I SANTI IN PARADISO

 

di Giovanni Cammareri



Pubblicato su MONITOR  n.2 - anno 2008


   

L'occasione mi è sembrata piuttosto ghiotta per non ricavarne un articolo. Anche perché, di primo acchito, ho condiviso abbastanza arrabbiatura, amarezza, moderato stupore dell'amico avvocato Enzo Scontrino.

La scorsa settimana inviò una lettera al giornale. Stati d'animo di un trapanese deluso, prima di tutto. Anche se è finanche ovvio che per uno come lui, direttamente coinvolto nell'organizzazione della processione dei Misteri, con notevoli sacrifici annessi (tempo sottratto al lavoro, alla famiglia ecc.) abbia tutto il diritto a sollevare talune legittime e garbate polemiche.

Per farla breve, la processione dei Misteri (solito momento ostinatamente, ottusamente circoscritto a discapito di un discorso convenevolmente più ampio qualora espresso in termini di Settimana Santa) non ha avuto incrementi di contributi regionali provenienti dai fondi di Agenda 2000.

Ventinove altre manifestazioni considerate di forte richiamo turistico, tra le quali la Settimana Santa di Caltanissetta, ne hanno invece beneficiato; quattro in provincia di Trapani: l'Ente Luglio Musicale, la Monte Erice, le rappresentazioni classiche di Segesta, il Cous Cous fest di San Vito Lo Capo. Rappresentazioni segestane a parte, qualche perplessità può anche starci per i rimanenti beneficiari. Soprattutto se la testardaggine osa suggerirci orientamenti un po' più, come dire, culturali. In questo caso diverrebbe logico porre l'attenzione su qualcosa anche di più… antico, di più duraturo negli anni, nei secoli, perfino.

E su appuntamenti annuali facenti parte a pieno titolo di realtà storiche ampie, profondamente, visceralmente radicate negli usi e costumi di un popolo, non di rado straordinariamente paralleli alle vicende, alla vita stessa di certe città. Se poi certe usanze trasudano arte, religione, tradizione, passioni, allora non c'è dubbio, il Cous Cous Fest, con tutto il rispetto, sarà pure un evento interessante, di sufficiente rilevanza mediatica e utile ad allungare l'estate sanvitese, ma mi sembra troppo giovane per appena pensare di poter concorrere con gli oltre quattro secoli della processione dei Misteri.

Invece a quest'ultima è stato addirittura preferito.

Vorrà dire che tale processione non sarà di rilevanza tale da entrare nel novero degli eletti.

Ma non possiamo certo fermarci dinanzi ad una tale amara affermazione.

Sconoscendo, o facendo finta di non conoscere i criteri di assegnazione dei contributi, l'analisi che ci costringe ad affermare tutto e il contrario di tutto diventa pertanto apparentemente complessa.

Parto comunque dall'ipotesi più plausibile, sul criterio, per intenderci, maggiormente diffuso e purtroppo condiviso dalle nostre parti, riguardante le ripartizioni di contributi in genere.

 Del resto sarei giustamente tacciato di eccessivo idealismo qualora solo immaginassi metodi di valutazioni meritocratici. Ipotesi prima: se la ripartizione risponde ai consolidati criteri politico-clientelari nostrani, vorrà dire che l'Unione Maestranze non ha, come si dice, santi in paradiso, punto.

Nonostante il Venerdì Santo dia ampio spazio a fastidiose passerelle di esponenti politici a vario titolo che, cellulare all'orecchio, sfilano intanto ad apertura di processione, passano poi a precedere il Gruppo dell'Ascesa al Calvario per ripresentarsi infine, magari al Sabato Santo mattino, nei paraggi Dell'Addolorata, suggellando poco elegantemente una partecipazione legittima e per la quale esiste, storicamente, tradizionalmente, una precisa e adeguata collocazione ufficiale. Una, non tre! Non è dato di sapere dov'erano però costoro quando alla secolare processione dei Misteri, in provincia e in Sicilia sono state preferite altre manifestazioni, talune di discutibile spessore, ma evidentemente meglio rappresentate sul piano politico.

Seconda ipotesi. Viaggerò adesso lungo una linea abbastanza improbabile per le nostre latitudini. Diciamo ai margini dell'utopia.

Ecco, una commissione di esperti che lungi da qualsiasi condizionamento abbia attentamente passato in rassegna, studiato, analizzato le varie manifestazioni aventi luogo in Sicilia. Su questa base hanno poi deciso tenendo conto quali di esse siano in grado di esprimere reali contenuti, tali da potere essere tradotti in una concreta rilevanza sul piano turistico-culturale.

In Spagna è così. Alla Settimana Santa di Leòn ad esempio, è stata conferita dalla Secretarìa General de Turismo, di concerto con il Ministerio de Informacìon y Turismo, l'etichetta di manifestazione a rilevanza internazionale solo nel 2002, a seguito di richiesta avanzata fin dal 1969!

Solo sei settimane sante (su centinaia) attualmente sono ufficialmente considerate di tale portata: Siviglia, Malaga, Valladolid, Salamanca, Zamora e Lèon, appunto.

Il chè può indurci a dedurre che dovrebbe trattasi di… cosa seria. Aggiungo inoltre che nessuna di esse beneficia di pubblici contributi. Ciò parrebbe strano e comunque finisce con l'essere determinante per la conservazione degli aspetti tradizionali delle celebrazioni i cui organizzatori, generalmente confraternite, non sono esposti ad alcun tipo di compromesso più o meno tacito, là dove il denaro finisce spesso, lo sappiamo, col generare situazioni equivoche e, alla fine, guastare.

 Non è la nostra realtà, me ne rendo conto. Ora, qualora realmente fosse stato adottato in Sicilia un criterio da altri mondi per la ripartizione dei contributi, mi rincresce affermarlo, ma la processione dei Misteri di Trapani, senza forma né godibilità, senza estetica né contenuti, con la sua identità smarrita dietro mille stupidaggini credute basilari, non credo meriti contributi da parte di alcuno.

Con il massimo rispetto nei confronti di consoli e collaboratori vari che impiegano il proprio tempo, spesso anche il proprio denaro, per organizzare qualcosa che alla fine non dà meriti ai loro sacrifici.

 Sono convinto che l'umanità avrebbe diritto a chiedere perfino un congruo risarcimento all'Unione Maestranze per i danni irreparabili derivati dal saccheggio perpetrato negli ultimi venti anni soprattutto.

Decisamente drastico, d'accordo. Meglio allora soprassedere sull'altra problematica  emersa dalla gradita lettera dell'avvocato Scontrino: le commissioni istituite nel 2007 aventi il compito di vigilare sulla processione e di segnalare talune manchevolezze.

Altra bella domanda, direi. E altra storia, anche. Pur essendo, in linea di principio, favorevole a una seria regolamentazione della processione, mi viene lo stesso da ridere se penso a certe… segnalazioni.

 Roba da sanzionare con l'allontanamento immediato e definitivo dalla fantomatica commissione, l'illuminato gendarme del cavolo.

Ma questo argomento avrò modo di approfondirlo più in là, anzi presto; la quaresima è abbastanza vicina per pretendere altro spazio adesso…

 

Giovanni Cammareri 

 

 

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