"SANTU PATRE "

LA PROCESSIONE DI SAN FRANCESCO DI PAOLA

 

 


  Processione anni ' 80

 

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     Oltre ai riti della Settimana Santa che rappresentano l'evento religioso più importante per la città, permangono ancora tradizioni e manifestazioni di autentica religiosità popolare.

La processione che dopo i " Misteri " vede la più folta partecipazione popolare è quella di SAN FRANCESCO DI PAOLA, che si celebra la seconda domenica dopo Pasqua.

Due giorni dopo Pasquetta, con una città ancora inebriata dai suoni dei Misteri, una gran folla si raduna nella chiesa e nella piazza dedicate al Taumaturgo calabrese.
In un misto di fede e passione, si celebra " A SCINNUTA DI SANTU PATRE ". Viene cioè discesa dall'altare maggiore della chiesa la pesante statua in legno del santo  alta m.2,10, realizzata nel 1729 da Giacomo Tartaglio e restaurata nel 1984 da Francesco Rizzo. 
Al grido di " Viva San Franciscu di Paula  " e dal successivo invito alla banda musicale di intonare una delle tipiche marce " MUSICAAAA!!!!! " la pesante statua del Santo è condotta con immensa fede e fatica sino alla soglia della chiesa nel tripudio di una piazza gremita di gente.
Prima di essere riportata in chiesa, la statua è "aggredita" dai fedeli che desiderano toccarla e viene quindi  collocata sulla "vara" con la quale verrà condotta in processione.  La seconda domenica dopo Pasqua, la statua di S.Francesco inizia il suo percorso tra le vie della città antica e viene condotta spalla sino nei pressi della chiesa di S.Pietro e da lì ricollocata sulla "vara", riprenderà il percorso. A seguire la veneratissima immagine del Santo, considerato Patrono della Gente di Mare, vi è la Trapani autentica e verace. La processione è esclusivamente popolare e nessun compenso è previsto per i partecipanti. 
Durante il tragitto che segue esclusivamente la parte vecchia della città ed in particolar modo la zona marinara, vengono offerti dei grossi ceri votivi. 
All'altezza della Piazza Scalo D'Alaggio, tutti i  motopescherecci accendono le sirene acustiche per festeggiare " Santu Patre", quindi i fuochi pirotecnici illuminano il cielo sovrastante il porto e da lì la processione si avvia lentamente verso la Chiesa di San Francesco di Paola, per concludersi nella tarda serata.
Il mercoledì successivo, ripercorrendo al contrario quanto celebrato al momento della " Scinnuta " viene ricondotta sull'altare la pesante statua del Santo ( ACCHIANATA ), concludendo così una delle più tradizionali e affascinanti manifestazioni della religiosità popolare trapanese.

W SAN FRANCISCU DI PAULA !!!!!! MUSICAAA !!!

 

Per concludere un particolare cenno va rivolto al Sig, Carlo Cammareri, che da tantissimi anni è l'anima della processione. 
U Zu Carlu con il quale mi legano antichi rapporti di amicizia familiare,  si prodiga tutto l'anno per il nostro Santo e a lui va il ringraziamento di tutti i trapanesi devoti di Santu Patre.
 

 

     

 

SAN FRANCESCO DI PAOLA

Paola (Cosenza), 27 marzo 1416 - Plessis-les-Tours (Francia) 2 aprile 1507

Già la sua nascita ebbe i colori del miracolo: i suoi genitori non si aspettavano più un figlio. L’aveva tanto desiderato da chiedere l’intervento del Santo d’Assisi, in onore del quale, quando inaspettatamente arrivò, lo battezzarono con il nome di Francesco.. La sua era una famiglia di poveri contadini. Allevato senza agi, Francesco rimase fedele ad un suo ideale di vita austera e impose in seguito, un esistenza dura anche ai suoi seguaci, tanto che la sua “regola” fu criticata anche dagli ecclesiastici per la severità. Morì a novantuno anni.
Patronato:Calabria, Naviganti, pescatori.
Etimologia: Francesco = libero, dall'antico tedesco

Chi ha attraversato lo stretto di Messina avrà notato che uno dei grossi traghetti che fanno spola tra l'isola e il continente reca sulla prua il nome di S. Francesco di Paola e probabilmente si sarà domandato per quale motivo hanno scelto quel nome. Cinque secoli fa un povero frate, lacero e smagrito dai lunghi digiuni, proveniente da Cosenza, giunto nei pressi di Reggio Calabria, domandò ad alcuni barcaioli di traghettarlo oltre lo stretto per recarsi in Sicilia. Al rifiuto di questi, il frate stese il mantello sull'acqua, vi salì sopra e quella insolita imbarcazione si allontanò dalla riva veleggiando verso il porto di Messina.
Il prodigio valse al frate la fama di taumaturgo e al futuro santo il titolo di patrono dei marinai. Di miracoli è costellata la vita di questo austero santo, vissuto in mezzo agli onori senza neppure accorgersene. La sua fama aveva valicato le Alpi e lo stesso re di Francia, Luigi XI, lo volle accanto a sé, o meglio pretese che il papa gli inviasse in tutta fretta il taumaturgo calabrese perché lo guarisse dalla grave malattia che lo aveva colpito.
L'umile frate, avvertito da un messo pontificio, compì il lungo viaggio fino a Parigi. Al sovrano, per nulla rassegnato a morire, non restituì la salute del corpo, ma quella dell'anima, conciliandolo con Dio e disponendolo ad accettarne la divina volontà. Prima di morire, Luigi XI lo nominò direttore spirituale del figlio e successore Carlo VIII.
Francesco, nato a Paola, in Calabria, nel 1416, è uno dei più giovani fondatori di Ordini religiosi che la storia registri. All'età di tredici anni aveva vestito l'abito francescano, ma due anni più tardi era letteralmente sparito dalla circolazione. Trascorsero alcuni anni prima che un cacciatore, guidato da un capriolo, ne scoprisse il rifugio tra le aspre montagne nei pressi di Cosenza. La fama della sua santità e dei suoi miracoli attirò al suo seguito uno stuolo di giovani desiderosi di seguirne l'esempio. Ai suoi seguaci, gli Eremiti di S. Francesco di Paola o Minimi, lasciò un eccezionale invito alla penitenza, riducendo il loro menù per 365 giorni all'anno a pane, pesce, acqua e verdura. Tuttavia le sue dure penitenze non accorciarono affatto la sua vita, tanto che visse fino alla bella età di 91 anni. Morì in un venerdì santo, il 2 aprile 1507, durante il suo soggiorno in Francia, a Plessis-les-Tours. Fu canonizzato nel 1519, a soli dodici anni dalla morte e viene proposto ancora oggi non solo come modello di penitenza, ma anche di coraggio nel denunciare "le malversazioni dei potenti" (Paolo VI, 27 maggio 1977).

Notizie tratte dal sito  www.santiebeati.it

 

 

Foto   1 S.Francesco di Paola - processione 22.04.1977  - Foto Beppino Tartaro 
Foto   2 S.Francesco di Paola - scinnuta - Foto Franco Marino 
Foto   3 S.Francesco di Paola - processione 2008  - Foto Bernardo Danilo Sansica 
Foto   4 S.Francesco di Paola - processione prima del secondo conflitto mondiale  - foto  inviata da Giovanni Cammareri
Foto   5 S.Francesco di Paola - processione 1951  - foto inviata da Vito Parisi 

 

Video di Beppino Tartaro

© www.processionemisteritp.it

 

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