MISTERI, NON ANCORA DEFINITA LA VERTENZA GIUDIZIARIA 
SULLA PROPRIETA' DEI SACRI GRUPPI


Dovrà essere nominato un nuovo legale dell'Unione delle maestranze 
per un'eccezione davanti al tribunale di Reggio

Giornale di Sicilia - 7 maggio 1988 


      Sono tornati in tribunale i Misteri. Si è conclusa la prima seduta del tribunale ecclesiastico metropolitano di Reggio Calabria che si deve pronunciare sul contenzioso tra l’Unione delle maestranze e la Confraternita di San Michele Arcangelo  che rivendica la proprietà dei Misteri.
In udienza  le parti hanno esposto le singole tesi. L’avvocato Alberto La Grutta  per l’Unione delle Maestranze e l’avvocato Mario Serraino per la Confraternita. Il tribunale ecclesiastico di Reggio Calabria ha poi aggiornato la seduta a data da destinarsi. Intanto per le prossime udienze l’avvocato Alberto La Grutta, a causa della mancata autorizzazione eccepita dal rappresentante della Confraternita non potrà continuare a difendere le Maestranze davanti al tribunale della città dei Bronzi per cui i giudici ecclesiastici hanno concesso all’Unione delle maestranze un termine di venticinque giorni per potere sanare il difetto di rappresentanza. 
La causa sui Misteri è approdata a Reggio Calabria per l’appello presentato dalla Confraternita di san Michele avverso la sentenza del 6 luglio dello scorso anno emessa dai giudici del Tribunale ecclesiastico metropolitano di Palermo che ha dichiarato che l’Unione delle maestranze non ha capacità giuridica di stare in giudizio presso il tribunale ecclesiastico. In pratica la Corte si è dichiarata non competente a dirimere il contenzioso tra la Confraternita che è una emanazione della Chiesa e l’Unione delle maestranze che è un ente civile. 
Anche a Reggio Calabria l’Unione  delle maestranze ha sostenuto di non essere proprietaria dei sacri Gruppi ribadendo il difetto di giurisdizione del tribunale ecclesiastico nei confronti dell’Unione, e che quindi la Confraternita doveva citare in giudizio, per le pretese avanzate, le singole maestranze che gestiscono i vari gruppi. 
La Confraternita  di san Michele Arcangelo si è invece battuta affinché il Tribunale si pronunciasse per il riconoscimento della stessa quale proprietaria dei Sacri Gruppi con il conseguente diritto a poter organizzare la processione del Venerdì Santo. Ma secondo le Maestranze questa Confraternita non può avanzare alcun diritto sui Misteri perché costituita di recente. 
“Il Comune con il piano della ricostruzione del rione di San Pietro aprì Corso Italia, ed ha espropriato le aree di risulta dai bombardamenti. Vicino la chiesa di San Michele, dove si conservavano i Misteri, rimase una piccola area che era destinata a verde pubblico.
Il Vescovo di allora ha chiesto al Comune di averla donata per ricostruire la chiesa, che era stata bombardata, e darle un ingresso più dignitoso del lato di Corso Italia. Dopo la donazione invece di edificare la chiesa, il Vescovo ha venduto sia l’area donata che quella della chiesa.”Se la Confraternita di San Michele allora esisteva – sostiene La Grutta – l’atto di vendita per la parte della chiesa doveva essere fatta dalla Confraternita. Il vescovo invece  per poter stipulare l’atto ha dovuto creare una nuova Confraternita che ha denominato San Michele Arcangelo”.                                                                                                                                                  

Gino Lipari                                                              

 

 

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