DEI DELITTI E DELLE PENE

 

di Giovanni Cammareri



Pubblicato su MONITOR  n.7 - anno 2008


   

Dall'atto di concessione ai Sarti, notaio Diego Ximenes, anno 1619: …con patto item che li mastri che accompagniranno detto misterio con la torcia luminati in mano non possano essere meno di dudici altrimenti contravvenendo….

 Ai Maestri d'Ascia, Notaio Melchiorre Castiglione, 1620: … li ditti consuli nomine artis habbiano a pagare lo sudeto prezo…

Anno 1621, atto di concessione agli Orefici, ancora il notaio Diego Ximenes: …che quando ditti consuli et mastri delli arginteri non venissero a compagnare lo detto misterio cun li ditti vinti torci… lo guvernaturi et officiali della compagnia possa allogari tanti torci quanto ci mancherà alla somma di detti vinti torci… l'officiali di detta compagnia possano costringeri alli detti consuli… a pagare detto interesse…

 

Ecco, le sanzioni. E di cos'altro si parla in questi giorni, ritenendole probabilmente un inutile capriccio dei nostri tempi?

 Invece, fin da principio, la consapevolezza che molto spesso l'uomo inquina ogni cosa e che l'allora giovane processione dei Misteri era ad uomini affidata, indusse al sillogismo i lungimiranti confrati (nelle fattispecie di cui sopra, ancora del Preziosissimo Sangue) i quali intesero fissare, come si dice, alcuni punti fermi.

A evitare degenerazioni e disfunzioni di qualsiasi natura, meglio perciò stabilire norme comportamentali, regolamenti e… sanzioni ai contravventori. Niente di nuovo sotto il sole, quindi. Solo che un sole un po' più caldo, come quello di giugno, per esempio, o poco oltre, avrebbe riscaldato meno, ovviamente in termini metaforici, gli animi.

Una ordinanza comunale datata 30 gennaio 2008, per esempio, i cui contenuti vengono appresi ancora dopo, a una manciata di giorni dalla processione, crea solo isterismi, malumori, avvelena l'ambiente, allontana dai ragionamenti, dalla possibilità di una piena ricezione, dal senso e dalla comprensione cioè, della sanzione.

E forse pure dalla possibilità di ravvedersi sul serio per crescere e ricostruire. Ci siamo lamentati in molti, in questi ultimi anni, è vero. La processione dei Misteri ci è apparsa prima di tutto slegata e sfilacciata e… esasperatamente lenta. Abbiamo ascoltato persone imprecare, per questo. Altre ne abbiamo viste andar via quando a passare erano stati solo tre, quattro Gruppi in mezzora. Abbiamo gridato alla smarrita unicità della processione. Ma anche a tante altre cose perdute. Irrimediabilmente perdute. Solo che l'elenco dei rimpianti rischierebbe di portarci lontano.

Riparto allora da qualche anno addietro, quando venni chiamato - per finta, si capisce - a collaborare presso una fantomatica commissione tecnico-storica istituita (o da istituire, non mi fu mai chiaro), all'interno dell'Unione Maestranze. Senza avere pretese evangeliche, le relazioni da me presentate furono due, e almeno una seria discussione per le farneticazioni contenute l'avevo sperata. Invece niente. L'oggetto degli elaborati era il seguente: progetto, recupero e valorizzazione della Settimana Santa a Trapani.

 Come una specie di presentimento la seconda si apriva con una citazione tratta da Il Gattopardo. Conteneva comunque una proposta di regolamento peraltro basata proprio su uno stilato dalla stessa Unione nel 1989. A pagina dieci scrissi: Per eventuali, gravi trasgressioni al presente regolamento, e/o atteggiamenti che possano turbare il buon esito della processione e/o creare possibilità di discredito per l'intera manifestazione, il Comitato - il riferimento è a un Comitato Esecutivo formato da consoli, una volta creato annualmente in seno all'Unione Maestranze ma a un certo punto accantonato - potrà penalizzare con sanzioni economiche prestabilite e rese esecutive dal Consiglio Direttivo dell'Unione Maestranze i ceti ritenuti responsabili di tali fatti. Tutte le decisioni prese in maggioranza dal Comitato sono insindacabili.

 Qualche parola in più a riguardo del Comitato Esecutivo (da non confondersi con la Commissione delle Sanzioni) ritengo vada spesa. Ancora testualmente: Composto da tutti i capoconsoli che si divideranno in turni per tutta la durata della processione; al Comitato spetta: a) la vigilanza sull'osservanza scrupolosa dei tempi tecnici stabiliti o modificati in base a circostanze contingenti dal Direttore della processione.

 Tali tempi riguardano l'uscita e il rientro della processione nonché i tempi di svolgimento della stessa in tutte le sue fasi. b) Dovrà essere presente in piazza Vittorio Emanuele per la sistemazione e il riavvio dei Gruppi. Ovvio che viste le scelte dell'Unione in questi due ultimi anni, il punto b non ha purtroppo motivo di essere preso in considerazione.  Riepilogando. Negli ultimi anni diversi ceti hanno assunto in processione comportamenti assolutamente autonomi, tanto da apparire avulsi dall'unico contesto processionale del quale si sono scordati di far parte. 

Molto spesso il loro comportamento ha danneggiato l'intera processione senza che alcuno dei responsabili abbia mai pensato di ravvedersi. Allora, davanti ai reiterati comportamenti menzionati condivido norme e sanzioni, queste ultime indispensabili al rispetto delle prime. Le regole però, occorre stabilirle bene.

Generalmente prima che s'inizi a giocare. In esse vanno fissati pure i tempi entro i quali comminare le multe, preferibilmente tali da consentire il dialogo e la seria possibilità di una presa di coscienza attraverso la… punizione.

Se la stessa Unione Maestranze presenta la propria relazione il 26 settembre, significa dovere affrontare la problematica in tempi in cui invece sarebbe meglio aver chiuso ogni contenzioso riguardante l'edizione precedente al fine di proiettarsi serenamente su quella successiva. Così come ha fatto, l'Unione Maestranze ha alimentato malumori e incomprensioni.

Per non parlare ovviamente delle recentissime sanzioni irrorate dal Comune. Ma a guardare inoltre talune altre proposte sanzionatorie, come ad esempio quella riguardante la lunghezza della processione dell'Addolorata, l'unica processione spontanea, formata da donne che stanno lì per motivi di voto dando vita all'unico, dico unico, passaggio in grado ancora di trasmettere emozioni, allora diventiamo perfino curiosi di sapere chi siano questi preparatissimi… gendarmi.

Che non si accorgono invece degli itinerari privi di qualsiasi logica, dei travestimenti da frati o di ridicoli corazzieri coi calzari da guerre stellari. E neanche di ragazzette in processione che danzano letteralmente al suon di musica. Due passi avanti, un passo indietro e uno di lato. Lasciando che le bande (ostinatamente tenute ancora dietro al Gruppo, mentre dovrebbero stare davanti) continuino a esibire gonfaloni come se stessero partecipando a un festival.

Per non parlare delle comparse vestite da ebrei, da vergini (questo mi rispose una ragazza quando le chiesi ragguagli sul suo costume), o di certe conchiglie munite di lampade all'interno o delle candele a gas. Le commissioni dovrebbero pure cominciare ad accorgersi del vergognoso kitch in mostra il Venerdì Santo, di tutte le libere creazioni messe liberamente in atto, utili a raccogliere la derisione e il sarcasmo di chi viene a Trapani avendo sentito parlare di una processione secolare.

Ecco, signori, la competenza delle commissioni. Continuano a guardare le distanze escludendo il buon gusto, l'estetica, la tradizione, la storicità perduta di questa complessa processione. E come se non bastasse continuo ad ascoltare proposte provenienti da ogni parte su possibili aggiustaggi della kermesse e fra gli aggiustaggi ho sentito riparlare di un itinerario che possa lambire il bastione dell'Impossibile!

Ma questa è un'altra storia della stessa storia: chiunque continua a valicare come se nulla fosse l'ambito dei propri compiti, delle proprie competenze e conoscenze in materia; chiunque pretende di dire la sua e di essere nel giusto.

 Anche chi propone degustazioni di piatti tipici contestualmente al passaggio dei Misteri. La convinzione delle molteplici chiavi di lettura della processione è assolutamente pretenziosa.

 

Giovanni Cammareri 

 

 

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