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Gruppo 4 - L'ARRESTO  -


Opera di autore ignoto ricostruita da Vito Lombardo 

 Ceto dei Metallurgici

 Mentre le guardie arrestano Gesù,  Pietro colpisce con la spada Malco, asportandogli l'orecchio.


L' arte dei fabbriferrai ( ars firrarorium, clavitteriorum, scopitteriorum et spatorum ) ebbe affidato il gruppo raffigurante l'arresto di Gesù, anticamente detto " La Presa " o " La Cattura ", con atto rogato presso il notaio Aloisio Maurici il 7 agosto 1765, corda 13149, pagina 1209.

Non si conosce l'autore del gruppo scultoreo originale anche se molti lo attribuiscono alle mani di Mario Ciotta. 

Con atto datato 8 agosto 1765, notaio Gaspare Fiorentino ( rogito 135 ) , venne concesso alla categoria di ricostruire il gruppo dopo una rovinosa caduta dei portatori verificatasi nella processione di quell'anno e sempre nel medesimo atto, 
venne affidato all'artista trapanese Vito Lombardo, la ricostruzione del gruppo e precisamente ".... che il firraro Giuseppe Greco, il chiavittere Rocco Anastasi e il calderaio Giovanni Tramuta (tre dei quattro consoli di quell’antica arte) commissionarono lo scultore Vito Lombardo a travagliare e formare cinque personaggi continenti la Presa di Gesù Cristo, Mistero di detta arte e cioè un Santo Cristo, San Pietro in atto di tagliare l’orechia a’ Marco, detto Marco e dui Giudej collaterali a detto Santo Cristo, coll’attegiamenti a seconda del modellino consegnati ".

Vito Lombardo lo ricostruì usando le teste del precedente " mistero " e aggiunse la figura di Malco che nell' originale non esisteva.

 

Il gruppo, tra i più ricchi di movimento, coglie l'attimo in cui le guardie, inviate dal Sinedrio, catturano Gesù.   Si scorge un Giudeo che con una fiaccola illumina il  volto del Nazareno, un soldato dallo sguardo truce che si accinge ad incatenarlo, mentre Pietro si avventa per colpire Malco, il capo delle guardie e servo del sommo sacerdote Caifa. 

Ai volti truci ed efferati degli sgherri, si contrappone la serenità del volto del Cristo, che si accinge a rimproverare l'apostolo Pietro, colpevole di aver reciso l'orecchio di Malco.

Sino alla metà del secolo scorso il gruppo dell' Arresto era affidato al ceto dei Fabbriferrai, Stagnini e Meccanici, oggi è la categoria dei Metallurgici, ad occuparsi del  " mistere ", mantenendo costante l'impegno e la cura. 

La " vara " su cui poggia il gruppo è stata ricostruita in stile neoclassico da Antonio Aula intorno al 1930 ed anche la posizione delle aste è stata modificata, tale da consentirne oggi una visione frontale e d'insieme.

Nel 1986 sono state rifatte gran parte degli ornamenti argentei.


CURIOSITA'

La fiaccola che illumina il volto di Gesù è stata donata da Nunzio Asta per ricordare la moglie e i due figli gemelli , scomparsi nella strage mafiosa di Pizzolungo ( TP ) del 2 aprile 1985.

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Dal libro del Canonico P.Fortunato Mondello " La Processione del Venerdì Santo in Trapani " nell'edizione curata da Giovanni Cammareri.

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E' probabile congetturare che il Mistero della Cattura sia stato uno de' primi cinque, e dovendosi rinnovare, l'artefice designato tolse a modello la maniera artistica del Ciotta, specialmente nella testa e nella positura di San Pietro, nonché nell'atterramento di Malco. Del resto se le figure del gruppo non presentano lo studio accurato dell'arte, non sono mica meno eloquenti nell'espressioni. Non dubito che il secondo scultore non abbia posto tutto l'interesse nell'esecuzione della scena, richiesta dal solenne momento : giacché nel Misterio si avverte la confusione e il turbamento degli sgherri, la serenità e la prontezza di Gesù, il quale si offre volentieri nelle mani de' suoi nemici."


APPROFONDIMENTI

MALCO è il nome del servo del sommo sacerdote Caifa. Viene ricordato soltanto nel Vangelo di Giovanni ( 18,10 e 18,26 ) e significa " re ".  Altre fonti antiche  documentano che questo nome era frequente tra i Nabatei. 

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A PROPOSITO DELL'ARRESTO E DEL PROCESSO A GESU' 

Si verifica di notte (la Legge Ebraica prevede che, salvo in caso di flagranza, si debba verificare di giorno, alla luce del sole e sotto gli occhi di tutti, proprio perché nulla deve essere in ombra o nascosto), apparentemente in assenza di un vero e proprio mandato legale.
 La procedura ha le caratteristiche di una cospirazione con la presenza dichiarata di almeno un cospiratore/traditore: Giuda, forse deluso nelle sue speranze patriottiche dal messia.
Esiste una reazione armata e violenta da parte dei presenti (apostoli, discepoli ed altri). 
Gesù è condotto una prima volta davanti al Sinedrio. La convocazione del Sinedrio appare ufficiosa ed irregolare. Sono presenti testimoni, falsi o non concordi. Sono presenti, indebitamente, sia discepoli sia altri soggetti non appartenenti alla corte. Vengono portate accuse di blasfemia e viene "estorta" una sorta di confessione, con seguente unanimità dei voti. I primi interrogatori vengono posti in essere da singoli individui ed in assenza di una corte legale. L'arrestato viene indebitamente maltrattato.
Il Sinedrio viene convocato una seconda volta . Manca il rispetto del periodo di Legge tra prima e seconda eventuale udienza. Di nuovo apparente unanimità dei voti ed in più è da considerare che nel periodo pasquale, nel corso del quale era vietato al Sinedrio di riunirsi.
Il Grande Sinedrio (supremo consiglio/corte ebrea) era l'unica assise con giurisdizione sui crimini punibili con la morte. Era una corte di 70 membri, presieduta da un Gran Sacerdote (o da due soggetti , secondo alcuni) e composta da una "camera/sezione" religiosa di 23 membri (sadducei) , da una "camera/sezione" legale di 23 scriba (esperti della Legge, di estrazione farisea) ed una "camera/sezione" popolare di 23 anziani (sadducei anch'essi).
Sembrerebbe che la prima "udienza" di fronte al Sinedrio, conclusasi apparentemente con un primo verdetto di colpevolezza, (ammettendo che due ce ne siano state) sia terminata verso le tre o le quattro del mattino, con un aggiornamento della corte (sempre in violazione della Legge) limitato a poche ore invece che ad un giorno intero. A questa seconda udienza nuovamente vengono poste in essere le medesime irregolarità che hanno connotato la prima: accuse dirette, assenza di difensore, false ed incoerenti testimonianze, interrogazione diretta dell'accusato ed imputazione sulla base delle sue risposte. Occorre altresì rilevare che il racconto di Giovanni, diversamente dai sinottici, mostra una conoscenza diretta delle procedure di Legge ebraiche e sembra indicare che il reato di "sedizione" fosse di espressa competenza romana: Caifa interroga Gesù praticamente da solo e, probabilmente, una volta accertato che il reato non era di competenza del Sinedrio, lo conduce direttamente da Pilato , investendolo della questione. In questo particolare contesto, relato da Giovanni, nessuna riunione del Sinedrio appare necessaria. Si tratta di un arresto di un criminale immediatamente condotto (forse dopo certa resistenza che potrebbe giustificare le percosse) alle autorità competenti per il gravissimo reato commesso (un po' come beccare uno che mette una bomba, bloccarlo con ogni mezzo e consegnarlo alla polizia) . Nella realtà del contesto (ricordiamo che Gesù godeva comunque di un notevole seguito ed i tempi erano stretti) una riunione del Sinedrio avrebbe presentato non pochi rischi: Nicodemo e parecchi altri giudici farisei avrebbero potuto invalidare le decisioni assunte.

Testo di Marco Capurro

 

 


Arresto

Gesù

Arresto

Malco

Arresto

Arresto

Particolare della vara

Arresto

VANGELO
Mentre egli parlava, ecco una turba di gente; li precedeva colui che si chiamava Giuda, uno dei dodici e si accostò a Gesù per baciarlo. Gesù gli disse " Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell'Uomo ? ".  Allora quelli che erano con lui, vedendo ciò che stava per accadere, dissero " Signore, dobbiamo colpire con la spada ? ". E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l'orecchio destro. ma Gesù intervenne dicendo " Lasciate basta così ". E toccandogli l'orecchio, lo guarì..." 

( Lc.22,47 - 53 )





I Gruppi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 










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Testo foto di Beppino Tartaro

Foto di Devrim e Beppino Tartaro

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