|
Già nel XVI secolo, Trapani esprimeva
una nutrita scuola di intagliatori in legno, tra questi spiccava l’arte
di Giovanni Matera ( 1653-1718 ) celebre per i suoi presepi , alcuni dei
quali sono oggi ospitati nel
Museo Pepoli di Trapani .
Ma è nel secolo
successivo che questi intagliatori diventano dei veri e propri artisti,
trasformando le quaranta e più botteghe dell’allora Via Scultori ( oggi
Torrearsa ) in scuole d’arte, conferendo alla città quel titolo di “
Firenze della Sicilia” con la quale era conosciuta tra i contemporanei. E
tra questi “ maestri “ che nacquero i "Misteri di Trapani".
Pur tecnicamente
inquadrabili tra le “ arti minori “ , i gruppi scultorei trapanesi evidenziano il passaggio
della scultura locale all’età barocca e a tal proposito leggiamo la
citazione del Serraino “…con il passaggio dalla composizione mobile
alla disposizione fissa, dalla situazione temporanea e limitata alla
collocazione stabile, riattingendo più decisamente gli aspetti e le
funzioni proprie della Passione di Cristo, anche se a volte contaminata da
elementi profani e popolareschi. Donde l’esigenza di un maggior numero
di figure con la testa e le estremità scolpite in legno, dal corpo
rivestito di tela e colla, ma pur sempre nelle proporzioni vicine al vero
“.
E’ probabile che la
tecnica consolidata del “ presepe “ incise profondamente negli autori
dei gruppi, cosicché se le teste, i corpi , le mani e i piedi furono
diretta creazione dello scultore, le vesti, le decorazioni poterono essere
opera degli allievi, secondo i consigli del maestro.
Ma questa nutrita schiera
di artisti dei Misteri, ai giorni nostri poco conosciuta e non valorizzata
dagli
stessi addetti ai lavori, ha talvolta generato profonde discussioni in quanto che la data di
concessione del gruppo stesso è di gran lunga antecedente alla data di
nascita dell’autore.
Come possono, ad esempio,
conciliarsi la data di nascita di Mario Ciotta (1639) e l’affidamento di
uno dei gruppi da lui realizzati, “ La Separazione
“ che fu affidato alla maestranza degli orafi nel 1621 ?.
L’apparente contraddizione è facilmente risolta dal fatto che le
concessioni da parte della Confraternita
di San Michele ( oberata dalle ingenti spese per organizzare la
processione ) alle fiorenti maestranze cittadine dell’epoca è un atto
diverso dalla creazione del gruppo.
Con buona probabilità, i gruppi che oggi ammiriamo non sono gli stessi
delle prime processioni e che solo dopo la concessione, le maestranze
affidarono agli artisti trapanesi il compito di rifare ex novo il gruppo.
Ciò spiega il ” salto” di parecchi ani tra affidamento e nascita dell’artista. Le
uniche due eccezioni che non consentono discussioni sulle date degli
artisti e la loro concessione sono quelle legate ai due ultimi gruppi che
si aggregarono alla processione: “ La Sentenza “ e “ Gesù dinanzi
ad Erode “, che non fecero mai parte delle prime processioni e vennero
realizzati da Domenico e Francesco Nolfo e da Baldassare Pisciotta nel
1782, quando i tre artisti erano ancora in vita. e contemporaneamente
affidati alle maestranze.
Risolta la “
contraddizione “ veniamo a conoscere i nostri artisti dei Misteri.
Come innanzi detto, sono
di Mario CIOTTA, nato nel 1639, morto nel 1724 e sepolto nella
Chiesa del Purgatorio, i primi due gruppi della processione ( Separazione
e Lavanda ), nelle cui opere emerge la sensibilità dell’artista e
l’efficace e profonda rappresentazione della sofferenza interiore dei
suoi personaggi.
NOLFO. Questo
cognome rappresenta tre generazioni artisti che tanto e bene diedero alla
nostra processione. A Domenico
detto il Vecchio, Mondello attribuisce la paternità della “ Caduta
al Cedron “, malgrado il Ferro l’attribuisca invece al figlio Antonio
e studi successivi addirittura al nipote di Domenico, Francesco.
E’ certo invece che fu Antonio NOLFO, ( Trapani 1696 - 1784
) l’autore del gruppo " La Coronazione di spine “ e secondo alcuni studiosi anche del Cristo
dell’" Urna "oltre che di numerose altre statue in legno
dedicate alla Madonna di Trapani..
Secondo
quando scrive lo studioso Fogalli
“entrato egli nel sentiero della conoscenza dell'arte, Apprese presto
, dunque, attraverso l’esempio paterno e i principi
dell’arte , proponendosi cosi di superare il padre ."
Nel 1721
sposò nella chiesa di S. Pietro di Trapani Ignazia De Luca
, dalla quale ebbe cinque figli : Michele , Domenico ,
Francesco , Giacoma e Antonia .
Domenico e Francesco
si dedicarono insieme a lui alla
scultura .
La
tradizione attribuisce all’artista numerose sculture in
legno, quali :
la statua di S.Elia nella chiesa dell'Annunziata; il S. Giuseppe nella chiesa del Carminello;
il S. Michele che veniva
portato in processione nel monastero di S. Andrea ( in via S.
Pietro e oggi non più esistente); il S. Antonio nella chiesa di
Santa Maria di Gesù, il S. Nicola
da Tolentino nel convento di S. Agostino (anche questo
non più esistente); un Cristo con sua Madre
sito nella chiesa della Compagnia di Gesù
e Maria, accanto alla porta
marinara detta del Serisso; la “colossale” statua in
legno raffigurante il Beato Bernardo
da Corleone e presente nella
residenza del cav. Ferro , appartenente a Bernardo
di Ferro Chiesa dei Cappuccini di Sciacca
, le teste dei serafini delle
cappelle di S. Domenico e di Santa Caterina nella Badia Nnuova
ed alcune
statue riproducenti il simulacro
della Madonna di Trapani eseguite insieme al
figlio Franceso. Di esse
una realizzata in avorio, venne inviata
a Napoli, un’altra a Ribera , e
una terza fu eseguita per la Chiesa Madre di Favarotta
per la somma di 20 onze .
Domenico detto Il Giovane ( Trapani 1730 - 1800 o 1801) .
Nacque
nel quartiere di S: Nicolò il 14 Dicembre 1730,
seguì le orme
paterne nella scultura e nell'architettura a Trapani dove visse oltre che come scultore anche
come mobiliere e con la rendita di alcuni terreni.
Dalle
notizie riportate dal Serraino si
ricava che nel 1753 sposò Francesca Corso nella chiesa di S.
Pietro e che abitava di fronte
l’antica chiesa di S. Agostino ;
lo studioso aggiunge inoltre che fu proprietario di terreni
nei pressi di Pacco e Nubia e che
esercitò anche l’attività di mobiliere impegnandosi il 29
Luglio 1765 a spedire letti in legno al distaccamento militare
di Mazara.
Realizzò parecchie
statue in legno e di marmo e tra queste degne di nota sono le
raffigurazioni di S. Giuseppe col bambino
nella chiesa dell’Annunziata
di Trapani, il Sant'
Alberto rivestito d’argento, nella chiesa del santo omonimo,
San Giovanni Battista, Maria SS. di Trapani e
Sant'Alberto nella facciata del Palazzo Cavarretta, S.Antonio nella
Chiesa dell'Itria e di un presepio nella Cattedrale. La data di morte
dell'artista non è mai stata conosciuta con certezza.
Francesco ( Trapani 1741-1809 ), da quanto risulta
dalle fonti si formò inizialmente nella bottega del padre e
del fratello osservando le opere di questi
ultimi ed eseguì, secondo il Di Ferro, i primi lavori in
avorio. Si trasferì a Napoli dove completò la sua formazione
lavorando nella bottega del concittadino, lo scultore Nicolò Pecorella,
eccellendo nella
realizzazione di statue in avorio raffiguranti Maria SS. di Trapani e successivamente si recò a
Roma ed espose i suoi crocifissi in avorio, ottenendo grande
successo.
Tornato nella sua città natale, tenne bottega nella
“cantoria” della “Loggia”,
continuò nell'arte dell'avorio ma si dedicò anche
alla realizzazione di pregevoli sculture in legno quali un' Addolorata
nella Chiesa del Carmine e poi nel deposito della Curia vescovile,
la Pietà nella chiesa di San Pietro ed una Madonna di Trapani, eseguita per l’antica chiesa di S.
Giovanni Filippi (sita in via
Liberta e non più esistente)oggi nella
chiesa di San Nicola, un' altra Madonna di Trapani sempre per la chiesa di
san Nicola, nonché numerosi presepi. Il Mondello
infatti, accenna ad alcuni angeli per i quali l’artista
pare ispirarsi alle sculture di Lorenzo Bernini
, che avrebbe visto a Roma. Bisognoso di ritirarsi in
solitudine per meditare sulla grandezza divina
, nel 1791 entrò a fare parte della congregazione
di S. Filippo Neri e decise di lavorare essenzialmente per
la chiesa filippina di S. Giovanni , sede della confraternita.
Franceso Nolfo
mori il 25 Settembre del 1809.
Discendente da una
famiglia d scultori trapanesi, nel 1658 nasce Giuseppe MILANTI che insieme al fratello Cristoforo,
ebbero una fiorente attività artistica nel trapanese nel
palermitano con la realizzazione di pregevoli sculture in legno e marmo e
stucchi, costituendo una famosa
scuola d’arte.
Baldassare PISCIOTTA,
nacque a Trapani il 24 settembre 1715.Alle sue splendide mani ( aveva
bottega in Via Corallai ), dobbiamo quei capolavori de “ Gesù nell’orto del Getsemani
“, “ La Negazione “ , “ Gesù dinanzi ad Erode “, dove oltre
alla bellezza dei volti e delle espressioni, si nota la scrupolosa cura
delle vesti dei personaggio, quasi a far esprimere anche con le vesti il
muro linguaggio scultoreo. Eccelse anche nell'arte dell'intaglio,
dell'avorio e delle pietre dure, realizzò numerose statue e apparati
decorativi per le chiese trapanesi e palermitane e ci ricorda il Di Ferro
"...autore di lavori in marmo, in legno , in alabastro, etc. ".
Nel 1747 sposò Angela Domingo, dalla quale ebbe un figlio, Gaspare che si
occupò della lavorazione del corallo. Baldassare Pisciotta morì il 24 gennaio
1792 e fu sepolto sepolto nella Chiesa di San Nicola.
A
Vito LOMBARDO,
vissuto intorno al 1750 è attribuita la realizzazione de “ L’Arresto
“, mentre all’arte di un altro grande maestro intagliatore,
Giacomo
TARTAGLIO ( 1678-1751 ) e non Tartaglia come erroneamente citato in tante
pubblicazioni e persino nella via trapanese a lui dedicata si deve la realizzazione del gruppo più numeroso dell’intera
processione : “ Il Trasporto al Sepolcro “. Discendente da una
famiglia di scultori si dedicò prevalentemente alla scultura
dell'alabastro e della pietra incarnata dedicò il suo ingegno anche alla
lavorazione del legno e del marmo. Tra le sue opere : la statua alta
m.2,10 di San Francesco di Paolanelal chiesa omonima, oggetto ancor oggi
di grande devozione da parte dei trapanesi, Santa Rosalia nella Chiesa del
Collegio e una del Cristo morto nella Cattedrale.
Leopoldo MESSINA e Antonio
FODALE, ebbero il merito della ricostruzione, ultimata nel 1951, della
“ Deposizione “ dopo che
il gruppo originario, attribuito ad Antonio Nolfo o a Giuseppe Milanti,
era andato distrutto a seguito del bombardamento della Chiesa di San
Michele nel 1943.
Domenico LI MULI
(1902 - 2003) , ultimo grande autore dei
Misteri, ricostruì
per ben due volte “ La
Sollevazione della Croce “ .
Rimangono
ignoti gli autori dei gruppi “ Gesù dinanzi ad Hannan “, “ La
Flagellazione “ e “ Ascesa al Calvario “. Quest’ultimo è
presumibilmente il più antico dell’intera collezione. Certa è solo la
paternità artistica del Cristo. All’originario,
andato distrutto da un incendio in processione, si sostituì verso
la fine dell’ 800, l’opera di Pietro Croce ( oggi esposta nella
Chiesa di S.Maria del Gesù - vedi foto a sinistra) e a questa statua si sostituì nel 1903 l’attuale, opera di
Antonino Giuffrida.
E’doveroso ricordare
altri artisti del tempo ai quali, pur non potendo attribuire la paternità
di qualche gruppo, sono da considerare “ vicini “ ala realizzazione
degli stessi Misteri: Pietro Calamela, contemporaneo di Vito
Lombardo e Pietro Ancona, nato nel 1741 e sepolto proprio nella
Chiesa di San Michele.
Ed è doveroso
infine ricordare coloro che pur non avendoli creati hanno ridato nuova
vita i nostri Misteri, ricostruendoli o restaurandoli dalle ingiurie del
tempo e degli uomini : Giuseppe Aniello Cafiero ( 1903 – 1973 ) alle cui
abili mani si deve la ricostruzioni dei gruppi danneggiati dalla guerra; Bartolomeo
Frazzitta, il prof.Scalabrino, Benvenuto Cafiero, Angelo Gristaudo, Elena
Vetere, Concetto Mazzaglia e Malia Scalisi
.
Infine,
un cenno al riconoscimento che la città ha dato ai suoi illustri
predecessori. Se si esclude Giacomo Tartaglio a cui è dedicata una via (
col cognome errato in Tartaglia ) nei pressi della Chiesa di S.Francesco
d'Assisi, per tutti gli altri autori non si è mai deciso di dedicare una
via o una piazza in
quel centro storico nel quale fiorirono le loro scuole d'arte e nel quale
nacquero i Misteri.
Le vie
che portano i nomi di questi artisti sono ubicate in zone
periferiche e così Via Mario Ciotta è nella zona del Santuario,
Via Milanti nei pressi di Piazza Martiri d'Ungheria, a un non ben definito Nolfo ( gli autori de Misteri o un omonimo ? ) troviamo una via nella frazione ericina di di Casa Santa, mentre il riconoscimento
all'arte di Baldassare Pisciotta è avvenuto solo recentemente nei pressi
della zona del Dissalatore. E' da ricordare che al
Prof.Giuseppe Aniello Cafiero, grande artista e restauratore dei gruppi è
stata dedicata una via nel rione Cappuccinelli nei pressi dell'ex scuola
" Eugenio De Rosa " , mentre al medico Dott. Salvatore Cassisa
Mazzei , che ai gruppi dedicò un saggio pubblicato nel 1933 è stata dedicata
una via nella frazione trapanese di Marausa.
Fortunatamente, all'ultimo grande artista dei Misteri, il prof.Domenico
Li Muli, scomparso nel 2003 , la Provincia Regionale di Trapani ha
intitolato una sala espositiva presso il Palazzo Riccio di Morana in via
Garibaldi dove
è
esposta la prima delle due " Solevazioni" da lui realizzate.
Testo e foto di Beppino Tartaro
©
www.processionemisteritp.it
La foto del Prof. Giuseppe Cafiero è tratta dal libro
" I MISTERI NELLA SACRA
RAPPRESENTAZIONE DEL VENERDI' SANTO A TRAPANI " di GIOVANNI CAMMARERI - Libreria
Editrice " Il Pozzo di Giacobbe ".
La
foto del Prof. Domenico Li Muli è di Renzo Vento ed è tratta dal libro " I RITI
DELLA SETTIMANA SANTA NEL TRAPANESE " - Editoriale Siciliana Informazioni.
|
|