NON C'ERO, NON SAPEVO


di Giovanni Cammareri


Pubblicato su MONITOR - aprile 2005


Ogni anno è sempre la stessa storia. Che inizia qualche mese prima della processione. O manifestazione. Giornalisti o pseudo tali dotati di proverbiale incompetenza in materia, danno vita a stucchevoli programmi televisivi al fine di confermare, rassicurare soprattutto, che la "processione"dei Misteri è bella, è lunga circa un chilometro, dura ventiquattro ore. Elementi da guiness dei primati, insomma.
Occorre per questo avere ospiti altrettanto incompetenti, con l'aggravante di essere oltretutto i principali artefici del disastro. Tutti confermano quindi attraverso toni distesi e rassicuranti (per chi sta cominciando a sospettare seriamente di trovarsi di fronte a qualcosa di indefinibile) lo spessore della domanda del tipo: quanto è lungo il corteo ? E' il più lungo d’Europa.?
Risposta compiaciuta ma dagli entusiasmi fintamente pacati da parte del presidente dell'Unione maestranze: è un fatto oggettivo. Senza sapere che esistono oltre un centinaio di cortei anche più lunghi. Sempre se la cosa sia di rilevante importanza.
I1 conduttore passa perciò a un'altra domanda. Roba da mettere i brividi. Cosa fate per rendere La processione più appetibile ai turisti? Il quesito, in realtà, è l'amara conferma delle gravi motivazioni di fondo che hanno guastato molte feste in genere: organizzarle proprio per i turisti.
Per farla breve, non vedo mai, in questi programmi spudoratamente, vergognosamente faziosi, gente che ha studiato sul serio la processione, che abbia dato qualche contributo, storici veri, opinionisti liberi (di mente), antropologi, cultori di tradizioni popolari, appassionati, comuni cittadini, magari, ai quali venga permesso di dire la loro. Non vedo la cultura, insomma. Né, cosa più grave, l'obiettività e il confronto. Almeno qualche controparte alla quale sia consentito di ridere davanti ad affermazioni elargite con la solita disinvoltura dal presidente dell'U m. Una su tutte: "siamo i custodi della tradizione!"
I custodi di cosa?Uno si chiede tra sé e sé pensando di avere capito male. Che sia il maestro cerimoniere, la tradizione? O forse le bande musicali ottusamente tenute ancora dietro i Misteri, con la conseguenza di rallentare ancora di più il già lentissimo corteo (tanto per sottolineare soltanto 1'aspetto tecnico), o le comparse che reggono candele (anche con lampadine alimentate da pile); o la rassegnata assenza della storica Confraternita di San 'Michele, il coro (al quale invece è consentito di stare davanti al Mistero) che intona melodie dagli arrangiamenti natalizi, i percorsi che non tengono assolutamente conto del passato storico, devozionale e sociologico ma, a detta del presidente, di assi commerciali (!). E insistendo troppo su questo punto, perfino la processione della Pietà dei Massari, che da anni conservava un apprezzabile itinerario, sembra avere recepito la tendenza cancellando totalmente le strade appartenenti al Cuore del Martedì Santo attraversando così della città... l'asse commerciale.
Oltre alla disinformazione mirata, il risultato finale conduce alla sottocultura alimentata dai media locali e alle processioni degli ultimi anni. Altro sarebbe una presa di coscienza collettiva pronta a mettere alla berlina l'Unione Maestranze. Necessiterebbe un pò di coraggio e una obiettività che non può assolutamente essere una mano lava l'altra: tu parli bene di me, io non ti creo problemi per le tue dirette tv (con i tuoi sponsor). Questo ormai conta nel totale decadimento riguardante i gruppi scultorei tra i più antichi e belli del mondo che inevitabilmente smarriscono la loro identità giusto nella processione, motivo per cui sono stati realizzati e che oggi li offusca. Ma li avete visti quei quattro corazzieri con i calzari da guerre stellari che scortavano Gesù innanzi a Erode? E quegli altri travestiti da frati nei pressi dell'Urna più anonima della Sicilia che tale è dovuta rimanere anche dopo il recente restauro? E tutte le altre comparse con mantelline di varie colorazioni e turbanti e stendardi a non finire? Le lampadine in bella mostra sopra le vare ? E quel tizio accanto la banda musicale di Paceco con i compact mostrati a mò di ventaglio per venderli? Le hanno viste queste cose i giornalisti compiaciuti delle assurde ventiquattro ore di processione? Eppure quest'anno avevano tagliato un tratto della via Fardella (che all'andata doveva essere percorsa sul lato Nord), un buon tratto di Corso Vittorio Emanuele (non mi si dica per i lavori accanto ai quali il corteo è regolarmente transitato sulla via Torrerarsa, e con parecchia più gente, il venerdì pomeriggio) e nonostante l'itinerario pomeridiano sia stato ridotto a un niente e che, pare, tale dovrebbe rimanere negli anni dispari. Non è un caso invece, se solo lì la processione è risultata godibile, con buone distanze fra un gruppo e l'altro, a parte le processioni del mistero di dietro inevitabilmente fuse con la banda del gruppo davanti. Poi, la sera e il mattino hanno restituito le solite venti processioni degli ultimi anni. Distanze enormi, tempi lunghissimi, gente avvilita e lamentele espresse ad alta voce. Ho udito ripetuti commenti sulla inutile via Fardella. Finalmente ho ascoltato certe lamentele convinte provenienti da più parti, da persone comuni, gente semplice E personalmente, proprio io che pur detestando quellà strada a cui i Misteri non appartengono e mai apparterranno, sostenevo che tutto sommato poteva anche starci, oggi mi dichiaro il primo assertore del taglio netto, immediato e definitivo. Lo capisco, signor presidente, trattasi di asse commerciale, ma finiamola lo stesso. Restituiamo i misteri alle pietre che furono dei conventi, dei monasteri, delle chiese; alle strade dove le croci della Lanciata e della Deposizione giungono ai balconi dei primi piani, dove il turista, perfino, si compiace. Perché lui, il turista, lo capisce ormai dove finisce il vero e inizia la finzione. Adesso qualcuno sarà pronto a condividere ma a dire che tutto ciò è impossibile, preoccupato della gente, dell'orario di punta e di tutte le altre fregnacce utili soltanto a snaturare la bellezza dei gruppi, i soli gruppi. La processione non c'entra. Anche perché processione non è. A parte le donne dell'Addolorata. E non mi si venga a raccontare che è un evento pagano e che il cristianesimo e la preghiera non c'entrano. Sarebbe una vera bestemmia: la conferma della sacralità smarrita della nostra società. E del vuoto. Della mancanza di contenuti che tutto appiattisce. L'importante è il raggiungimento dei primati. In chilometri e ore di svolgimento. Ed essere creativi. I metodi della sua organizzazione non sono difformi da quelli riguardanti una normale sfilata carnevalesca, dove ogni anno è d'obbligo l'inventiva e l'innovazione. Questa è la logica dei metodi organizzativi, ritenuti perfino razionali. Modificarli è impossibile. A meno che non intervenga una super partes in grado di decidere veramente. Non so chi possa essere di preciso. Esiste l'Icomos, una costola dell'Unesco in grado di potere intervenire. Oppure potremmo provare seriamente a livello locale, lavando, come si dice, i panni sporchi in casa. Cosa si aspetta? L'Um non è assolutamente in grado di organizzare processioni, purè questo è un fatto oggettivo. Ha travisato il senso, l'aspetto estetico, i contenuti (tradizionali, storici, religiosi) delle tre processioni, mi riferisco anche a quelle delle due Pietà. L' incapacità della struttura organizzativa viene confermata di anno in anno. I suoi vertici non si preoccupano minimamente di avviare, quanto meno, un tentativo di restauro. Ciò significa che sopravvivendo l'Um moriranno i Misteri. Si facciano avanti i veri trapanesi che vogliano tentare di salvarli dall'agonia della loro stessa processione. Triste, paradossale e veritiero. L'anno scorso e due anni addietro, proponevo di fermarla. Sospenderla, a essere più precisi. Non era una provocazione. Ne ero e ne rimango convinto. Fermarsi per cambiare tutto, cambiare per recuperare, tornare indietro per ricominciare.


Giovanni Cammareri

 

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