LA LETTERA DEL PRIORE DELL'ARCICONFRATERNITA DELLA MORTE DI MOLFETTA ( BA )


AL VESCOVO DI TRAPANI



     

                                                                Ecc. za Rev. ma

                                                                Mons. Francesco Miccichè

                                                                Vescovo di Trapani

 

 Eccellenza Reverendissima,

lo scrivente è il Priore dell’ Arciconfraternita della Morte di Molfetta, nella provincia di Bari, nonché Presidente della Consulta delle Confraternite della Diocesi di Molfetta, Ruvo di Puglia, Giovinazzo e Terlizzi.

Noi organizziamo nella nostra città i principali riti della Quaresima e della Settimana Santa (processione della Croce, dell’ Addolorata e della Pietà), sempre preceduti da funzioni religiose (Pio Esercizio alla Pietà e Settenario alla Addolorata) e da opportuna catechesi per i confratelli ogni sabato di Quaresima, oltre a ritrovarci ogni sabato sera per la S. Messa durante tutto l’ anno.

Sede della nostra Arciconfraternita è la Chiesa del Purgatorio, proprio come quella in cui si custodiscono i Misteri portati in processione a Trapani, dal Venerdì al Sabato Santo.

Lei si sarà chiesto perché una persona che con la Sua Diocesi non ha nulla a che fare Le scrive.

Le premetto inoltre che le scrivo a titolo personale, anche se spinto a farlo dalle esortazioni di alcuni amici trapanesi.

Sono un innamorato della vita confraternale ed essendo appassionato dei riti della Settimana Santa nel Sud d’ Italia, ho avuto modo di conoscere su internet il sito che parla della processione dei Misteri di Trapani, della quale sono diventato un grande cultore e studioso, perché mi affascina molto.

Ho acquistato anche due Sue bellissime pubblicazioni: “Pregando i Misteri” e “Cantiamo i Misteri”, da cui traspare con quanto grande impegno ed amore Lei tenta di rivestire con un manto di religiosità una processione che, mi perdoni, a mio parere si sta laicizzando anno dopo anno.

In un mio intervento sul Forum di quel sito web ho scritto e Le riporto:

 " Innanzi tutto ringrazio l' ormai caro amico Beppino Tartaro per la squisita cordialità con cui mi ha trattato sin dalle prime e-mail tra noi intercorse, per secondo mi scuso con tutti gli altri utenti del forum se da estraneo, essendo di Molfetta, mi introduco nelle vostre questioni trapanesi riguardo la vostra bellissima processione dei misteri.
Nell' ultima e-mail che mi ha inviato Beppino, mi ha scritto tra l'altro: ".... approfitto per chiederti se vuoi scrivere un tuo commento, sulle vostre tradizioni. Avrei il piacere di inserirlo come un editoriale per contribuire a diffondere le nostre culture e far conoscere ai miei concittadini cosa sono le processioni religiose".
Mi riservo di accontentarlo in seguito, perchè se qualcosa devo scrivere, devo scriverla bene ed ora non ho tempo per diversi motivi, però vorrei qui esprimere la mia opinione, da esterno ma da addetto ai lavori, essendo io il priore dell' Arciconfraternita della Morte di Molfetta e quindi l' organizzatore di ben tre processioni che si svolgono dall' inizio della Quaresima alla fine della Settimana Santa.
Ribadisco, forse non ho il diritto di parlare come sto per fare, ma proprio perchè la vostra processione mi piace moltissimo, vorrei esprimere un mio parere, spero costruttivo, che se messo in pratica non farebbe altro che migliorarla e consolidarla nel tempo.
Posto che una processione per essere tale deve essere organizzata e svolta in un ambito religioso, e posto che ambito religioso e manifestazione di fede sono un binomio imprescindibile, quello che riscontro a Trapani, è la latitanza di una connotazione religiosa al tutto.
Perdonatemi, ma voglio spiegarmi meglio, perchè il mio discorso è volto a che la vostra, come la mia processione, sfidino i prossimi secoli.
Tutto quello che leggo qui: 1) Esibizionismo di fasce, inventate e non perchè siano una tradizione. 2) Persone pagate da alcuni ceti per partecipare alla processione (e quando mai????). 3) Gruppi che costituiscono ognuno una processione. 4) Mancanza di parte attiva alla processione di una aggregazione religiosa quale, non dico proprio quella di San Michele Arcangelo, ma di una Confraternita. 5) Scarsa presenza di sacerdoti (lo ho desunto dalla visione di diversi dvd in mio possesso sulle varie edizioni. 6) Scene tipo il discorso di un signore seguito da ciaccolata, prima dell' uscita del 2005 (visto in dvd). 7) Cambio ogni anno dell'itinerario, senza seguirne uno tradizionale. 8) Vedo gente (sempre nel dvd) che sotto i gruppi va masticando chewing-gum, e sono tantissimi 9) Presenza di politici ....... insomma tutto questo non mi sembra che faccia bene a che la processione possa arrivare indenne ai vostri nipoti.
Io sono molto addentro nelle cose della Curia Vescovile di Molfetta e conosco molto bene i preti. Pensate forse che tutto quello che io ho scritto passi inosservato al vostro Vescovo?
Aver congelato la Confraternita di San Michele, io lo leggo come prendersela col più debole, perchè secondo me, una Autorità Religiosa che vede e sente di querele, liti, elezioni ecc. ecc. (cosa di cui vi lamentate tutti qui), di fronte a certe cose è portata a prendere dei provvedimenti. Provvedimenti che, probabilmente, non ha avuto il coraggio di prendere verso persone delle Maestranze, che probabilmente sono persone che potrebbero dargli anche dei fastidi.... vorrei dire oltre, ma se mi avete capito, mi avete capito....
Però l' assenza della Confraternita non contribuisce di certo a che la processione sia una vera manifestazione di fede, perchè manca senza di essa il senso della Ecclesia, senza il quale il tutto diventa folklore. Alla fine quello che viene chiamato processione, senza esserlo, potrebbe organizzarlo pure il Comune o la Pro Loco.
Quello che voglio dire è in sintesi questo; datevi da fare a che venga ripristinato un senso religioso, perchè se no, a poco a poco, la cosa muore da sola, se prima non vi sarà un improbabile intervento vescovile. Forse la vera processione, al di là della bellezza dei gruppi, la fanno i volti delle vecchiette che si fanno il segno della Croce al passaggio del corteo nei vicoli del centro storico e non quelli che ci vanno appresso.
Scusatemi, ma la mia non è una critica, ma una rilevazione da esterno, che anche a Molfetta lotta per la eliminazione di tutti quegli elementi che non fanno onore al decoro delle nostre processioni.

 A queste mie parole hanno fatto seguito diverse risposte di approvazione a cui ho come di seguito risposto:

 Mi fa veramente piacere notare che quello che ho osservato sulla processione dei Misteri di Trapani sia da voi tutti, almeno sin qui, ampiamente condiviso. Tenete conto che il concetto che mi sono fatto vedendo i dvd della processione nelle sue varie edizioni, è inficiato dal limite imposto dalla inquadratura. Non posso dire infatti cosa avviene di bello o di brutto fuori ed intorno alla processione, perchè escluso dalla inquadratura che fornisce una visione solo parziale.
Insisto su una cosa: il significato religioso che bisogna dare ad una processione perchè possa essere tale.
Felicissimo è il ragionamento di chi in altro post diceva che la degenerazione ha trasformato la processione dei Misteri in una manifestazione: condivido in pieno che più ci si allontana dalla manifestazione di fede, più si va a finire ad una manifestazione tipo le "Passioni viventi" organizzate dai Comuni e dalle Pro Loco (io le detesto).
Il compito difficilissimo, e facile allo stesso tempo se è una persona di fede, che il nuovo presidente della Unione Maestranze dovrebbe avere, è l'instaurare un dialogo col Vescovo di Trapani su come fare, insieme si intende, per dare una visibilità maggiore a quello che dovrebbe trasparire da una processione, vedendola sfilare.
E' ovvio che non si deve assolutamente toccare la durata della processione; significherebbe stravolgerla.
Tenete conto che chi assiste alla processione non è solo il devoto, ma ci sono oggi come oggi anche persone a cui offrire uno spettacolo indegno di una processione-manifestazione quasi laica, significa dar spazio a critiche impietose e distruttive.
Tenete conto che la processione è vista da chi non crede, da persone di altre religioni, da gente che deve incondizionatamente e direi inconsapevolmente essere contro ste' cose a tutti i costi.
Io ho letto due libri che custodisco nella mia biblio-videoteca del mio studio, dedicata ai Riti Pasquali del Sud Italia e della Spagna: "Cantiamo i Misteri" e "Preghiamo i Misteri" di Mons. Miccichè. Non mi pare uno che non abbia a cuore la processione dei Misteri, perché altrimenti non avrebbe concepito quelle due bellissime pubblicazioni.
Io penso che il Vescovo dovrebbe fare un po' come Gesù nel Tempio o come il Padre Eterno al tempo di Noè col diluvio universale. Dopo, per almeno un po' di tempo, qualcuno buono dovrà per forza esserci.
Inoltre io penso che in questo sito sia presente la parte migliore di chi ama quella processione; se solo il Vescovo leggesse le vostre discussioni, sono convinto che qualcosa farebbe, servendosi proprio del vostro aiuto.
Ve lo dice uno che i preti li conosce bene e che nell'ambiente della Settimana Santa molfettese è ritenuto un tradizionalista conservatore ed integralista, un falco e non una colomba; nonostante tutto negli ambienti di Curia sono più apprezzato io che i baciapile a tempo perso.
I preti infatti, che fessi non sono, capiscono con chi hanno a che fare e rispettano chi si porge in maniera intelligente.
E' importante che la processione non sia fine a se stessa. Deve essere preceduta da Funzioni ed adeguate catechesi preparatorie all' evento.
Non si può arrivare impreparati a portare a spalle la Pietà o la Addolorata, senza la consapevolezza che si porta addosso una Immagine Sacra e non un semplice peso. Trarre divertimento da una cosa sacra è sacrilegio.
Ma come si fa a trarre diletto da una immagine che rappresenta il più grave dolore della storia umana?
Da quando a Molfetta sto curando la Catechesi Quaresimale ai confratelli ed ai portatori, le processioni sono più ordinate e c'è una partecipazione più qualificata che rende anche testimonianza a chi vede dall' esterno.
Fino a qualche anno fa anche le nostre processioni stavano prendendo una brutta piega.
La base di tutto è la fede e la processione, in quanto manifestazione di fede, deve essere organizzata da persone che di cose di chiesa devono saperne almeno qualcosa, se no non si trasmette nulla.
Il folklore passa, la fede rimane.
La processione deve indossare un abito religioso per forza, altrimenti non può sfidare i prossimi secoli, come ha fatto sin'ora.
Ricordate: "Signore dove andremo? Tu solo hai parole di vita eterna".
...e vita eterna avranno le nostre belle tradizioni se si affideranno a quanto ispirato dal Signore.
Voglio precisare che non sono uno che ragiona come un prete; sono solo un CREDENTE e come tale, da priore, cerco di fare quello che la mia cara Addolorata vorrebbe che io facessi per lei.

 Perché dunque mi rivolgo al Pastore della Chiesa Trapanese?

Eccellenza Reverendissima, frequentando anche se virtualmente i trapanesi che orbitano nel mondo dei Misteri, si comprende il grande desiderio che essi hanno di riportare una prassi nella processione, molto più consona ad una celebrazione religiosa.

Per quanto le Maestranze abbiano buona volontà o si prodighino per l’addobbo, le bande e tutto quello che Lei già ben conosce, essi non sono in grado di armonizzare il tutto col collante di una autentica manifestazione di fede, cosa che sarebbe ben diversa se la processione fosse organizzata da una associazione religiosa che rispondesse direttamente a Lei, all’ Ordinario Diocesano.

Sono stato la scorsa settimana a Lanciano, per il XVI cammino delle Confraternite d’ Italia ed ho partecipato al Convegno in cui c’è stato l’ intervento dell’ Arcivescovo di Lanciano – Ortona Mons. Carlo Ghidelli; egli ha detto tra l’ altro che le confraternite, per essere portatrici di speranza (accenno al convegno di Verona) devono essere innanzi tutto credibili.

Le cito queste parole per trasporle alla processione dei Misteri di Trapani.

Tra l’ altro era da notare la presenza di tante Confraternite siciliane che si sono sobbarcate ad una fatica enorme nel fare un viaggio così lungo.

Io, che da esterno, ci tengo però molto a quella processione, penso che così come si fa oggi, quella non è più una processione, ma una manifestazione. Mi scusi se uso termini un po’ forti.

Penso ancora che ridare un ruolo di coordinamento della processione ad una Confraternita come quella di San Michele Arcangelo, magari rifondata ed agli inizi affidata alla guida di un Commissario Vescovile da Lei nominato e che risponda di tutto solo a Lei, non possa che far bene ed andare incontro a tantissime persone del Suo “gregge trapanese”.

Certo Lei avrà avuto buoni motivi per agire come ha fatto verso quella Confraternita, ma forse la riproposizione di essa nel panorama della processione dei Misteri, non possa che far bene a tutti.  Mi scuso tantissimo ancora per averLa importunata e spero che qualcosa delle mie parole venga da Lei presa in considerazione. Sono convinto del fatto che Lei condivida molte mie perplessità e che ami quella processione.

Lo si capisce anche dal fatto che l’ itinerario della processione del 2006 sia riportato sul sito della Sua Diocesi, di cui ho preso visione.

La saluto devotamente,

 

                                                                         dott. Francesco Stanzione

                                                               (Priore Arciconfraternita della Morte) 

  Molfetta, 7 giugno 2006

   P.S. : Mi permetto inviarLe, come mio omaggio per Lei e per ringraziarLa del disturbo e della attenzione, alcune pubblicazioni che riguardano la mia Arciconfraternita.

 

 

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