ECCO BOANERGHES !

 


 

 

 

Accettando all'invito del carissimo amico Beppino Tartaro di scrivere degli spunti di riflessione cristiana, mi lancio con gioia in questa avventura. Dopo qualche anno di "esilio" per la mia formazione al sacerdozio in Francia e in Israele, e partecipando all'equipe di fondazione della Fraternità Missionaria Giovanni Paolo II, sono ora a Roma per un master in Scienze della Comunicazione sociale, anche se continuo a viaggiare molto a causa delle missioni e predicazioni.
Proprio per questo peregrinare sono contento di iniziare questo pellegrinaggio lasciando risuonare la voce del "figlio del tuono" per fare ardere nel freddo di questa umanità quella presenza viva che ci invita a sperare e a credere in un mondo migliore e non utopico, un mondo vero e non virtuale.
Mi piacerebbe dire con Martin Luter King : "I have a dream!"; sì, per far sognare a occhi aperti, per volare "con i piedi per terra". Per dare vita a un "accampamento" e scaldarsi al fuoco, fermando l'andamento frenetico della carovana di tutti i giorni...
Aprire nei deserti delle nostre città un luogo per meravigliarsi, per andare controcorrente, per toccare l'infinito, per diventare "ciò che si é".
San Francesco di Paola, un santo così venerato in tutta la chiesa da meritare il posto di fronte a san Pietro nella omonima Basilica in Vaticano, diceva : "A chi ama Dio ... tutto é possibile !".
Chi scrive, allora, come anche chi legge, possono sperare.

Perché "Boanerghes - Fuoco che arde ma non consuma !" ?

Il nome Boanerghes dall’ebraico significa figli di tuono (come il vangelo di Marco 3,17 lo spiega) ed è il nome dato da Gesù Cristo a Giacomo e Giovanni i figli di Zebedeo .
Questo soprannome vuole indicare che questi apostoli hanno una voce che arriva lontano per produrre un cambiamento di conversione, come un forte rumore prodotto da un tuono magari pure percuotendo i timpani di una persona.
I nostri spunti saranno infuocati, appassionati, convinti :
« ...i suoi discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che un fuoco scenda dal cielo e li consumi?. » (Luca 9,54)
Ma il Fuoco dall'Alto non scende mai per distruggere ma per condurci alla pienezza della Vita ! Che il fuoco di questa rubrica possa allora ardere in chi legge per farci appassionare sempre di più di Colui c
he é la Vita! Amen.
Buona lettura ...

                                     Padre Baldo

                         29 novembre 2011

 

 

 

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