IL MISTERO DEI  MISTERI 

 di Carmelo Mineo


 Anche quest’anno a Trapani, nel giorno del Venerdì santo, I “Misteri” hanno portato la passione di nostro Signore Gesù Cristo per le strade cittadine; una processione lunga quasi due chilometri; due chilometri di luci, di suoni, di musica, e di “ciaccole”; con l’aria piena d’odori, di cera fusa, di fiori e di sudore.

 E’ da oltre quattrocento anni che ciò accade, ma lo spirito che anima tutto questo è rimasto immutato nel tempo; oggi siamo nell’era del computer, della telefonia mobile, dell’uomo nello spazio, ma la forza comunicativa ed evocativa dei “misteri” è rimasta identica attraverso i secoli, cristallizzata nella memoria collettiva, alimentata da una profonda devozione che inevitabilmente si fonde con la tradizione.

La processione che comprende venti gruppi statuari, risale al tempo della dominazione Spagnola in Sicilia; e fu iniziata dalla confraternita del “Preziosissimo Sangue”; a questa in seguito subentrò la confraternita di “San. Michele” alla quale i gruppi  tutt’ora appartengono. 
Oggi i gruppi sono in carico alle varie corporazioni artigiane, che attraverso l’associazione dell’Unione Maestranze, sono responsabili sia della gestione della processione che del mantenimento dei gruppi.

 La tradizione del venerdì santo a Trapani, risale al 1500; inizialmente furono le “casazze magne”  (las casazas) che erano delle rappresentazioni della “via crucis”, fatte da persone che inscenavano le varie fasi della passione di Cristo; col tempo le “casazze” furono sostituite da gruppi scultorei derivati dal tradizione del presepe, che già si era affermata in tutto il sud dell’Italia dal 1400.
 
Quindi per rispettare l’antica tradizione, i personaggi rappresentati furono costruiti con proporzioni reali, ottenendo cosi un’effetto scenico di notevole forza espressiva. Cosi sono nati “I Misteri” dal latino ministerium (funzione o mistero religioso).

 Le opere sono state eseguite da artisti Trapanesi, che utilizzando una tecnica semplice ma delicata, fatta di sughero, tela, legno e colla, hanno reso possibile questo miracolo artistico dove la fede sconfina nella storia.

I venti gruppi scultorei a figura intera e con proporzioni reali, sono collocate su delle basi di legno dette “vare”, le quali sono sollevate e trasportate su spalla da portatori o “massari”; inizialmente questo compito era esclusivamente riservato ai membri delle stesse corporazioni artigiane, mentre i vari ordini religiosi e le confraternite si curavano delle processioni al seguito dei vari gruppi; ma con il declino dei alcune attività artigiane e con la soppressione di alcuni ordini religiosi, questo compito e stato trasferito (salvo qualche eccezione) a portatori professionisti, mentre la processione e composta principalmente da laici; il clero, attualmente si limita ad aprire e chiudere la processione, seguendone tutte le fasi principali.

Quando i “Misteri” nascono siamo in pieno 1600, ed in quel tempo non tutti sapevano leggere o scrivere, l’erudizione era appannaggio dei ceti nobili e della chiesa, quindi si creava l’esigenza di comunicare la parola di Dio e dei vangeli in modo semplice ed efficace. 
Ecco cosi che l’arte della pittura e della scultura possono aiutare con la forza diretta delle immagini, a divulgare e far comprendere il verbo divino.

Gia dal 1300 le chiese si riempiono di pale d’altare e di statue, con i giganti della storia dell’arte, che dipingono, affrescano, scolpiscono, personaggi come Giotto, Cimabue, Duccio, Bellini, Tiziano, Raffaello, Michelangelo, Bernini, Caravaggio, solo per citarne alcuni; autori di opere d’arte di una bellezza assoluta e senza tempo. Cosi i Misteri di Trapani nel loro insieme sono frutto di quella volontà di divulgare, di trasferire e far comprendere la grandezza del dramma che ha portato il figlio dell’uomo a sacrificarsi per la salvezza dell’umanità.

Qualcuno ha parlato dei Misteri come  di un’arte minore, ma non esiste un’arte minore o maggiore, esiste solo l’arte come pura espressione dell’animo umano, che solo con l’arte riesce ad esprimere i propri sentimenti nella forma più semplice ed universale.

L’arte trasfusa dagli artisti nel creare i vari personaggi, è un’arte semplice ma piena di phatos creativo, i particolari sono minuziosi e dettagliati, basti osservare per esempio il panneggio finissimo delle vesti, dei vari personaggi i cui colori sono legati alla tradizione liturgica; mentre uno dei particolari dell’iconografia figurativa può essere rilevato nella semplicità delle vesti del Cristo che contrastano con la sontuosità degli abiti dei suoi carnefici; rimarcando l’umiltà della grandezza divina contro la meschinità della ricchezza terrena. Sono proprio questi piccoli particolari a confermare la grandezza artistica dei misteri, che esaltandone la bellezza, rendono tutto l’insieme armonioso e reale.

 Ma la cosa che più colpisce sono i volti dei personaggi rappresentati, con le loro espressioni di indifferenza, stupore, dolore, amore. Gli artisti immedesimandosi nelle scene, hanno trasferito su quei volti i sentimenti umani legati a questa grande tragedia, conferendo una tale intensa energia spirituale, che non può essere ignorata anche dall’osservatore più distratto.

 I venti gruppi sembrano un tutt’uno, tutto si tiene insieme in un’armonia unica, quelle statue non sono fatte soltanto di materia plasmata dal genio dell’uomo, ma come in tutte le cose belle  fatte dall’uomo c’è sicuramente una volontà precisa che ha guidato la mano degli artisti nel costruire quelle figure, e che ancora oggi guida altri uomini a rappresentare dopo 2000 anni una tragedia che ha coinvolto tutta l’umanità, anche quella non Cristiana; un episodio di una forza tale da attraversare due millenni, giungendo intatto fino ai nostri giorni; talmente importante da dividere la storia dell’uomo in prima e dopo Cristo.

 Quindi nonostante la crescente laicizzazione della società moderna, e la dilagante ubriacatura tecnologica che pervade il nostro tempo; nei Misteri di Trapani, si percepisce ancora la stessa volontà di fede e di passione che animò i confratelli delle prime congregazioni, spingendoli a creare una delle processioni più belle e affascinanti della Sicilia.

 Cosi oggi, come quattrocento anni fa, il “mistero” del fascino dei “Misteri” resta immutato perché, con la semplicità dell’arte e della passione, essi riescono a parlare al cuore dell’uomo con la forza di un bene universale, dato dall’amore di Gesù Cristo, che sacrificandosi sulla croce a riscattato i nostri peccati, offrendoci la redenzione Divina.

 È sempre difficile parlare dei Misteri, si rischia di dire tante cose e trascurarne altre, la processione, gli incappucciati, la bravura dei portatori, l’itinerario, le musiche, i consoli, e molte altre cose ancora, ma ciò che veramente lega insieme tutto questo è il “mistero” della fede che attraverso la testimonianza viva della passione e morte di Gesù Cristo come in un passaggio di dolorosa e terrena sofferenza, si sublima nella Pasqua di Resurrezione, conferendo a tutti i credenti, la gioia di una continua rinascita spirituale.

Cosi anche quest’anno i Misteri hanno assolto il loro compito, occorrerà ancora un ‘anno per rivivere  quella particolare sensazione fatta di visi assonnati, di stanchezza,  ma soprattutto fatta di amore per questa manifestazione, che è riuscita ad attraversare i secoli per regalarci ogni volta un’emozione unica ed imparagonabile, che resterà chiusa dentro il portone della chiesa delle anime del purgatorio per un altro anno; fuori resta la speranza di trovarsi li in mezzo alla gente, fra i fiori, le luci, la musica, l’odore dei ceri, andando ancora “appresso” ai “Misteri”. 

                                                                                                                    Carmelo Mineo

 Trapani, 24 Aprile 2004                                  

 

© 2004 - Foto di Beppino Tartaro