CURIOSITA' MARGINALI

 

di Renato Birke

 


 

 

 

Caro Beppino,

 

penso che durante i sette anni della nostra amicizia via e-mail ti sarai sicuramente accorto di avere a che fare con un soggetto certo innocuo ma dai circuiti mentali abbastanza peculiari.
Da qualche tempo sono roso da una insana curiosità; pertanto oso chiedere ospitalità nel tuo sito nella speranza che qualcuno con molte più conoscenze delle mie risolva l'arcano, ammesso che ce ne sia uno.
So che la curiosità uccise il gatto ma spero in meglio.

In genere nel trattare dei Sacri Gruppi li si espone in ordine di uscita specificando epoca ed autore (vero o presunto), modifiche o ristrutturazioni del mistere stesso (ma non sempre), nonchè la concessione o le concessioni che lo hanno interessato.
Avendo, come già detto sopra, circuiti mentali un poco contorti ho voluto seguire una strada diversa, prendere cioè in considerazione i ceti ed abbinarvi i misteri. Il risultato sembrerebbe lo stesso ma così non mi è parso.
11 gruppi cetuali hanno sempre curato lo stesso mistere, fin dall'inizio, ovvero:
- mi permetto di usare la denominazione odierna e dei ceti e dei misteri lasciando da parte anche le maiuscole -
gruppo I - orefici con la spartenza; gruppo II - pescatori con la lavanda dei piedi; gruppo III ortolani con Gesù nell'orto; gruppo IV - metallurgici con l'arresto: gruppo V - naviganti con la caduta al cedron; gruppo VII barbieri con la negazione; gruppo IX - muratori con la flagellazione; gruppo XI - calzolai con l'ecce homo; gruppo XII - macellai con la sentenza; gruppo XVI - falegnami con il sollevamento della croce ed infine il gruppo XVII - sarti con la discesa dalla croce; 11 misteri su 18, omettendo i due simulacri che hanno avuto una storia relativamente semplice.
Nel corso del tempo sono comparsi e scomparsi alcuni ceti:
1) crudatori e conciatori cui era stato affidato, salvo dismissione successiva, il VI gruppo (Hanna);
2) sensali e crivellatori di cereali, come sopra, il gruppo VIII (erode);
3) funai e canapai, come sopra, il gruppo XVI (ferita al costato); poi pittori e decoratori;
4) corallai, come sopra, il gruppo XVIII (traporto al sepolcro), poi salinai.
Di un certo interesse le vicissitudini dei mugnai che cominciano con il gruppo VIII (la corona di spine), si associano ai fornai, poi se ne discaccano lasciando il mistere a questi ultimi (che lo detengono tuttora) ed ottengono il gruppo VIII (erode) che poi abbandonano per scomparire del tutto o quasi, passandolo ai sensali.
Sorvoliamo sui jurnateri - 1612 - e sul "popolo" - 1772 - sul quale ritornerò nonchè sul breve intermezzo degli impiegati comunali - gruppo VIII (erode) avvenuto tra i sensali, rinunciatari, e i pescivendoli, attuali curatori. Un bel giro dell'oca per il povero erode.........
Rimarrebbero due ceti (fruttivendoli e bottai) e due misteri (gruppo VI - hanna - e gruppo XIV - la spogliazione) e qui la questione dal mio punto di vista si ingarbuglia.
Consultando testi e guide sull'argomento ho trovato che ad un certo punto del XVIII secolo i bottai, legittimi concessionari del mistere della Veronica (o ascesa al Calvario) abbiano dismeso il mistere stesso che sarebbe stato subitamente riconcesso ai fruttivendoli. Questi ultimi, nell'anno 1772 l'avrebbero dismesso a loro volta ottenendo il gruppo XVIII (la spogliazione) mentre la Veronica diveniva oggetto di popolare devozione, come oggi.
Passa qualche anno e gli stessi fruttivendoli di prima, liberatosi il VI mistere (Hanna) dai crudatori e conciatori ne ottengono la concessione, sino ai tempi nostri.
E la spogliazione? Sorpresa! Passa ai bottai che lo tengono fino agli anni 50 del secolo scorso.
Oggi, come tutti sanno, è curato dal ceto dei tessili.

Ammesso e concesso che io sia stato uno scolaro diligente ed abbia capito correttamente tutto quello che ho letto in proposito (e se qualcosa di fondamentale ho frainteso o mi è sfuggito sarei ben lieto di saperlo) mi pongo tre domandine:
a) in che anno sarebbe avvenuto il passaggio tra i bottai e i fruttivendoli? E l'atto notarile?
b) quale sarebbe stata la "razio" da parte dei fruttivendoli di cambiare ben tre misteri in pochi decenni?
c) visto che il ceto dei bottai, pare, fosse un gruppo economico importante cosa li avrebbe spinti a privarsi di un mistere (e del prestigio sociale che da questo derivava) per poi averne riassegnato un altro alcuni anni dopo? E nel vuoto temporale i bottai si girarono i pollici?

Sia ben chiara una cosa. Avere le risposte alle mie domandine non farà aumentare l'ammontare del mio conto corrente bancario, di per sè abbastanza esiguo, nè quello di evenuali risolvitori e men che meno quello di eventuali lettori. La mia è e rimane una curiosità fine a sè stessa che va, mi rendo conto, contro la comune opinione che sui misteri "non ci sono misteri, che tutto è stato già detto e che chi si pone domande come le tue è solo un perditempo (per usare un eufemismo)".
Purtroppo io mi ritrovo la testa che il buon Dio mi ha dato e continuo a pormi domande.
E' tutto già chiarito? Ne dubito. Ecco tre piccoli esempi.

AD 1801. Nel mese di novembre la nobilissima città di Trapani ebbe l'onore di essere visitata per un paio di giorni (18 e 19) da S.M. Ferdinando III, re di Sicilia. Nel pomeriggio del secondo giorno fu portato nella chiesa di San Pietro ove, fra l'altro (cito testualmente dal diario del patrizio Nicolò Maria Burgio e Clavica) ".......trovò posti in vaga ordinanza e tutti illuminati i 15 misteri dolorosi di N.S. Gesù Cristo."
15? e perchè non 18 come erano già all'epoca? Dubito che il diarista abbia commesso un errore: essendo un attento osservatore della realtà che lo circondava se ha scritto 15 erano 15. E quindi? A questo punto, dal basso della mia ignoranza, ipotizzo.
Trattavasi cioè dei 15 misteri storici, plurisecolari, i cui ceti avevano il privilegio di riporli nelle 15 nicchie all'interno più interno dell'oratorio della chiesa di San Michele, a esclusione dei tre ultimi arrivati e cioè Erode, Pilato e la spogliazione.
Ripeto, ipotizzo, considerato che finora non è considerato un reato, nè che qualcuno si sia posto il dilemma.

Facciamo un saltino di cento anni. Nel 1992 il sig. Giovanni Cammareri ha dato alle stampe il manoscritto di padre Fortunato Mondello del 1901, indirizzato alla regina d'Italia Margherita, vedova di Umberto I, dal titolo "La processione del Venerdì Santo in Trapani ossia la passione di Gesù Cristo illustrata con 20 gruppi statuari detti misteri" nel quale l'autore descriveva i vari gruppi, talvolta con commenti un poco pesanti sul comportamento a suo dire talvolta disdicevole dei fedeli.
Ma a parte questo viene fuori tra le pagine una teoria peculiare del Nostro e cioè che le concessioni fatte dalla Confraternità di San Michele Arcangelo, almeno dopo quelle dei primi decenni del XVII secolo, non fossero concessioni di misteri già fatti ma da costruire a cura dei ceti, in pratica una sorta di "permesso" per partecipare alla processione del Venerdì Santo. Il rogito notarile riportava la scena evangelica da rappresentare, il numero dei personaggi e qualche altro dettagio marginale, restando di fatto alla libertà artistica del maestro artigiano decidere sui volti, sulle pose, sulle vesti, etc., etc.,etc..
Ipotesi abbastanza bizzarra che, dopo la pubblicazione del libro, nessuno, che io sappia, ha preso in considerazione. E se in fondo in fondo non fosse del tutto una teoria?

Beppino egregio, saprai benissimo che nel tuo sito ci sono varie serie di fotografie dei misteri, da quella di Giuseppe Boè Cantaldi a quella di Eugenio Nacci; in pratica una cinquantina di anni del secolo scorso di raffigurazioni dei misteri stessi.
Tanto per parlare: ignoro se qualcuno, osservando quelle della sollevazione della croce e quelle della discesa dalla croce abbia notato, in serie diverse (Achille Tartaro, Rosa Gianquinto e Salvatore Matera), che le croci stesse sono prima piatte e poi tonde.........
Le foto sono ancora lì e possono essere visionate.
I due misteri esistevano già nel secondo decennio del 1600, pertanto, dopo tre secoli, a che pro? 
Anche stavolta da incolto ipotizzo: sono state cambiate per renderle eguali alla croce della ferita al costato, mentre (continuo ad ipotizzare) quella del Calvario è rimasta la stessa onde evitare di buttare alle ortiche il pregevole ed artistico rivestimento argenteo.
Converrai con me che le ipotesi non costano nulla e se errate ti espongono al ridicolo.
Non mi sembra comunque che qualcuno ne abbia mai parlato. Ma in fondo la cosa non è rilevante come la sostituzione della statua di Gesù Cristo del Calvario, più o meno coeva.

Tutto va bene. Se è per questo anch'io vado bene, nè questi patemi mentali mi tolgono il sonno.
Lo ribadisco; le risposte alle mie sommesse domande non risolveranno i problemi del mondo. sono domande e basta e tali sicuramente rimarranno.

Ciao, ciao, ciao.                                           

 

Renato Birke ,

4 ottobre 2017


PS: al di là del fatto che io evochi o meno solo fantasmi il mio rimane in fondo un SOS rivolto alle persone di buona volontà che abbiano a cuore la ricerca storica nel campo processionale, anche negli aspetti ancora oscuri, bizzarri o poco noti. Facciamoci animo, si tratta solo di quattrocento annetti di storia.

 

 

 

Foto edita da Rosa Gianquinto - collezione B. Tartaro

 

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