LA MUSICA VIENE PRIMA

 

di Salvatore Gaspare Savona

Pubblicato su MONITOR - marzo 2005


 Dalle nostre parti un vecchio adagio così recita : testa ch’un parla si chiama cucuzza, dunque personalmente sento il dovere di fare alcune riflessioni che hanno per oggetto la plurisecolare Processione dei Misteri.

  Sentire in giro dichiarazioni strumentali, montate ad arte, senza nessuna valida premessa e altrettante conclusioni errate, mi lascia molto perplesso.

   Migliorare la Processione si deve e si può. Il miglioramento passa attraverso una “ presa di coscienza “, personale, individuale, di ognuno che partecipa attivamente alla Processione, come organizzatore, come figurante, o come semplicemente come stendardista…

   Certamente non si può negare il significato psicologico della processione come rigenerazione dei legami, argomento affrontato in un accurato studio dallo psicoanalista trapanese dott.Salvatore Daidone, ed anche sottolineare la voglia di Essere che pervade tutti i componenti della processione stessa.

   L’organizzazione generale dovrebbe innanzitutto prevedere, a mio parere, un ridimensionamento delle bande musicali, ciò andrebbe sicuramente a vantaggio della qualità musicale nell’esecuzione delle Marce Funebri ( quelle tradizionali – per intenderci – oggi,così poco ascoltate ! ) ed inoltre costituirebbe una diminuzione naturale della lunghezza di tutta la processione.

   Considerando ciò, l’eccessivo numero di bande musicali non va valutato come miglioramento della processione nel suo complesso.

    Inoltre le Bande Musicali devono necessariamente precedere il Sacro Gruppo, invece negli ultimi anni è invalsa la moda di sistemarle dietro il mistere senza nessuna valida giustificazione.

    Il suono musicale, come si sa, è il prodotto di vibrazioni regolari che si propagano in senso sferico, in tutte le direzioni, quindi la forma sonora originaria deve precedere il sacro Gruppo per altre ovvie ragioni ( solo all’entrata la banda deve seguire il mistere per motivi logistici : per intenderci in Via S.Francesco d’Assisi direzione Piazzetta Purgatorio ). Alcuni esempi esplicativi chiariscono l’assunto : chiunque abbia esperienze musicali-teatrali sa per certo che l’orchestra in un’opera lirica tradizionale si trova sistemata nel cosiddetto “ golfo mistico “, spazio fisico prospiciente il palcoscenico, cioè davanti la scena; nel contesto della processione la scena è la rappresentazione statuaria fornitaci dal Sacro Gruppo. L’errore di far seguire la banda dietro il “ mistere “, rallenta naturalmente l’andatura dei portatori e frena notevolmente tutta la processione, ma soprattutto ne ritarda l’uscita dalla Chiesa del Purgatorio.

   L’altra prospettiva, che chiamerei sociologica, è che la banda musicale costituisce una componente, parte integrante della processione del Ceto/Maestranza ( che cura il gruppo ), le appartiene, è manifestazione della sua ottocentesca volontà di potenza, pertanto deve essere presentata e deve precedere il gruppo statuario; mai dietro, finirebbe per fare semplice comparsa, inutile, così come è stato negli ultimi anni. Perché i responsabili delle bande e i cosiddetti consoli non si sono opposti ? Disinteresse o malafede ?

   Altra novità degli ultimi anni è la presenza di Cori, di canti Corali posti a seguito della Processione dei Misteri.. A tal proposito, a mio parere, è doverosa una precisazione.

Nel “ Corpus di Musiche Popolari Siciliane “ del salemitano Alberto Favara ( 1863 – 1923 ) alla sezione “ Canti Religiosi “ non è menzionato alcun canto ( solistico, corale,monodico, polifonico …) che faccia riferimento alla Processione dei Misteri di Trapani. Invero trovasi inseriti nella sezione Musiche : Tammuriate ( libro II ) pattern ritmici riferiti alla nostra Processione, ascoltati trascritti dal Favara, ma riguardano solamente l’esecuzione dei tamburi ( si precisa : con corde allentate, per rendere il suono più cupo ) e il “ Ritmo dello Stendardo che precede la Processione “.

   Così pure i “ canti religiosi “ inseriti nella raccolta in 4 volumi dei “ Canti della Terra e del Mare “ ( 1921 – 1957 ) , altra opera del nostro Favara ( curata da Ottavio Tiby ), non includono nessun canto che concerne la Processione trapanese del Venerdì Santo.

   Da ciò possiamo dedurre che canti popolari siciliani non erano presenti nella Processione, non fanno parte di questa nostra tradizione. ; dopotutto consideriamo che il Venerdì Santo dovrebbe essere giorno di Passione, di Lutto, di….Silenzio !

   Innestare una sorta di lamentazioni, di laudi, che non fanno parte della cultura cittadina che riguarda questa processione, è operazione ardua e antistorica; ricordiamoci che Trapani è una città marinara che si è sviluppata sul mare, con il suo porto, con il commercio marittimo e non ha nulla in comune con le tradizioni e l’Ethos Musicale di intere zone dell’entroterra siciliano, o dell’Umbria o della Toscana.

   Meglio sarebbe, a questo punto, riprendere una antica tradizione riferitaci dal canonico Fortunato Mondello nel 1882, cioè l’esecuzione dello Stabat Mater dentro una chiesa del Cento Storico al passaggio dei Sacri Gruppi i quali sosterrebbero, in silenzio e in ordine, davanti al sagrato.

   Inoltre, sarebbe auspicabile a mio sommesso parere, innalzare il livello culturale e spirituale di tutta la Settimana Santa nella nostra Città, introducendo per esempio il Mercoledì o il Giovedì Santo altri appuntamenti rilevanti come l’esecuzione di una “ Messa da Requiem “ ( di Verdi, di Mozart , ecc..) o una delle “ Passioni “ di Bach, affidate ad un’Orchestra Sinfonica.

  Forse utopie, ma anche le utopie sono valori.

   Spero queste riflessioni diano il segno ed anche la speranza futura di veder migliorare la nostra secolare Processione dei Misteri, con un ritorno alle vere origini, escludendo ogni contaminazione del Post-moderno che non le appartiene affatto.

  Solo di ciò di cui non si può parlare si deve tacere.

Salvatore Gaspare Savona

 

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