il
Comune di Trapani affidò alla cura dei dipendenti comunali l'uscita
del " mistere" che dal 1955
passò ai pescivendoli.
Non esiste e non è mai stato posto in essere quindi alcun
atto di affidamento per il quale è oggi affidato a tale
categoria.
Nel
gruppo Pisciotta, attinse
direttamente all'episodio narrato dai Vangeli. Sono
raffigurati Gesù con un giudeo nell'atto di coprirlo con un
mantello di color bianco (il colore delle vesti dei
buffoni ), Erode, uno scriba accusatore ed un soldato.
Ed
a proposito di questo gruppo, ecco la descrizione
fattane dal Canonico Fortunato Mondello
nel suo libro - "La
Processione del Venerdì Santo in Trapani ", nell'edizione curata da
Giovanni Cammareri :" ...a differenza della preghiera
nell'Orto, egli ( Pisciotta n.d.a. ) diede quivi a
Gesù Cristo un'aria di serenità e di fermezza, capace ad
annunziare la sua calma interiore. Così lasciò che tutte le
sue parti del viso rimanessero nel loro stato naturale.
Scolpì quel re seduto, e gl'improntò nel volto tutta
l'impazienza di sua curiosità . Piegandogli il corpo un poco
all'innanzi, venne a caratterizzare con quell'azione del
momento, accompagnata ancora dal discorso del gesto, le sue
sollecitudini, chiedendo al Redentore lo spettacolo dei
prodigi.
Gesù Cristo si mostra indifferente alle domande d'un re
infedele, che lo invitava pel disiderio di divertirsi a
sospendere, o a cambiare in di lui compiacenza corso della
natura.
Un ministro con aria grave e diplomatica, seduto accanto
all'usurpatore della Giudea, scorgendo la bassa stima che il
suo monarca avrebbe fatto del Nazareno, annunzia da cortigiano
adulatore il suo disprezzo, la sua indifferenza a le sue
derisioni......"
CURIOSITA'
Dai ricordi di Totò Tartaro, console del gruppo dal 1949 al
1954.
"Erano
trascorsi pochi anni dalla fine della guerra e il ceto ( sensali
e crivellatori di cereali n.d.a. ) che curava il gruppo di
Erode versava in gravi difficoltà economiche e così fu
direttamente il Comune a curarne l'uscita. Lavoravo
presso l'Ufficio Tecnico del Comune e un pugno di
amici e colleghi di lavoro, si offrì per occuparsi
del " mistere ". E così il gruppo fu affidato
proprio a noi dipendenti comunali.
Ero
uno dei consoli del gruppo e mi viene in mente un episodio
curioso accaduto durante quegli anni. I gruppi
transitavano in Via Orfani. Ero dietro il " mistere
" in compagnia di altri due consoli: il Sig. Bonfiglio e
il Sig.Maiorana, anch'essi come me impiegati comunali . Si
parlava del più e del meno quando ad un certo punto mi sentii
osservato da una delle statue. Era una strana sensazione. Come poteva uno di quei
personaggi volgere lo sguardo indietro, ? Lo feci notare ai miei
amici e subito decidemmo di fermare il gruppo. Bastò poco per
comprendere le ragioni di quella " strana taliata "
( strano sguardo ). Ci accorgemmo infatti che " u' turcu ", cioè il servo di colore che pone
un mantello su Gesù, aveva la testa rotata di quasi 180°. In
pratica, percorrendo quella stretta via , il gruppo era
transitato troppo vicino ad una balcone e così quello spigolo
lo aveva quasi decapitato, facendogli ruotare la testa .
Ricordo
ancora che in quegli anni si provvide a far dipingere il
mantello di Gesù che dal bianco originario era divenuto di
color marrone e nelle prime edizioni del nostro affidamento si
pensò di addobbare il gruppo con delicati fiori bianchi .
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"
Nel gruppo che oggi vediamo in processione, possiamo notare
una cornice ovale contenente le medaglie vinte in occasione
dei premi istituiti dall'Ente Turismo, che allora organizzava
la migliore processione e la migliore organizzazione. Il
nostro gruppo " Gesù dinanzi ad Erode " si
aggiudicò il primo premio nella prima edizione ma non potrete
mai trovare quella medaglia. Infatti in quell'anno, era il
1949, il premio venne elargito in denaro e precisamente in
settantamila lire....Che tempi ! Erano anni difficili e non si
viveva di contributi, pensate che il Comune dovette da solo
affrontare le spese per tre gruppi, dato che si faceva fatica
a trovare categorie disposte a curarne l'uscita in
processione."
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"
Per noi non era difficile raccogliere i soldi per il gruppo.
Ogni impiegato si tassava mediante una piccolissima trattenuta
sullo stipendio, i cantonieri comunali partecipavano
gratuitamente come processionanti e la banda, su disposizione
del Sindaco, era quella cittadina. In tal modo il nostro
gruppo faceva sempre la sua bella figura e proprio per evitare
che fossimo sempre noi ad aggiudicarci il primo premio,
padre Bertolino, allora rettore della chiesa del Purgatorio e
componente del Comitato che stabiliva i premi, chiamò alcuni
di noi e ci invitò ad accettare anziché il primo, che ci
sarebbe spettato per merito, il secondo premio e ciò a favore
di un altro ceto, credo il gruppo dei Muratori, proprio per
evitare che a vincere fossimo sempre noi creando malcontento
tra i gruppi."
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"
In occasione di una processione ripulimmo il mantello che
copre Gesù, facendolo apparire in tutta la sua bianca
bellezza. E per ricordare tale opera di ripulitura venne
affidato ai giardinieri della Villa Comunale di adornare con
garofani bianchi il gruppo e Padre Bertolino, allora rettore
del Purgatorio, ammirò entusiasta "
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"
Eravamo il gruppo più ricco, che destava più attesa e quello
che affrontava meno spese per la processione. Pagavamo infatti
solo i massari, mentre per i fiori, come sopra detto,
usufruivamo dei giardinieri della Villa. La banda essendo
quella cittadina era pagata dal Comune e a far la processione
erano i cantonieri comunali che non avevano bisogno di alcun
" battistrada " per sfilare ordinati e composti.
Inoltre, riscuotevamo dei soldi da tutti gli impiegati
comunali tramite una trattenuta mensile da devolvere al
gruppo, detta " appoderato ".
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"
La Commissione che in quegli anni giudicava i gruppi si appostava in diversi
punti del percorso, valutando l'addobbo , la serietà dei
processionanti, la compostezza dei massari e l'esecuzione della
banda musicale ".
APPROFONDIMENTI
ERODE
ANTIPA, nato nel 20 a.C. morto, era figlio di Erode I° il
Grande e fratello di Archelao, etnarca di Giudea e di Samaria
ed Idumea. Tetrarca di Galilea e di Perea governò dal 4 a.C.
sino al 39 d.C., fissando la propria residenza a Tiberiade,
sul lago di Cesarea, città da lui fondata in onore di
Tiberio.
Egli ripudiò la
moglie per Erodiade, figlia del re arabo Areta IV°sua nipote e moglie del fratello
Filippo,
Le sue relazioni adulterine con Erodiade suscitarono grande
scandalo tra gli ebrei e per tal motivo
Giovanni Battista condannò il suo operato, avendo egli trasgredito alla legge
con l'adulterio e l'incesto ed anche per questo motivo, Erode lo fece
decapitare.
Recatosi a Roma per ottenere il titolo di re, fu invece
privato della tetrarchia e deportato in Gallia.
Morì in esilio a Lione.nel 40 D.C
Si ricorda che Gesù , riferendosi a lui, usò il termine
"quella volpe", animale che è considerato dagli
ebrei il più astuto del creato.
( materiale
tratto dall'Enciclopedia Grolier e da altre fonti in parte in
bibliografia)
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APOSTOLI
Simone, il pescatore della
Galilea che Gesù soprannominò Pietro, Kéfas
cioè pietra, roccia. Morì crocifisso a testa in giù a Roma,
durante l’impero di Nerone.
Andrea, fratello di Pietro, secondo la tradizione fu
martirizzato nella Scizia, l’odierna Russia meridionale.
Giacomo, detto il Maggiore, figlio di Zebedeo e
fratello di Giovanni.
Giovanni, fratello di Giacomo il Maggiore, era forse il
discepolo più caro a Gesù. Fu probabilmente l’autore del
IV Vangelo, di due delle Lettere e dell’Apocalisse.
Filippo, di origine greca, fu martirizzato forse in
Frigia, nella Turchia asiatica.
Bartolomeo forse è il soprannome di Natanaele, il
discepolo nominato nel Vangelo di Giovanni. Morì in India
martire, scorticato vivo e poi decapitato.
Matteo, l’autore del I Vangelo, era un pubblicano,
cioè un esattore delle tasse, che lavorava a Cafarnao. Viene
chiamato anche Levi.
Tommaso, detto Didimo, un carattere incredulo, morì
martire in India.
Giacomo, detto il Minore, figlio di Alfeo, forse
parente di Gesù.
Simone, fu soprannominato lo Zelota. In greco
significava zelante.
Giuda, si può identificare con il Taddeo presente nei
Vangeli di Matteo e di Marco.
Taddeo in ebraico significa coraggioso. Morì
martirizzato in Persia.
Giuda Iscariota. Il suo nome significa forse
“originario di Keriot”, un paese della Giudea. Tradì Gesù
per 30 denari. Pentito per il suo tradimento, si impiccò.
Fu sostituito dal discepolo Mattia, scelto dagli
undici, affinché il numero degli apostoli rimanesse quello
stabilito da Gesù.
Approfondimenti nel sito :

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