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Una cosa per i nostri giorni sorprendente è successa
nella vicina Busto Palizzolo: un recupero.
Esisteva, in quel posto fatto da contrade e valli, in
territorio di Monte San Giuliano, una confraternita titolata al
Crocifisso. Era stata fondata l'11 settembre del 1864, sorprendentemente
all'indomani dell'unità d'Italia che impose una ventata laica anche alle
nuove annessioni del regno, mutilando parte del patrimonio
architettonico religioso e imponendo la soppressione di ordini religiosi
e soprattutto di confraternite, impossessandosi infine dei loro
patrimoni.
In
un documento che gentilmente mi è stato mostrato si legge poi che il
sodalizio religioso viene civilmente riconosciuto con un Decreto Regio,
il 24 settembre 1936. Sconosciute risultano invece le sue finalità
peculiari, come pure il periodo e il motivo della sua scomparsa.
Si ha però notizia che l'8 dicembre del 1850 un
Crocefisso ritornava processionalmente in paese proveniente da una
chiesetta di Colli, annessa a un omonimo baglio poco distante da
contrada Noce. Per Buseto Palizzolo rappresenta la più antica
processione documentata.
Non del tutto improbabile che la confraternita possa
essere sorta attorno a quella devozione, e che i postumi della seconda
guerra mondiale abbiano in un certo senso distratto chi ne faceva parte,
i loro discendenti e tutti gli altri busetani che della confraternita si
dimenticarono. Ipotesi.
La certezza è invece la sua rinascita, il recupero
accennato all'inizio.
Il 7 dicembre scorso viene perciò ufficializzato il
ripristino da parte del Presidente Francesco Paolo Virga con lettera
indirizzata al sindaco. Contestualmente viene distribuito un avviso alla
cittadinanza a firma anche dell'assistente ecclesiastico, Arcivescovo
Don Giovanni D'Angelo, dove si dice pure che un apposito modulo per le
iscrizioni può essere ritirato presso la chiesa Madre della Madonna del
Carmelo, sede della Confraternita. E gli iscritti sono intanto arrivati
a settanta.
Una serie di tappe iniziate ufficialmente il 27 novembre
conducono al 3 dicembre 2006, giorno in cui entrava in vigore lo Statuto
del nuovo e antico sodalizio. Ma la cosa più interessante è un'altra.
Sarà
la Confraternita del Crocifisso, a partire da quest'anno, a
organizzare la processione della Via Crucis che ha luogo
la Domenica
delle Palme. Mi preme chiarire però, e questa è la cosa più
interessante, che nessun comitato preesistente è stato scalzato,
dispensato malamente dai suoi compiti, ma che lo stesso comitato è stato
praticamente inglobato nella confraternita. O, se si preferisce, il
comitato organizzatore si è trasformato in una confraternita.
Il desiderio, ma anche la necessità
di salvaguardare e migliorare sempre più la notissima Via Crucis, ha da
alcuni anni posto il Comitato Organizzatore alla ricerca di una forma di
sodalizio civilmente riconosciuto che non sminuisse il valore
profondamente religioso della Sacra Rappresentazione.
Inizia così la lettera del neo Presidente. I contenuti primari sono più
analiticamente ribaditi agli articoli 4 e 11, due dei trentatré
articoli, più una disposizione transitoria, di cui si compone lo
statuto, un documento denso di contenuti e privo di orpelli fisiologici,
contorsionismi dialettici, incomprensibilità ricercate e paradossalmente
finalizzate alle eterne interpretazioni e ai dibattiti infiniti.
Intanto riporto testualmente i due menzionati articoli.
Articolo 4: Scopo fondamentale della
Confraternita è promuovere la fede e il culto della Passione, Morte e
Resurrezione di Cristo, preminentemente mediante l'organizzazione
annuale della Solenne Processione della Via Crucis di Buseto Palizzolo e
delle processioni che la precedono e la seguono..
Articolo 11: Gli Associati si impegnano a
perseguire il fine religioso della Confraternita mediante l'impegno a
prestare il servizio richiesto nella Sacra Rappresentazione e nelle
processioni della Domenica di Passione e del Venerdì Santo; l'esercizio
della carità secondo le necessità della comunità e le attività promosse
dalla Confraternita.
Adesso passo a qualche riflessione. I riferiti articoli
confermano quanto il suo primario motivo di esistere nasca dall'esigenza
di organizzare la processione, o Sacra rappresentazione che dir si
voglia, della Domenica delle Palme. Volere affidare ciò a una
confraternita, organismo religioso, sebbene laici i suoi componenti,
significa riporre in esso la consapevolezza di organizzare una
processione e non una manifestazione. Significa porre attenzione
principalmente ai contenuti e secondariamente alla forma che ha comunque
una sua importanza e che sicuramente sarà basata, con riferimento alla
processione della Via Crucis, sui canoni del buon gusto e della
sobrietà. Significa, in altre parole, darle un senso, renderla vera.
Solo così talune espressioni culturali riescono a conservare
l'autenticità delle radici che rappresentano anche legame con la propria
terra. Il chè alla fine può essere tradotto in termini come memoria e
tradizione. E tradizione, in particolare, significa conservare per
consegnare qualcosa così come l'abbiamo ricevuta. Andrebbe distinta dal
significato comunemente abusato di folclore, che da diversi decenni
evoca qualcosa di finto e artefatto. Nella sua accezione semantica -
dall'inglese folk e lore che tradurrei con tradizione orale
della gente, finirebbe invece col non essere cosa diversa da
tradizione.
Se da quanto detto qualcuno ha creduto di carpire il
senso più ampio e non velato di qualche antifona, ha pienamente colto.
Da Buseto Palizzolo, piccolo centro, noi, presuntuosi di città, con i
nostri riti secolari, svogliati e stanchi, possiamo imparare molte cose.
Ma lasciamo perdere.
Intanto, domenica
25 febbraio alle ore 17,30, presso la chiesa Madre titolata alla Madonna
del Carmine, Monsignor Francesco Miccichè, vescovo della Diocesi di
Trapani, officerà il sacro rito della istituzione e benedizione della
Confraternita del Crocifisso cui auguriamo lunga, lunghissima vita.
Giovanni
Cammareri
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