IL GRANDE CERIMONIERE
di
Giovanni Cammareri
Pubblicato su MONITOR - 11 marzo 2005
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La
paventata fuoriuscita dall'Unione Maestranze di nove ceti su ventidue
sembra essere rientrata. Non poteva essere altrimenti. I rivoltosi,
capeggiati dall'ex presidente "Mario Canino, contestavano con
lettera scritta l'attuale gestione. Motivi legati soprattutto a una
cattiva amministrazione alimentavano il minacciato scisma. Altro sarebbe
stato se a supportare il plateale dissenso fosse stata la processione,
il modo cioè di proporla, la volontà di recuperarne i contenuti, gli
aspetti legati alla secolare storia smantellata in poco più di un
ventennio. Allora avrebbero avuto tutto il mio, il nostro appoggio
morale e materiale, e plausi e incoraggiamenti a non finire, perfino un
caloroso abbraccio da parte di moltissimi cittadini, quelli avviliti e
offesi dal modo in cui i Misteri vengono proposti in questo triste
presente. Invece i problemi rimangono i soliti: maggioranze, minoranze,
voti.Idiozie per le quali rimangono tutti coinvolti e responsabili. A
proposito, il "maestro cerimoniere" (assieme al "precetto
delle maestranze") rappresenta una delle più grosse partorite
dall'attuale dirigenza. La figura è totalmente avulsa da qualsiasi
epoca e tradizione della processione. La sua performance consiste
nell'elargire alle folle (?), poco prima dell'uscita, un lungo colpo di
ciaccula, una solenne pagliacciata bene in linea con tutto il resto.
Come le transenne disposte l'anno scorso dentro la chiesa, per esempio,
utili a diminuirne lo spazio, aumentando però il disordine. Sono
queste le cose per le quali vengono compiuti immani sforzi di
intelletto, in un contesto di cecità assoluta davanti al disastro. Non
quello ipotizzabile, ma quello già verificatosi. E' per questa ragione
che la creatività, l'invenzione di cose inutili acquista maggiore
gravità. E mentre la processione, che bene fanno a definirla,
manifestazione, andrebbe radicalmente restaurata fino a oltre le
fondamenta, ci si impegna seriamente nelle stupidaggini utili soltanto a
inquinare qualche residuo scampolo del salvabile. Prendiamo
le bande musicali. Tre anni addietro finirono col seguire, piuttosto che
precedere (come da tradizione, mi permetto di aggiungere) il
"gruppo". Sconosco le reali motivazioni del cambiamento.
Qualcuno ha cercato perfino di spiegarmele. Via io non le ho capite lo
stesso, sforzandomi semmai nel condividere il cambiamento a titolo
"sperimentale". I1 risultato portò a un ulteriore scollamento
dei processionanti del mistero che segue, che per nessuna ragione si
avvicinerebbero più di tanto alla banda del mistero davanti. Sebbene
la cosa non sortì gli oscuri effetti sperati (migliorativi non so di
cosa), a nessuno è venuto poi in mente di proporre un ritorno, come si
dice, all'antica. Anzi, è molto probabile che a distanza di soli tre
anni, in tanti non ricordino più dove stessero prima le bande. Se per
caso si fossero accorti del cambiamento. Processione, banda, mistero. E'
questa la naturale sequenza, con la musica che anticamente seguiva la
maestranza e l'elemento sacrale, ossia il "gruppo", a chiudere
il singolo corteo. Unica eccezione la banda musicale dell'Addolorata,
sempre a seguito del simulacro a suggello dell'intera processione. Poi
ci sono altre banalità. Forse. Sintomatiche di superficialità e
incompetenza: i manifesti. Quelli relativi le "scinnute"
vengono fuori dopo che siano passate le prime due. Gli altri,
riguardanti la processione, negli ultimi anni hanno indicato i venerdì,
i sabato con relativa data e basta. Nessuno ha preventivamente pensato o
successivamente si è accorto che accanto alla giornata poteva anche
starci l'aggettivo Santo, tanto per sottolineare la sacralità di certi
giorni con un granello di contenuti. E visto che ci siamo, per il
trasporto processionale della Madonna dei Massari, da piazza Lucadelli
in chiesa, il compilatore ha quest'anno superato se stesso indicando la
giornata non come Mercoledì Santo ma come: seconda sera...! Segue
l'itinerario. Se tali argomenti, di per sé abbastanza elementari, non
vengono neanche presi in considerazione, ciò conferma la totale
indifferenza agli aspetti strettamente legati alla processione vera e
propria. E’
li che sta racchiuso il nocciolo del problema. Giovanni Cammareri |
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