L'ARRESTO  - Ceto dei Ferrai 

Atto del notaio
Aloisio Maurici – 7 agosto 1765 – corda 13149 –  pag. 1209

 

 

Die Octavo Augusti decima terzae indit. Millesimo Septingentesimo Sexagesimo Quinto

I consoli dell’arte dei ferrari et aliorum Artis ipsi Arti ferrariorum, che conducevano il Misterium sic dictum della Presa proprium Artis, distrutto e fracassato nella solita, celebre e dolorosa processione dei Misteri della Passione di nostro Signore Cristo, nel venerdì santo, previo il consenso di Giuseppe Tolomei, governatore della venerabile società del santissimo sangue di Cristo, decisero di rimodellarlo e di riporlo nella chiesa di San Michele. Pertanto, Giuseppe Greco minore, Giacomo Anastasi e Giovanni Tramuta si obbligarono alla detta Compagnia su tutto quello che resterà del Misterio vecchio, cioè che avessero rinovato e l’avessero fatto di nuovo, cioè se di Teste, bracci o altro, basta che non restasse cosa di tal mistero vecchio, o cosa in potere di loro o altra persona, ma che tale cosa remasta debba consegnarsi in detta Compagnia.

 

 

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