SI COMINCIA CON LA SPARTENZA

 

di Giovanni Cammareri



Pubblicato su MONITOR  n.8 - anno 2008


   

Quando da noi viene chiuso il giornale è sempre mercoledì. E nella mattinata di mercoledì 20 febbraio la situazione a riguardo di contributi e multe, nei confronti dei ceti poco riguardosi di certi comportamenti assunti durante la processione del 2007, era ancora ferma alle decisioni espresse nell'articolo Dei delitti e delle pene del numero sette del Monitor già in stampa. Tuttavia, che tutto era stato confezionato proprio per sgonfiarsi miseramente, ce lo aspettavamo.

 Potevamo perfino esprimere quel presentimento così stucchevolmente scontato. Solo che a volte, giusto per non essere tacciati di manifesta presunzione, si preferisce evitare di dare ascolto all'intuito. Insomma, saranno stati i venti elettorali, il buon senso o il pietismo, ma le famigerate sanzioni sono state cancellate in un battibaleno.

Il Comune darà i ventitremila euro che erano stati sottratti a titolo sanzionatorio ai centotremilanovecento e rotti euro complessivamente stanziati come contributo in favore della processione dei Misteri. L'Unione Maestranze, poi, non era venuta meno ad alimentare il malcontento, semmai aveva provveduto a estenderlo a tutti quanti avendo già deciso di dividere ugualmente per ventidue gli ottantamila euro rimasti. In altri termini, sebbene le multe riguardavano due ceti e mezzo (i Calzolai erano stati sanzionati per metà) l'onere avrebbe finito col colpire tutti indistintamente, e ciascuno avrebbe subito, in percentuale, una decurtazione della somma ad esso spettante.

La conseguenza poteva essere quella che ognuno avrebbe forse continuato a comportarsi come gli andava, tanto, alla fine... visto che paghiamo tutti…? Logica ineccepibile per chi non intende cambiare niente, illuminato messaggio contenuto ne Il Gattopardo, la scorsa settimana (almeno quello) comunque citato. Eppure, la fisiologica, secolare bagarre che ogni anno va puntualmente a scatenarsi attorno alla processione del Venerdì Santo, avrebbe continuato a suggerire soluzioni drastiche.

Drastiche ma ragionate, s'intende. Severe ma finalizzate a una reale presa di coscienza. Ma soprattutto soluzioni aventi regole e tempi, lo ribadisco, ben definiti. Sempre nello scorso articolo è stato espresso quanto provvedimenti del genere tirati fuori dal cilindro nel pieno della fase organizzativa, possano solo creare isterismi e, soprattutto, avvelenare l'ambiente. Senza nessuna presa di coscienza conclusiva da parte di alcuno.  Ma nel corso dell'assemblea del 20 sera, alla quale ha partecipato anche il sindaco (che almeno può cominciare a rendersi conto dei metodi di lavoro e del clima che regna là dentro) un colpo di spugna ha cancellato ogni rischio.

Sanzioni annullate a patto che… il comportamento futuro, in processione, possa essere rispettoso delle regole (un nuova Commissione di Controllo è stata infatti istituita in data 14 febbraio). Dall'altra parte, ciò che in realtà conta però, è il riaccaparramento dei soldi. Per carità, non che non siano utili, ma di altro, personalmente, non sento parlare da quasi vent'anni. Oltre ai rinnovi di statuto e alle spartizioni di cariche.

Di processione, nella sua essenza e nella sua forma, non si parla mai.

Eppure, quanti hanno indagato su questo complesso momento passionistico (perché è davvero una passione, in tutti i sensi) dagli antichi documenti certe cose le avranno senz'altro appurate. Averne riportato qualche stralcio, la settimana scorsa, è stato solo un modo per confermare che trattasi di storia vecchia. O per lo meno, di storia affatto nuova.

La Compagnia del Preziosissimo Sangue prima, la Confraternita di S. Michele dopo - denominazione quest'ultima assunta a seguito della fusione delle due compagnie - certe problematiche le aveva perfino intuite ancor prima che molte cose accadessero. Ci sono situazioni però, che non ti aspetti. E così anche il diritto si organizza in previsione di fatti improvvisi, imprevedibili, legati all'intensa, variegata, non sempre lecita attività dell'uomo. Non tutto è possibile disciplinare prima di inaspettati illeciti per i quali manca la norma. Questa situazione, in diritto, si chiama lacuna giuridica.

Chissà come dovettero rimanerci i Confrati quando nel 1648, con temerarietà grande e armata manu, i consoli della maestranza dei Pescatori (i Pescatori, ancora loro, come l'anno scorso) pensarono di ritirare il proprio gruppo sacro nella loro chiesa che era quella di S. Maria delle Grazie, in via Porta Grazia, angolo con la marina.  L'intervento delle autorità civili e religiose costrinse gli uomini della Piccola Marineria Trapanese a riportare il mistero a S. Michele. L'episodio generò comunque una ragione in più per insistere, negli atti di concessione, con una formula che più o meno così si esprimeva: ..cum et pacto che lo ditto misterio havendo finito la suddetta processione… lo detto misterio resta in potere di detta Compagnia…(23 aprile 1620, notaio Melchiorre Castiglione, atto di concessione ai Falegnami).

Le odierne disfunzioni riguardano, va ribadito, l'aspetto globalmente discutibile della processione. Costumi indossati dai processionanti (frutto di eccessiva quanto inutile creatività), orari, lungaggini smisurate, preoccupanti atteggiamenti assunti da chiunque, eccessivo numero di bande musicali e, perché no, dei relativi componenti; di itinerari scriteriati, di punti fermi di qualsiasi natura totalmente mancanti.

A proposito, la Commissione si è accorta dell'inutile fazzoletto che sventola da alcuni anni dalla mano in preghiera del Cristo all'Orto? E dei fazzoletti che, sempre da qualche anno, non mettono più, nel Gruppo di Gesù nel Lenzuolo, nelle mani di san Giovanni, della Maddalena e di Maria piangenti? Libere interpretazioni, ovviamente. Come se certe cose potessero risultare personalizzate al pensiero di chicchessia.

In tutto questo, la grande assente è la tradizione.

E pure la cultura, il senso e la consapevolezza di far parte di un organismo che altro non dovrebbe fare che organizzare una processione, una semplice processione.

Non ci sono mai state all'ordine del giorno dell'Unione Maestranze, convocazioni di assemblee per parlare serenamente di queste cose. E pensare che proprio certe discussioni, certi confronti, certi racconti, certe visioni, perché no, di antichi filmati, renderebbe la partecipazione alle attività associative simile a un gioco. E il gioco, molto spesso, aiuta a crescere. Invece, ciò che le commissioni hanno e continueranno a guardare saranno le sfilacciature della processione, la perdita della sua unicità. Giusto e sacrosanto. Ma non c'è solo quello. Solo che per cogliere altro, occorre realmente un serio progetto di recupero, una seria competenza in materia; occorre cambiare gli uomini e la mentalità di approccio a questa processione che non è affatto libera interpretazione e creatività a gogò, tanto da ridurla a una fabbrica del kitch, come l'ho qualche volta, a malincuore, definita.

Quando finirà di esserlo? Quando potrà diventare (conservano ancora enormi potenzialità) la più grande e rinomata processione d'Italia?

Ritengo che come evento potrebbe essere perfino superiore a un Palio di Siena, che annualmente gode di grande eco mediatico. Ma la conservazione, soprattutto di Piazza del Campo, nonostante l' annuale enorme afflusso di gente, l' ha conservato e valorizzato; assieme ovviamente ad altri elementi di fondo e di facciata.

Ma da noi il più è superfluo. Allora meglio continuare sulla strada imboccata da organizzatori e sanzionatori.

Così, alle due del 21 marzo si aprirà ancora il portone della chiesa del Purgatorio, e il primo Gruppo che ne verrà fuori sarà La Spartenza.

Come sempre, per fortuna.

Poi sarà la solita processione degli ultimi anni, alla fine della quale molti si riterranno perfino soddisfatti.

Beati loro.

Giovanni Cammareri 

 

 

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