GLI AUTORI DEI MISTERI

© Beppino Tartaro  2004


      Già nel XVI secolo, Trapani esprimeva una nutrita scuola di intagliatori in legno, tra questi spiccava l’arte di Giovanni Matera ( 1653-1718 ) celebre per i suoi presepi , alcuni dei quali sono oggi ospitati  nel Museo Pepoli di Trapani .

Ma è nel secolo successivo che questi intagliatori diventano dei veri e propri artisti, trasformando le quaranta e più botteghe dell’allora Via Scultori ( oggi Torrearsa ) in scuole d’arte, conferendo alla città quel titolo di “ Firenze della Sicilia” con la quale era conosciuta tra i contemporanei. E tra questi “ maestri “ che nacquero i "Misteri di Trapani".

Pur tecnicamente inquadrabili tra le  “ arti minori “ , i gruppi scultorei trapanesi evidenziano il passaggio della scultura locale all’età barocca e a tal proposito leggiamo la citazione del Serraino “…con il passaggio dalla composizione mobile alla disposizione fissa, dalla situazione temporanea e limitata alla collocazione stabile, riattingendo più decisamente gli aspetti e le funzioni proprie della Passione di Cristo, anche se a volte contaminata da elementi profani e popolareschi. Donde l’esigenza di un maggior numero di figure con la testa e le estremità scolpite in legno, dal corpo rivestito di tela e colla, ma pur sempre nelle proporzioni vicine al vero “. 

E’ probabile che la tecnica consolidata del “ presepe “ incise profondamente negli autori dei gruppi, cosicché se le teste, i corpi , le mani e i piedi furono diretta creazione dello scultore, le vesti, le decorazioni poterono essere opera degli allievi, secondo i consigli del maestro.

Ma questa nutrita schiera di artisti dei Misteri, ai giorni nostri poco conosciuta e non valorizzata dagli stessi addetti ai lavori, ha talvolta generato profonde discussioni in quanto che la data di concessione del gruppo stesso è di gran lunga antecedente alla data di nascita dell’autore.

Come possono, ad esempio, conciliarsi la data di nascita di Mario Ciotta (1639) e l’affidamento di uno dei gruppi da lui realizzati, “ La Separazione  “ che fu affidato alla maestranza degli orafi nel 1621 ?.  L’apparente contraddizione è facilmente risolta dal fatto che le concessioni da parte della Confraternita  di San Michele ( oberata dalle ingenti spese per organizzare la processione ) alle fiorenti maestranze cittadine dell’epoca è un atto diverso dalla creazione del gruppo. 

Con buona probabilità, i gruppi che oggi ammiriamo non sono gli stessi delle prime processioni e che solo dopo la concessione, le maestranze affidarono agli artisti trapanesi il compito di rifare ex novo il gruppo. Ciò spiega il ” salto”  di parecchi ani tra affidamento e nascita dell’artista. Le uniche due eccezioni che non consentono discussioni sulle date degli artisti e la loro concessione sono quelle legate ai due ultimi gruppi che si aggregarono alla processione: “ La Sentenza “ e “ Gesù dinanzi ad Erode “, che non fecero mai parte delle prime processioni e vennero realizzati da Domenico e Francesco Nolfo e da Baldassare Pisciotta nel 1782, quando i tre artisti erano ancora in vita. e contemporaneamente affidati alle maestranze.

 Risolta la “ contraddizione “ veniamo a conoscere i nostri artisti dei Misteri.

Come innanzi detto, sono di Mario CIOTTA, nato nel 1639, morto nel 1724 e sepolto nella Chiesa del Purgatorio, i primi due gruppi della processione ( Separazione e Lavanda ), nelle cui opere emerge la sensibilità dell’artista e l’efficace e profonda rappresentazione della sofferenza interiore dei suoi personaggi.

NOLFO. Questo cognome rappresenta tre generazioni artisti che tanto e bene diedero alla nostra processione.  A Domenico detto il Vecchio, Mondello attribuisce la paternità della “ Caduta al Cedron “, malgrado il Ferro l’attribuisca invece al figlio Antonio e studi successivi addirittura al nipote di Domenico, Francesco.

E’ certo invece che fu Antonio NOLFO, ( Trapani 1696 - 1784 )  l’autore del gruppo " La Coronazione di spine “ e secondo alcuni studiosi anche del Cristo dell’" Urna "oltre che di numerose altre statue in legno dedicate alla Madonna di Trapani..
Secondo quando scrive lo studioso Fogalli “entrato egli nel sentiero della conoscenza dell'arte, Apprese presto , dunque, attraverso l’esempio paterno e i principi dell’arte , proponendosi cosi di superare il padre ."  
Nel 1721 sposò nella chiesa di S. Pietro di Trapani Ignazia De Luca , dalla quale ebbe cinque figli : Michele , Domenico , Francesco , Giacoma e Antonia . Domenico e Francesco si dedicarono insieme a lui alla scultura .  
La tradizione attribuisce all’artista numerose sculture in legno, quali : la statua di S.Elia nella chiesa dell'Annunziata; il S. Giuseppe nella chiesa del Carminello; il S. Michele che veniva portato in processione nel monastero di S. Andrea ( in via S. Pietro e oggi non più esistente); il S. Antonio nella chiesa di Santa Maria di Gesù, il S. Nicola da Tolentino nel convento di S. Agostino (anche questo non più esistente); un Cristo con sua Madre sito nella chiesa della Compagnia di Gesù e Maria, accanto alla porta marinara detta del Serisso; la “colossale” statua in legno raffigurante il Beato Bernardo da Corleone e presente nella residenza del cav. Ferro , appartenente a Bernardo di Ferro Chiesa dei Cappuccini di Sciacca , le teste dei serafini delle cappelle di S. Domenico e di Santa Caterina nella Badia Nnuova ed alcune statue riproducenti il simulacro della Madonna di Trapani eseguite insieme al figlio Franceso. Di esse una realizzata in avorio, venne inviata a Napoli,  un’altra a Ribera , e una terza fu eseguita per la Chiesa Madre di Favarotta per la somma di 20 onze .  

Domenico detto Il Giovane ( Trapani 1730 - 1800 o 1801) .
Nacque nel quartiere di S: Nicolò il 14 Dicembre 1730, seguì le orme paterne nella scultura e nell'architettura a Trapani dove visse oltre che come scultore anche come mobiliere e con la rendita di alcuni terreni. Dalle notizie riportate dal Serraino si ricava che nel 1753 sposò Francesca Corso nella chiesa di S. Pietro e che abitava di  fronte l’antica chiesa di S. Agostino ; lo studioso aggiunge inoltre che fu proprietario di terreni nei pressi di Pacco e Nubia e che esercitò anche l’attività di mobiliere impegnandosi il 29 Luglio 1765 a spedire letti in legno al distaccamento militare di Mazara.
Realizzò parecchie statue in legno e di marmo e tra queste degne di nota sono le raffigurazioni di S. Giuseppe col bambino nella chiesa dell’Annunziata di Trapani, il Sant' Alberto rivestito d’argento, nella chiesa del santo omonimo, San Giovanni Battista, Maria SS. di Trapani e Sant'Alberto nella facciata del Palazzo Cavarretta, S.Antonio nella Chiesa dell'Itria e di un presepio nella Cattedrale. La data di morte dell'artista non è mai stata conosciuta con certezza.

Francesco (  Trapani 1741-1809 ), da quanto risulta dalle fonti si formò inizialmente nella bottega del padre e del fratello osservando le opere di questi ultimi ed eseguì, secondo il Di Ferro, i primi lavori in avorio.  Si trasferì a Napoli dove completò la sua formazione lavorando nella bottega del concittadino, lo scultore Nicolò Pecorella, eccellendo nella realizzazione di statue in avorio raffiguranti Maria SS. di Trapani e successivamente si recò a Roma ed espose i suoi crocifissi in avorio, ottenendo grande successo. Tornato nella sua città natale, tenne bottega nella “cantoria” della  “Loggia”, continuò nell'arte dell'avorio ma si dedicò anche alla realizzazione di pregevoli sculture in legno quali un' Addolorata nella Chiesa del Carmine e poi nel deposito della Curia vescovile, la Pietà nella chiesa di San Pietro ed una Madonna di Trapani, eseguita per l’antica chiesa di S. Giovanni Filippi (sita in via Liberta e non più esistente)oggi nella chiesa di San Nicola, un' altra Madonna di Trapani sempre per la chiesa di san Nicola, nonché numerosi presepi. Il Mondello infatti, accenna ad alcuni angeli per i quali l’artista pare ispirarsi alle sculture di Lorenzo Bernini , che avrebbe visto a Roma. Bisognoso di ritirarsi in solitudine per meditare sulla grandezza divina , nel 1791 entrò a fare parte della congregazione di S. Filippo Neri e decise di lavorare essenzialmente per la chiesa filippina di S. Giovanni , sede della confraternita. Franceso Nolfo mori il 25 Settembre del 1809.

 

Discendente da una famiglia d scultori trapanesi, nel 1658 nasce Giuseppe MILANTI che insieme al fratello Cristoforo, ebbero una fiorente attività artistica nel trapanese  nel palermitano con la realizzazione di pregevoli sculture in legno e marmo e stucchi, costituendo una famosa scuola d’arte.

Baldassare PISCIOTTA, nacque a Trapani il 24 settembre 1715.Alle sue splendide mani ( aveva bottega in Via Corallai ), dobbiamo quei capolavori de “ Gesù nell’orto del Getsemani “, “ La Negazione “ , “ Gesù dinanzi ad Erode “, dove oltre alla bellezza dei volti e delle espressioni, si nota la scrupolosa cura delle vesti dei personaggio, quasi a far esprimere anche con le vesti il muro linguaggio scultoreo. Eccelse anche nell'arte dell'intaglio, dell'avorio e delle pietre dure, realizzò numerose statue e apparati decorativi per le chiese trapanesi e palermitane e ci ricorda il Di Ferro "...autore di lavori in marmo, in legno , in alabastro, etc. ".
Nel 1747 sposò Angela Domingo, dalla quale ebbe un figlio, Gaspare che si occupò della lavorazione del corallo. Baldassare Pisciotta morì il 24 gennaio 1792 e fu sepolto sepolto nella Chiesa di San Nicola. 

A Vito LOMBARDO, vissuto intorno al 1750 è attribuita la realizzazione de “ L’Arresto “, mentre all’arte di un altro grande maestro intagliatore, Giacomo TARTAGLIO ( 1678-1751 ) e non Tartaglia come erroneamente citato in tante pubblicazioni e persino nella via trapanese a lui dedicata si deve la realizzazione del gruppo più numeroso dell’intera processione : “ Il Trasporto al Sepolcro “. Discendente da una famiglia di scultori si dedicò prevalentemente alla scultura dell'alabastro e della pietra incarnata dedicò il suo ingegno anche alla lavorazione del legno e del marmo. Tra le sue opere : la statua alta m.2,10 di San Francesco di Paolanelal chiesa omonima, oggetto ancor oggi di grande devozione da parte dei trapanesi, Santa Rosalia nella Chiesa del Collegio e una del Cristo morto nella Cattedrale.

Leopoldo MESSINA e Antonio FODALE, ebbero il merito della ricostruzione, ultimata nel 1951, della “ Deposizione “  dopo che il gruppo originario, attribuito ad Antonio Nolfo o a Giuseppe Milanti, era andato distrutto a seguito del bombardamento della Chiesa di San Michele nel 1943.

Domenico LI MULI (1902 - 2003) , ultimo grande autore dei Misteri, ricostruì per ben due volte  “ La Sollevazione della Croce “ .

Rimangono ignoti gli autori dei gruppi “ Gesù dinanzi ad Hannan “, “ La Flagellazione “ e “ Ascesa al Calvario “.   Quest’ultimo è presumibilmente il più antico dell’intera collezione. Certa è solo la paternità artistica del Cristo. All’originario,  andato distrutto da un incendio in processione, si sostituì verso la fine dell’ 800, l’opera di Pietro Croce ( oggi esposta nella Chiesa di S.Maria del Gesù - vedi foto a sinistra)  e a questa statua si sostituì nel 1903 l’attuale, opera di Antonino Giuffrida.

E’doveroso ricordare altri artisti del tempo ai quali, pur non potendo attribuire la paternità di qualche gruppo, sono da considerare “ vicini “ ala realizzazione degli stessi Misteri: Pietro Calamela, contemporaneo di Vito Lombardo e Pietro Ancona, nato nel 1741 e sepolto proprio nella Chiesa di San Michele.

 Ed è doveroso infine ricordare coloro che pur non avendoli creati hanno ridato nuova vita i nostri Misteri, ricostruendoli o restaurandoli dalle ingiurie del tempo e degli uomini : Giuseppe Aniello Cafiero ( 1903 – 1973 ) alle cui abili mani si deve la ricostruzioni dei gruppi danneggiati dalla guerra; Bartolomeo Frazzitta, il prof.Scalabrino, Benvenuto Cafiero, Angelo Gristaudo, Elena Vetere, Concetto Mazzaglia e Malia Scalisi .

Infine, un cenno al riconoscimento che la città ha dato ai suoi illustri predecessori. Se si esclude Giacomo Tartaglio a cui è dedicata una via ( col cognome errato in Tartaglia ) nei pressi della Chiesa di S.Francesco d'Assisi, per tutti gli altri autori non si è mai deciso di dedicare una via o una piazza in quel centro storico nel quale fiorirono le loro scuole d'arte e nel quale nacquero i Misteri.
Le vie che portano i nomi di questi artisti sono ubicate in zone periferiche  e così Via Mario Ciotta è nella zona del Santuario, Via Milanti nei pressi di Piazza Martiri d'Ungheria, a un non ben definito Nolfo ( gli autori de Misteri o un omonimo ? ) troviamo una via nella frazione ericina di  di Casa Santa, mentre il riconoscimento all'arte di Baldassare Pisciotta è avvenuto solo recentemente nei pressi della zona del Dissalatore. E' da ricordare che al Prof.Giuseppe Aniello Cafiero, grande artista e restauratore dei gruppi è stata dedicata una via nel rione Cappuccinelli nei pressi dell'ex scuola " Eugenio De Rosa " , mentre al medico Dott. Salvatore Cassisa Mazzei , che ai gruppi dedicò un saggio pubblicato nel 1933 è stata  dedicata una via nella frazione trapanese di Marausa. 
Fortunatamente, all'ultimo grande artista dei Misteri, il prof.Domenico Li Muli, scomparso nel 2003 , la Provincia Regionale di Trapani ha intitolato una sala espositiva presso il Palazzo Riccio di Morana in via Garibaldi dove  è esposta la prima delle due " Solevazioni" da lui realizzate.

 

Testo e foto di Beppino Tartaro

© www.processionemisteritp.it

La foto del Prof. Giuseppe Cafiero è tratta dal libro " I MISTERI NELLA SACRA RAPPRESENTAZIONE DEL VENERDI' SANTO A TRAPANI " di GIOVANNI CAMMARERI - Libreria Editrice " Il Pozzo di Giacobbe ".

 

La foto del Prof. Domenico Li Muli è di Renzo Vento ed è tratta dal libro " I RITI DELLA SETTIMANA SANTA NEL TRAPANESE " - Editoriale Siciliana Informazioni.

 

 

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