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COPYRIGHT BEPPINO TARTARO 2004
Gruppo
17 - LA DEPOSIZIONE
Opera
di Alberto Fodale e Leopoldo Messina
( originale attribuito a Giuseppe Milanti o Antonio Nolfo )
Ceto dei Sarti e Tappezzieri
Il
corpo inerte di Gesù giace ai piedi della croce, mentre Maria
e Maddalena piangono addolorate, Giovanni, il discepolo
prediletto, contempla con tristezza il Redentore.
La
categoria dei sarti ( ars sutorum ) ebbe affidato il gruppo
con atto del notaio Diego
Martino Ximenes rogato il 3 aprile
1619 ( corda 10562 - pag.430 verso - AST Trapani ); successivamente si sono aggregati i
tappezzieri per concorrere alle spese processionali.
La scena
rappresentata nel mistero dei custureri ( così venivano
chiamati anticamente sarti a Trapani ) non è tratta da alcun testo sacro; si tratta di
una scena " intermedia" dato che i racconti
evangelici ci raccontano che fu Giuseppe di Arimatea ad
occuparsi della deposizione del Cristo. In questo gruppo, l'autore
si ispirò alla propria immaginazione creando Gesù deposto
dalla croce, sorretto dall'apostolo Giovanni, mentre Maria e
Maddalena esprimono tutto il loro dolore.
Per molti
anni si attribuì a Giuseppe Milanti il merito della sua
realizzazione, ma studi successivi propendono per affidare
ad Antonio Nolfo la paternità artistica dell' opera originale.
Nel gruppo
è raffigurato Gesù deposto dalla Croce. Accanto a lui è
Giovanni che lo contempla con infinita tristezza, mentre Maria
piange inconsolabilmente e Maddalena è disfatta dal dolore
per la perdita del Divin Maestro.
Il gruppo
che oggi vediamo fu quasi totalmente distrutto dai
bombardamenti del 1943 ed i maestri Alberto Fodale e Leopoldo
Messina, utilizzando parte dell'opera precedente, seppero
ricostruire il gruppo che nel 1951 tornò a far parte della
processione.
Un
particolare cenno va rivolto agli ornamenti argentei che sono
ancora quelli originali; le aureole furono realizzate nel 1761
dal maestro argentiere Giuseppe Piazza.
Il Canonico Fortunato Mondello
nel suo libro - La
Processione del Venerdì Santo in Trapani - a cura di Giovanni Cammareri - così descrive i personaggi del
gruppo :" ...Il Cristo non è deposto, come osservasi
comunemente sulle ginocchia della Madre, la quale invece sta
ritta appiè della croce, dolorosa spettatrice del consumato
Deicidio. Le amarezze dell'anima informano quel viso oltre
modo soave, estenuato e smunto; ma nobilissimo nella
rassegnazione. La lacrima non sfiora il suo ciglio, ma
interiormente la fortifica nel suo patire. Il corpo del
Redentore, raccolto fra le braccia del costante discepolo,
Giovanni, circondasi d'una serena divinità senza perdere
l'umana fralezza con l'annientamento della morte, che lo
lascia in un inerte riposo. La Maddalena, intenta a spiarne le
piaghe, in preda alla desolazione, estremo omaggio di
purissimo amore, mi richiama al peneiero la Penitente del
Tiriano, ispirante dolore e pace."
CURIOSITA'
Dai ricordi di Totò Tartaro :
"In
quegli anni nei quali le bombe colpirono la chiesa di San
Michele , noi impiegati dell'Ufficio Tecnico del Comune di
Trapani fummo incaricati di raccogliere con attenzione
qualsiasi reperto artistico, anche ridotto in frantumi, che si
poteva trovare nella chiesa. Ricordo che un giorno, terminate
le ore lavorative, verso le ore 14.00, mi stavo
preparando per tornare a casa, quando fui chiamato a gran voce da uno degli operai
incaricati della rimozione delle macerie della chiesa. Mi
rincorse e correndo mi porse un sacchetto, dove " agghiummunata ", cioè avvolta in un foglio di giornale c'era
la testa di un gruppo, e specificatamente una donna della "
Deposizione ". Era la testa di Maria !. Rimasi
stupito e sconvolto e con cura portai quel prezioso reperto a
casa, felice ma preoccupato per tale importante custodia . La
mattina dopo lo consegnai subito ai
tecnici preposti al restauro ( in questo caso alla
ricostruzione ) dei gruppi danneggiati. A distanza di tanti
anni ricordo ancora quell'emozione di aver avuto tra le mie mani e a
casa mia una di quelle sacre teste ".
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Dai ricordi di Agostino Occhipinti:
"
Nel 1987, visto che tantissimi gruppi versavano in gravi
difficoltà economiche ( i contributi non erano quelli odierni
), un gruppo di appassionati tra cui io, Luca Strazzera, il
dott.Tortorici, Stefano Pecorella, Puccio Decapizzi, Ciccio
Longhitano, Giorgio Vacirca ed altri, decidemmo di effettuare
una raccolta popolare in modo da offrire la banda e l'addobbo
floreale al gruppo della Deposizione che non aveva banda e
processione dal lontano 1951, anno in cui si festeggiò il
ritorno in processione dopo la distruzione del bombardamento
del 1943. "
APPROFONDIMENTI
MARIA
MADDALENA
o di MAGDALA. Il nome Magdala ( dall'ebraico
MIGDAL " torre " ) deriva da un villaggio
posto sulla riva occidentale del lago di Tiberiade.
Maria
Maddalena è definita la santa paleocristiana,
contemporanea di Cristo, mai formalmente canonizzata dalle
autorità ecclesiastiche, glorificata di fatto da Gesù
stesso. Le notizie della sua vita provengono quindi dai
Vangeli. Si sa che era originaria di Magdala (Taricheai, da
Tarichos - pesce salato), una cittadina posta a nord di
Tiberiade nei pressi dell’omonimo lago. Maria è nota come
la "mirofora", colei che "porta il
sacro unguento" al sepolcro di Gesù per cospargerne
il corpo. Per tale motivo spesso la vediamo raffigurata con un
vaso tra le mani.
All’inizio
si fece un po’ di confusione fra tre figure femminili dei
vangeli: Maria di Betania (sorella di Lazzaro e di
Marta), l’ "Innominata peccatrice" (molto
perdonata perché molto ha amato) e Maria Maddalena o
Maria di Magdala (l’ossessa miracolata da Gesù, Mc
16, 19).
La
Chiesa Latina, all’inizio, non distinguendo le tre donne, le
accomunò in un’unica liturgia.
Chiarificante è il testo dell’evangelista Luca (Lc
7) quando racconta di una donna peccatrice che irrompe
improvvisamente nella sala del banchetto dove si trovava Gesù,
gli versa unguenti profumati sui piedi, quindi li asciuga con
i suoi capelli. Poi parla di un’altra donna, Maria
Maddalena, che segue Gesù di villaggio in villaggio, dalla
Galilea alla Giudea, ai piedi della croce, per arrivare
davanti al sepolcro vuoto. Questa donna di certo non è non è
la peccatrice ignota del banchetto.
La
Maddalena sicuramente è quella donna che piange sotto la
croce di Gesù, che veglia seduta di fronte al sepolcro, che
all’alba del "primo giorno della settimana"
è la prima a recarsi al sepolcro dove rivede e riconosce il
Cristo risorto da morte. E’ molto bello l’incontro tra il
Risorto e la Maddalena! Gesù la chiama affettuosamente per
nome "Maria", affidandole il compito di
annunciare il grande mistero: "Va a dire ai miei
fratelli: io salgo al Padre mio e Padre vostro, al mio Dio e
vostro Dio". Lei, che per prima vede il Signore,
diventa il simbolo di ogni credente chiamato ad essere
testimone e apostolo del Dio vivente. Il suo cammino di amore
alla sequela di Cristo ci mostra il cammino di una donna che
"cerca". Quando lei si recò al sepolcro era
ancora buio, così pianse per averlo trovato vuoto. Non si
scoraggia, si mette nuovamente in situazione di ricerca
rivolgendosi al Signore e chiamandolo "Maestro",
proprio come il Signore stesso le dava interiormente di
cercarlo.
Una
leggenda vuole che Maria Maddalena, dopo la morte di Gesù, si
ritirò in una grotta della Provenza per trenta anni, fino
alla morte. Secondo la tradizione Greca morì ad Efeso e le
sue ossa furono portate a Costantinopoli dall’Imperatore
Leone VI nel 899 d.C.
Il culto di questa santa in occidente si diffuse
soprattutto dal sec. XI, grazie all’Ordine dei Frati
Predicatori i quali la onorarono col titolo di "Apostola
degli Apostoli".
Dal
sito della Parrocchia
S.Giuseppe di Monreale
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Generalmente,
"la peccatrice" è associata al nome di Maria
Maddalena, perchè fin dalle origini, nella Chiesa, si è
ritenuto che si trattasse della stessa persona. A noi
interessa marginalmente, perché se anche fossero state due
persone distinte, sono comunque figure formidabili nei
Vangeli. Maria Maddalena (o di Màgdala), viene esaltata da
Gesù stesso, allorquando sceglie lei per la sua prima
apparizione dopo la resurrezione; premio indubbiamente
meritato da chi Lo seguiva sempre, senza badare ai disagi e ai
pericoli. La troviamo, infatti, insieme a Maria SS. sotto la
croce del Redentore, laddove di tutti gli Apostoli è presente
il solo Giovanni; è ancora lei che scopre il Sepolcro vuoto:
forse, insieme a Maria SS. è la sola a credere nella Sua
resurrezione, quando il Maestro muore sul Golgota. La
Maddalena è una donna, nel pensiero del tempo non conta
nulla, ed è anche per questo che non viene creduta quando
riferisce di aver visto il Risorto. Pietro addirittura ritiene
che ella sia ubriaca: chi darebbe credito ad una notizia così
sconvolgente, per di più annunciata da una donna? Chi dà
importanza alle donne? Uno solo: Gesù.
Lui guarda
al di là del tempo e dello spazio, non si preoccupa
dell'opinione corrente; Lui sa che non vi è differenza tra
uomo e donna, nati insieme nel Disegno di Dio: "E Dio creò
l'uomo, maschio e femmina lo creò", Lui sa che
alle donne spetterà di mantenere viva la fiaccola della fede
nei momenti più bui della vita della Chiesa, nei momenti di
più arido materialismo, quando sembra che la Sua stessa
domanda: "Quando tornerò, troverò ancora la fede sulla
terra?" sia destinata ad avere "no" per
risposta!
La
peccatrice, chiunque essa sia, e a maggior gloria di Maria
Maddalena se si trattasse di lei, è un gioiello incastonato
nelle Sacre Scritture. E' una donna carica di peccati: Simone
resta scandalizzato dal fatto che Gesù si lasci avvicinare da
una donna del genere, e comincia a dubitare di Lui.
"Se fosse un profeta", pensa, "saprebbe chi è
questa donna". Ma Gesù lo sa, chi è quella donna,
e sa anche cosa sta pensando Simone... Lo inchioda con una
domanda dalla risposta obbligata! E conferma, ancora una
volta, che a Lui interessa solo quello che abbiamo nel
cuore... Non quel che siamo stati prima di incontrarlo. La
peccatrice non sa chi è Gesù: è il suo cuore che lo
riconosce, è il suo cuore che si riempie d'amore, che scaccia
da sé il peccato per riempirsi solo di Dio! Le sue lacrime
rivelano il cambiamento radicale che è avvenuto in lei; i
suoi capelli, usati come uno straccio, mostrano l'umiltà di
chi vuole essere serva del più buono dei padroni. Gesù legge
tutto, nel cuore di questa donna. E le perdona tutti i
peccati, perché molto ha amato. Ricordiamolo sempre, perché
questo è il metro di giudizio che adotterà
anche per noi.
Dal
sito www.conmaria.it
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