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Sono
tornati in tribunale i Misteri. Si è conclusa la prima seduta del
tribunale ecclesiastico metropolitano di Reggio Calabria che si deve
pronunciare sul contenzioso tra l’Unione delle maestranze e la
Confraternita di San Michele Arcangelo
che rivendica la proprietà dei Misteri.
In udienza le parti hanno
esposto le singole tesi. L’avvocato Alberto La Grutta
per l’Unione delle Maestranze e l’avvocato Mario Serraino per
la Confraternita. Il tribunale ecclesiastico di Reggio Calabria ha poi
aggiornato la seduta a data da destinarsi. Intanto per le prossime
udienze l’avvocato Alberto La Grutta, a causa della mancata
autorizzazione eccepita dal rappresentante della Confraternita non potrà
continuare a difendere le Maestranze davanti al tribunale della città
dei Bronzi per cui i giudici ecclesiastici hanno concesso all’Unione
delle maestranze un termine di venticinque giorni per potere sanare il
difetto di rappresentanza.
La causa sui Misteri è approdata a Reggio Calabria per l’appello
presentato dalla Confraternita di san Michele avverso la sentenza del 6
luglio dello scorso anno emessa dai giudici del Tribunale ecclesiastico
metropolitano di Palermo che ha dichiarato che l’Unione delle
maestranze non ha capacità giuridica di stare in giudizio presso il
tribunale ecclesiastico. In pratica la Corte si è dichiarata non
competente a dirimere il contenzioso tra la Confraternita che è una
emanazione della Chiesa e l’Unione delle maestranze che è un ente
civile.
Anche a Reggio Calabria l’Unione
delle maestranze ha sostenuto di non essere proprietaria dei
sacri Gruppi ribadendo il difetto di giurisdizione del tribunale
ecclesiastico nei confronti dell’Unione, e che quindi la Confraternita
doveva citare in giudizio, per le pretese avanzate, le singole
maestranze che gestiscono i vari gruppi.
La Confraternita di san
Michele Arcangelo si è invece battuta affinché il Tribunale si
pronunciasse per il riconoscimento della stessa quale proprietaria dei
Sacri Gruppi con il conseguente diritto a poter organizzare la
processione del Venerdì Santo. Ma secondo le Maestranze questa
Confraternita non può avanzare alcun diritto sui Misteri perché
costituita di recente.
“Il Comune con il piano della ricostruzione del rione di San Pietro
aprì Corso Italia, ed ha espropriato le aree di risulta dai
bombardamenti. Vicino la chiesa di San Michele, dove si conservavano i
Misteri, rimase una piccola area che era destinata a verde pubblico.
Il Vescovo di allora ha chiesto al Comune di averla donata per
ricostruire la chiesa, che era stata bombardata, e darle un ingresso più
dignitoso del lato di Corso Italia. Dopo la donazione invece di
edificare la chiesa, il Vescovo ha venduto sia l’area donata che
quella della chiesa.”Se la Confraternita di San Michele allora
esisteva – sostiene La Grutta – l’atto di vendita per la parte
della chiesa doveva essere fatta dalla Confraternita. Il vescovo invece
per poter stipulare l’atto ha dovuto creare una nuova
Confraternita che ha denominato San Michele Arcangelo”.
Gino
Lipari
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