|
E così sono quattro
secoli. Quattrocento processioni. Più o meno. Considerando che la
casazza magna non ebbe luogo dal 1940 al 1945, nel 1918, negli anni 1759
e 1760. Almeno queste sono le date certe in cui Trapani non celebrò il
Venerdì Santo con i suoi Misteri. Sono circa quattrocento perciò, se
qualcosa ebbe inizio dall'anno successivo al 1602, quando Giovanni
Mariquez e Nicolò Galluzzo istituiscono in città la Societatis
Pretiosissimi Sanguinis Christi et Misteriorium.
Da una relazione redatta dal vescovo di Mazara Monsignor La Cava nel
1614, si ha certezza di un rito penitenziale che ogni Venerdì Santo
iniziava dopo mangiari. Si chiamava cercha. Ad esso partecipavano circa
centottanta penitenti e veniva condotto in processione il Cristo Morto
nel monumento assieme a tutti li misterii della SS. Passione…
Va bene, non era la processione che oggi conosciamo. Del resto però,
come tutte le cose, necessitava di una naturale evoluzione. L'embrione
doveva completamente schiudersi fino ad arrivare agli attuali gruppi
scultorei che non fecero parte delle processioni seicentesche. Almeno
questo è certo. Ma ha poca importanza. Il computo numerico complessivo
inizialmente proposto non può certo azzerarsi ad ogni piccolo
cambiamento, ad ogni aggiunta più o meno rilevante. La Confraternita del
Preziosissimo Sangue un certo progetto lo aveva in mente fin da quel
lontano 1602. E in qualche modo cominciò a svilupparlo pressoché
immediatamente.
Il 26 febbraio 1646, frattanto, si unisce con la Confraternita di S.
Michele Arcangelo inglobando il titolo di quest'ultima nella
denominazione ufficiale. Col tempo però, fu il titolo di S. Michele a
prevalere in modo definitivo. A parte l'abito ufficiale penitenziale che
continuò a conservare il rosso del sacco appartenuto ai confrati del
Preziosissimo Sangue.
La partecipazione alla processione da parte delle Maestranze cittadine,
fu quasi immediata. Forse faceva parte del progetto iniziale. Sta di
fatto che a partire dal 1612 la confraternita inizia a rogare gli atti
di concessione attraverso i quali viene concesso l'uso del Mistero per
il solo giorno del Venerdì Santo lasciando a ciascuna maestranza la
libertà di poterlo abbellire a proprio piacimento.
Non è comunque da escludere completamente che taluni maestri fossero
pure confrati affiliati nella Compagnia di S. Michele, antichissimo
sodalizio religioso già esistente a Trapani dal 1366. Una pungente
ipotesi, l'ho definita in un mio libro. Ma ciò giustificherebbe tante
cose accadute in seguito, compreso lo sviluppo della processione.
All'epoca, inoltre, le Maestranze erano abbastanza pronte
nell'abbracciare impegni di carattere religioso poiché le pubbliche
cerimonie accrescevano la loro visibilità nel tessuto socio-religioso
cittadino.
E poi vi fu il loro spirito di emulazione, altro fattore determinante
alla crescita complessiva della sacra rappresentazione. Fosse rimasta in
mano alla sola confraternita, probabilmente non saremmo qui a parlare di
questa sorta di complesso fenomeno antropologico. Probabilmente.
Benedetta la matrice laica, allora. Laica, non atea. Le maestranze non
avevano legami giuridici diretti con la Chiesa, ma gli affiliati
possedevano comunque un proprio, spiccato senso religioso e dalla Chiesa
non stavano distanti.
Quando poi cominciò a fiorire a Trapani la schiera degli artisti
artefici della tela e colla, era l'inizio del '700, al massimo la fine
del precedente. Si pensi che l'artista più vecchio dei Misteri (almeno
fra quelli conosciuti), ossia Giuseppe Milanti, nasce nel 1658. Diamogli
il tempo di crescere e maturare artisticamente e i conti tornano.
Il XVIII secolo vede insomma il moltiplicarsi delle sculture fino al
1782, anno in cui, con la realizzazione della Sentenza e di Gesù innanzi
ad Erode, la collezione viene completata, o meglio, è finalmente,
esattamente, quella dei nostri giorni.
La processione proponeva l'intervento di diciotto Maestranze (tante
quanti i Sacri Gruppi), di una confraternita (S.Michele, che conduceva
Gesù nel Sepolcro), della Municipalità (che spesava l'uscita
dell'Addolorata). Il Presidio Militare, il Senato, il Governatore della
Confraternita seguivano il simulacro di Maria portato in spalla dalla
Nobiltà Trapanese che per l'occasione indossava sacco rosso e cappuccio
bianco, analogamente ai confrati. Il Clero attendeva nelle chiese il
passaggio del corteo che, al canto dello Stabat Mater, dovevano essere
visitate ad una ad una.
Monsignor Girolamo Palermo, vescovo di Mazara, nel 1761 aveva fornito
l'ordine preciso di questi continui entra ed esci, atti a generare
tumultuosi tramestii di popolo da una chiesa all'altra.
L'usanza durò fino ai primi anni '30. Sebbene fin dal 1890 vengono
registrate prese di posizione da parte di questo o quel parroco, poiché
all'interno di quei luoghi sacri, poco edificanti performance venivano
spesso rinnovate nel teatro popolare della… fede.
Nei primi anni '30, si diceva, l'usanza è al suo prologo. Solo due
chiese all'anno fanno parte del programma rituale della processione. Che
però continua e continuerà a lambire chiese e conventi, dipanando un
itinerario che senz'altro forniva precise motivazioni e chiare letture
del suo divenire.
Cessato il secondo conflitto mondiale, i Misteri vennero a perdere la
loro sede naturale quale era stata la chiesa di S. Michele, danneggiata
da un bombardamento. I Sacri Gruppi, almeno quelli rimasti integri (per
fortuna la maggior parte) furono condotti nella chiesa della Badia
Grande da dove uscirono nel 1946; dall'anno successivo dalla chiesa del
Collegio, dal 1959 dall'attuale sede delle Anime Sante del Purgatorio.
Conservando il suo nucleo centrale l'itinerario inglobò la via Fardella
fin dal 1947, mentre la processione continuò a non modificare la sua
fisionomia fino agli anni '60.
Gli anni '70 furono anni confusi. Le feste religiose in genere subirono
una flessione anche a causa di certe ventate provenienti da un '68 che
nel suo spirito di rinnovamento mal si pose nei confronti di talune
componenti culturali della società quali potevano essere le feste
religiose, appunto.
Nel 1974 nasce l'Unione Maestranze. In altri termini occorreva creare un
organismo ufficiale atto a potere ricevere i contributi erogati dagli
enti pubblici e allo stesso tempo una struttura associativa che potesse
supportare i ceti più deboli sul piano economico. E' questo il periodo
delle grandi trasformazioni estetiche della processione, tra queste
l'invenzione di sacchi e cappucci di qualsiasi tinta e di nessuna
attinenza storica con la processione, da fare indossare ai
processionanti che precedevano i Gruppi.
Gli anni '80 segnarono una forte ripresa dal punto di vista della
ricerca e della riappropriazione delle radici. I ragazzi degli anni '70
ritornarono mentre altri aspetti di natura sociale continuarono a minare
il senso della conservazione e della tradizione fino ad arrivare alla
totale perdita di ogni memoria. A parte le sculture. Sebbene anch'esse,
o parte di esse, cominciarono ad apparire mostrando un nuovo lifting,
più o meno discutibile e ancora discusso, dovuto a restauri che talvolta
hanno forse finito col cancellare l'affascinante patina che cospargeva
quelle statue di antico.
Tuttavia sono lo stesso quattrocento. Quattrocento circa processioni che
hanno attraversato la storia di questa città. Quattrocento processioni
sopravvissute a capitoli ignobili della storia, al benessere e alla
miseria, a stravolgimenti epocali, a cataclismi, a carestie, a dittature
e democrazie, a regnanti di ogni e dove, a invasori e liberatori. I
Misteri, quattro secoli di storia dietro un portone pronto a spalancarsi
ancora come accadde per la prima volta nel 1602. O nel 1603. Ma ha
davvero poca importanza.
Giovanni
Cammareri
|