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Ogni anno è sempre la stessa
storia. Che inizia qualche mese prima della processione. O
manifestazione. Giornalisti o pseudo tali dotati di proverbiale
incompetenza in materia, danno vita a stucchevoli programmi televisivi
al fine di confermare, rassicurare soprattutto, che la
"processione"dei Misteri è bella, è lunga circa un
chilometro, dura ventiquattro ore. Elementi da guiness dei primati,
insomma.
Occorre per questo avere ospiti altrettanto incompetenti,
con l'aggravante di essere oltretutto i principali artefici del
disastro. Tutti confermano quindi attraverso toni distesi e rassicuranti
(per chi sta cominciando a sospettare seriamente di trovarsi di fronte a
qualcosa di indefinibile) lo spessore della domanda del tipo: quanto è
lungo il corteo ? E' il più lungo d’Europa.?
Risposta compiaciuta ma dagli entusiasmi fintamente
pacati da parte del presidente dell'Unione maestranze: è un fatto
oggettivo. Senza sapere che esistono oltre un centinaio di cortei anche
più lunghi. Sempre se la cosa sia di rilevante importanza.
I1 conduttore passa perciò a un'altra domanda. Roba da
mettere i brividi. Cosa fate per rendere La processione più appetibile
ai turisti? Il quesito, in realtà, è l'amara conferma delle gravi
motivazioni di fondo che hanno guastato molte feste in genere:
organizzarle proprio per i turisti.
Per farla breve, non vedo mai, in questi programmi
spudoratamente, vergognosamente faziosi, gente che ha studiato sul serio
la processione, che abbia dato qualche contributo, storici veri,
opinionisti liberi (di mente), antropologi, cultori di tradizioni
popolari, appassionati, comuni cittadini, magari, ai quali venga
permesso di dire la loro. Non vedo la cultura, insomma. Né, cosa più
grave, l'obiettività e il confronto. Almeno qualche controparte alla
quale sia consentito di ridere davanti ad affermazioni elargite con la
solita disinvoltura dal presidente dell'U m. Una su tutte: "siamo i
custodi della tradizione!"
I custodi di cosa?Uno si chiede tra sé e sé pensando di
avere capito male. Che sia il maestro cerimoniere, la tradizione? O
forse le bande musicali ottusamente tenute ancora dietro i Misteri, con
la conseguenza di rallentare ancora di più il già lentissimo corteo
(tanto per sottolineare soltanto 1'aspetto tecnico), o le comparse che
reggono candele (anche con lampadine alimentate da pile); o la
rassegnata assenza della storica Confraternita di San 'Michele, il coro
(al quale invece è consentito di stare davanti al Mistero) che intona
melodie dagli arrangiamenti natalizi, i percorsi che non tengono
assolutamente conto del passato storico, devozionale e sociologico ma, a
detta del presidente, di assi commerciali (!). E insistendo troppo su
questo punto, perfino la processione della Pietà dei Massari, che da
anni conservava un apprezzabile itinerario, sembra avere recepito la
tendenza cancellando totalmente le strade appartenenti al Cuore del
Martedì Santo attraversando così della città... l'asse commerciale.
Oltre alla disinformazione mirata, il risultato finale
conduce alla sottocultura alimentata dai media locali e alle processioni
degli ultimi anni. Altro sarebbe una presa di coscienza collettiva
pronta a mettere alla berlina l'Unione Maestranze. Necessiterebbe un pò
di coraggio e una obiettività che non può assolutamente essere una
mano lava l'altra: tu parli bene di me, io non ti creo problemi per le
tue dirette tv (con i tuoi sponsor). Questo ormai conta nel totale
decadimento riguardante i gruppi scultorei tra i più antichi e belli
del mondo che inevitabilmente smarriscono la loro identità giusto nella
processione, motivo per cui sono stati realizzati e che oggi li offusca.
Ma li avete visti quei quattro corazzieri con i calzari da guerre
stellari che scortavano Gesù innanzi a Erode? E quegli altri travestiti
da frati nei pressi dell'Urna più anonima della Sicilia che tale è
dovuta rimanere anche dopo il recente restauro? E tutte le altre
comparse con mantelline di varie colorazioni e turbanti e stendardi a
non finire? Le lampadine in bella mostra sopra le vare ? E quel tizio
accanto la banda musicale di Paceco con i compact mostrati a mò di
ventaglio per venderli? Le hanno viste queste cose i giornalisti
compiaciuti delle assurde ventiquattro ore di processione? Eppure
quest'anno avevano tagliato un tratto della via Fardella (che all'andata
doveva essere percorsa sul lato Nord), un buon tratto di Corso Vittorio
Emanuele (non mi si dica per i lavori accanto ai quali il corteo è
regolarmente transitato sulla via Torrerarsa, e con parecchia più
gente, il venerdì pomeriggio) e nonostante l'itinerario pomeridiano sia
stato ridotto a un niente e che, pare, tale dovrebbe rimanere negli anni
dispari. Non è un caso invece, se solo lì la processione è risultata
godibile, con buone distanze fra un gruppo e l'altro, a parte le
processioni del mistero di dietro inevitabilmente fuse con la banda del
gruppo davanti. Poi, la sera e il mattino hanno restituito le solite
venti processioni degli ultimi anni. Distanze enormi, tempi lunghissimi,
gente avvilita e lamentele espresse ad alta voce. Ho udito ripetuti
commenti sulla inutile via Fardella. Finalmente ho ascoltato certe
lamentele convinte provenienti da più parti, da persone comuni, gente
semplice E personalmente, proprio io che pur detestando quellà strada a
cui i Misteri non appartengono e mai apparterranno, sostenevo che tutto
sommato poteva anche starci, oggi mi dichiaro il primo assertore del
taglio netto, immediato e definitivo. Lo capisco, signor presidente,
trattasi di asse commerciale, ma finiamola lo stesso. Restituiamo i
misteri alle pietre che furono dei conventi, dei monasteri, delle
chiese; alle strade dove le croci della Lanciata e della Deposizione
giungono ai balconi dei primi piani, dove il turista, perfino, si
compiace. Perché lui, il turista, lo capisce ormai dove finisce il vero
e inizia la finzione. Adesso qualcuno sarà pronto a condividere ma a
dire che tutto ciò è impossibile, preoccupato della gente, dell'orario
di punta e di tutte le altre fregnacce utili soltanto a snaturare la
bellezza dei gruppi, i soli gruppi. La processione non c'entra. Anche
perché processione non è. A parte le donne dell'Addolorata. E non mi
si venga a raccontare che è un evento pagano e che il cristianesimo e
la preghiera non c'entrano. Sarebbe una vera bestemmia: la conferma
della sacralità smarrita della nostra società. E del vuoto. Della
mancanza di contenuti che tutto appiattisce. L'importante è il
raggiungimento dei primati. In chilometri e ore di svolgimento. Ed
essere creativi. I metodi della sua organizzazione non sono difformi da
quelli riguardanti una normale sfilata carnevalesca, dove ogni anno è
d'obbligo l'inventiva e l'innovazione. Questa è la logica dei metodi
organizzativi, ritenuti perfino razionali. Modificarli è impossibile. A
meno che non intervenga una super partes in grado di decidere veramente.
Non so chi possa essere di preciso. Esiste l'Icomos, una costola dell'Unesco
in grado di potere intervenire. Oppure potremmo provare seriamente a
livello locale, lavando, come si dice, i panni sporchi in casa. Cosa si
aspetta? L'Um non è assolutamente in grado di organizzare processioni,
purè questo è un fatto oggettivo. Ha travisato il senso, l'aspetto
estetico, i contenuti (tradizionali, storici, religiosi) delle tre
processioni, mi riferisco anche a quelle delle due Pietà. L' incapacità
della struttura organizzativa viene confermata di anno in anno. I suoi
vertici non si preoccupano minimamente di avviare, quanto meno, un
tentativo di restauro. Ciò significa che sopravvivendo l'Um moriranno i
Misteri. Si facciano avanti i veri trapanesi che vogliano tentare di
salvarli dall'agonia della loro stessa processione. Triste, paradossale
e veritiero. L'anno scorso e due anni addietro, proponevo di fermarla.
Sospenderla, a essere più precisi. Non era una provocazione. Ne ero e
ne rimango convinto. Fermarsi per cambiare tutto, cambiare per
recuperare, tornare indietro per ricominciare.
Giovanni Cammareri
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