C'ERA UNA VOLTA LA PROCESSIONE

 

di Giovanni Cammareri



Pubblicato su MONITOR  n.11 - anno 2008


   

E così sono quattro secoli. Quattrocento processioni. Più o meno. Considerando che la casazza magna non ebbe luogo dal 1940 al 1945, nel 1918, negli anni 1759 e 1760. Almeno queste sono le date certe in cui Trapani non celebrò il Venerdì Santo con i suoi Misteri. Sono circa quattrocento perciò, se qualcosa ebbe inizio dall'anno successivo al 1602, quando Giovanni Mariquez e Nicolò Galluzzo istituiscono in città la Societatis Pretiosissimi Sanguinis Christi et Misteriorium.
Da una relazione redatta dal vescovo di Mazara Monsignor La Cava nel 1614, si ha certezza di un rito penitenziale che ogni Venerdì Santo iniziava dopo mangiari. Si chiamava cercha. Ad esso partecipavano circa centottanta penitenti e veniva condotto in processione il Cristo Morto nel monumento assieme a tutti li misterii della SS. Passione…
Va bene, non era la processione che oggi conosciamo. Del resto però, come tutte le cose, necessitava di una naturale evoluzione. L'embrione doveva completamente schiudersi fino ad arrivare agli attuali gruppi scultorei che non fecero parte delle processioni seicentesche. Almeno questo è certo. Ma ha poca importanza. Il computo numerico complessivo inizialmente proposto non può certo azzerarsi ad ogni piccolo cambiamento, ad ogni aggiunta più o meno rilevante. La Confraternita del Preziosissimo Sangue un certo progetto lo aveva in mente fin da quel lontano 1602. E in qualche modo cominciò a svilupparlo pressoché immediatamente.
Il 26 febbraio 1646, frattanto, si unisce con la Confraternita di S. Michele Arcangelo inglobando il titolo di quest'ultima nella denominazione ufficiale. Col tempo però, fu il titolo di S. Michele a prevalere in modo definitivo. A parte l'abito ufficiale penitenziale che continuò a conservare il rosso del sacco appartenuto ai confrati del Preziosissimo Sangue.
La partecipazione alla processione da parte delle Maestranze cittadine, fu quasi immediata. Forse faceva parte del progetto iniziale. Sta di fatto che a partire dal 1612 la confraternita inizia a rogare gli atti di concessione attraverso i quali viene concesso l'uso del Mistero per il solo giorno del Venerdì Santo lasciando a ciascuna maestranza la libertà di poterlo abbellire a proprio piacimento.
Non è comunque da escludere completamente che taluni maestri fossero pure confrati affiliati nella Compagnia di S. Michele, antichissimo sodalizio religioso già esistente a Trapani dal 1366. Una pungente ipotesi, l'ho definita in un mio libro. Ma ciò giustificherebbe tante cose accadute in seguito, compreso lo sviluppo della processione.
All'epoca, inoltre, le Maestranze erano abbastanza pronte nell'abbracciare impegni di carattere religioso poiché le pubbliche cerimonie accrescevano la loro visibilità nel tessuto socio-religioso cittadino.
E poi vi fu il loro spirito di emulazione, altro fattore determinante alla crescita complessiva della sacra rappresentazione. Fosse rimasta in mano alla sola confraternita, probabilmente non saremmo qui a parlare di questa sorta di complesso fenomeno antropologico. Probabilmente. Benedetta la matrice laica, allora. Laica, non atea. Le maestranze non avevano legami giuridici diretti con la Chiesa, ma gli affiliati possedevano comunque un proprio, spiccato senso religioso e dalla Chiesa non stavano distanti.
Quando poi cominciò a fiorire a Trapani la schiera degli artisti artefici della tela e colla, era l'inizio del '700, al massimo la fine del precedente. Si pensi che l'artista più vecchio dei Misteri (almeno fra quelli conosciuti), ossia Giuseppe Milanti, nasce nel 1658. Diamogli il tempo di crescere e maturare artisticamente e i conti tornano.
Il XVIII secolo vede insomma il moltiplicarsi delle sculture fino al 1782, anno in cui, con la realizzazione della Sentenza e di Gesù innanzi ad Erode, la collezione viene completata, o meglio, è finalmente, esattamente, quella dei nostri giorni. 
La processione proponeva l'intervento di diciotto Maestranze (tante quanti i Sacri Gruppi), di una confraternita (S.Michele, che conduceva Gesù nel Sepolcro), della Municipalità (che spesava l'uscita dell'Addolorata). Il Presidio Militare, il Senato, il Governatore della Confraternita seguivano il simulacro di Maria portato in spalla dalla Nobiltà Trapanese che per l'occasione indossava sacco rosso e cappuccio bianco, analogamente ai confrati. Il Clero attendeva nelle chiese il passaggio del corteo che, al canto dello Stabat Mater, dovevano essere visitate ad una ad una.
Monsignor Girolamo Palermo, vescovo di Mazara, nel 1761 aveva fornito l'ordine preciso di questi continui entra ed esci, atti a generare tumultuosi tramestii di popolo da una chiesa all'altra.
L'usanza durò fino ai primi anni '30. Sebbene fin dal 1890 vengono registrate prese di posizione da parte di questo o quel parroco, poiché all'interno di quei luoghi sacri, poco edificanti performance venivano spesso rinnovate nel teatro popolare della… fede.
Nei primi anni '30, si diceva, l'usanza è al suo prologo. Solo due chiese all'anno fanno parte del programma rituale della processione. Che però continua e continuerà a lambire chiese e conventi, dipanando un itinerario che senz'altro forniva precise motivazioni e chiare letture del suo divenire.
Cessato il secondo conflitto mondiale, i Misteri vennero a perdere la loro sede naturale quale era stata la chiesa di S. Michele, danneggiata da un bombardamento. I Sacri Gruppi, almeno quelli rimasti integri (per fortuna la maggior parte) furono condotti nella chiesa della Badia Grande da dove uscirono nel 1946; dall'anno successivo dalla chiesa del Collegio, dal 1959 dall'attuale sede delle Anime Sante del Purgatorio. Conservando il suo nucleo centrale l'itinerario inglobò la via Fardella fin dal 1947, mentre la processione continuò a non modificare la sua fisionomia fino agli anni '60.
Gli anni '70 furono anni confusi. Le feste religiose in genere subirono una flessione anche a causa di certe ventate provenienti da un '68 che nel suo spirito di rinnovamento mal si pose nei confronti di talune componenti culturali della società quali potevano essere le feste religiose, appunto. 
Nel 1974 nasce l'Unione Maestranze. In altri termini occorreva creare un organismo ufficiale atto a potere ricevere i contributi erogati dagli enti pubblici e allo stesso tempo una struttura associativa che potesse supportare i ceti più deboli sul piano economico. E' questo il periodo delle grandi trasformazioni estetiche della processione, tra queste l'invenzione di sacchi e cappucci di qualsiasi tinta e di nessuna attinenza storica con la processione, da fare indossare ai processionanti che precedevano i Gruppi.
Gli anni '80 segnarono una forte ripresa dal punto di vista della ricerca e della riappropriazione delle radici. I ragazzi degli anni '70 ritornarono mentre altri aspetti di natura sociale continuarono a minare il senso della conservazione e della tradizione fino ad arrivare alla totale perdita di ogni memoria. A parte le sculture. Sebbene anch'esse, o parte di esse, cominciarono ad apparire mostrando un nuovo lifting, più o meno discutibile e ancora discusso, dovuto a restauri che talvolta hanno forse finito col cancellare l'affascinante patina che cospargeva quelle statue di antico.
Tuttavia sono lo stesso quattrocento. Quattrocento circa processioni che hanno attraversato la storia di questa città. Quattrocento processioni sopravvissute a capitoli ignobili della storia, al benessere e alla miseria, a stravolgimenti epocali, a cataclismi, a carestie, a dittature e democrazie, a regnanti di ogni e dove, a invasori e liberatori. I Misteri, quattro secoli di storia dietro un portone pronto a spalancarsi ancora come accadde per la prima volta nel 1602. O nel 1603. Ma ha davvero poca importanza.

 

Giovanni Cammareri 

 

 

© 2008 -  www.processionemisteritp.it