FESTE DI UN ALTRO MONDO

 

di Giovanni Cammareri

Pubblicato su MONITOR - 4 marzo 2005


Tum, tum, tum tum tum. Nel suggestivo crepuscolo ennese una confraternita avanza. Sale lungo la via Passione alla volta della via Roma e quindi del duomo. Tum, tum, tum tum tum. La banda cadenza i passi dei confrati al ritmo impresso dal tamburo a certe marce suonate veloci. Che per uno della Sicilia occidentale parrebbero altre marce. Invece sono sempre le stesse:'a Vella, 'a Catanisa, Jone.
Circa sessanta uomini conducono a spalla, sotto i lunghi baiordi, 1'Ecce Homo, una statua di discrete fattezze artistiche, collocata dentro una vara a tempietto.
Tum, tum, tum tum tum. E silenzio, misticismo, palpabile senso di un lontanissimo passato divenuto presente come per incanto, magia inaspettata che ti penetra fino a dentro l'anima. In quell'aria pungente e sacra della Domenica delle Palme a Enna.

Fu l'anno scorso che un amico, uno di quelli continuamente in giro nella Sicilia in festa, mi chiamò al telefono mentre, rinfrancato e appagato, andava via dall'antica Castrogiovanni. S'era lasciato dietro le confraternite di quel primo giorno della Settimana Santa e provava molto imbarazzo nel dirmelo, nel dirlo sul serio a un trapanese, lui che non è di Trapani né di Enna.
"Posso dirlo?" Chiese. "Davvero? Sicuro che non ti offendi?"

"Ma certo che puoi dirlo e che non mi offendo". Feci io. E giù un sacco di preamboli e premesse e scuse e imbarazzi.Alla fine, finalmente, lo disse.

"Avevi ragione, la processione dell'Ecce Homo è proprio suggestiva.

" E fin qui niente di imbarazzante, anzi. Fu ciò che aggiunse che secondo lui avrebbe potuto offendermi: "molto più bella della processione dei Misteri di Trapani". Non mi sono offeso, ovviamente, dovetti solo assentire sebbene con amarezza.

L'amarezza di chi può solo concordare che il corteo nel quale viene condotto l'Ecce Homo (ufficialmente esce la Confraternita della Passione) della durata di circa un'ora, riesca a suscitare così forti emozioni. E per questo non ci sono ricette o espedienti particolari, non occorrono numeri da circo o cifre iperboliche di spettatori, né grandi investimenti di denaro o record di durata da stabilire, primati da consolidare, gerarchie interne da definire continuamente, poteri da conquistare e difendere, ostruzionismi da attuare perfino durante la stessa processione allo scopo di dimostrare l'incapacità di chi in quel momento dirige. In sintesi, per chi non lo avesse compreso, è quanto accade a Trapani. Le acerrime lotte per qualche effimera poltrona e il reale senso della festa irrimediabilmente sfuggito a gente continuamente impegnata in attività che potrebbero andare bene in altri contesti. Nella vita di tutti i giorni, per esempio, nelle sedi politiche, nelle aziende da gestire, nei condomini da amministrare, nei tornei di bocce o di tresette che potrebbero meglio organizzare; quelli dell'Unione.

La festa è un'altra cosa, amici miei. E' un mondo a parte che non può mai essere mischiato e logorato con quello reale che con tanto cinismo avete applicato come regola imprescindibile della festa stessa. Della vostra festa. Che non è e non potrà mai essere la Festa..Ma un'altra cosa. L'antifesta, ad esempio.

Necessita perciò una netta e forte presa di posizione da parte di qualcuno, una super partes che possa realizzare una epurazione generale, totale, radicale. Occorre estirpare qualunque radice marcia, probabilmente l'intera pianta, contestualmente a una coraggiosa sospensione catartica della processione. Le idee là dentro sono eccessivamente forvianti, qualsiasi cosa ha preso il sopravvento sui concetti più elementari basati sulla semplice, competente e sentita organizzazione di una processione. Come accade a Enna.

Anche il Venerdì Santo vi si svolge una delle più belle processioni della Sicilia. Quindici autentiche confraternite precedono Gesù nel Sepolcro e l'Addolorata. Arrivano al cimitero e ritornano al duomo. Le visiere abbassate all'andata, a viso scoperto al ritorno. Fanno così da secoli. Potremmo andarle a vedere sul serio. O mandarci loro, a imparare. Ammesso che capirebbero

Giovanni Cammareri

 

© 2005 -  www.processionemisteritp.it