IL RITORNO DELLA STATUA DI SAN GIUDA TADDEO
NELLA CHIESA DEL PURGATORIO



Il Simulacro di San Giuda Taddeo fece la sua prima comparsa nella chiesa del Purgatorio intorno gli anni '70 e fu subito oggetto di una grande venerazione.
           A causa dei lavori che interessarono la sede dei Misteri, l'allora rettore Don Nicola Roccia trasferì la statua di San Giuda nella chiesa dedicata a San Nicola. Successivamente venne venerata nella chiesa di San Domenico e poi nella chiesa del Collegio.

 In questi giorni, dopo un'assenza di trent'anni " SANTU GIUDA " è tornato al Purgatorio.

dicembre 2006

 

 

 

 

 


Santino di San Giudeo distribuito negli anni '70
nella Chiesa del Purgatorio

Immagine tratta dal sito www.santiebeati.it


Icona




Immagine tratta dal sito www.santiebeati.it

 

 

Festa liturgica : 28 ottobre

Patronato:casi disperati

Etimologia: Giuda = zelatore di Dio, lodata, dall'ebraico

Emblema: barca, bastone, lancia

 

Pur appartenendo al gruppo dei 12 apostoli, San Giuda Taddeo non va confuso con l'omonimo apostolo traditore di Gesù, l'Iscariota.

Si tratta infatti di Giuda fratello di Giacomo, detto Taddeo, che significa «magnanimo». Un nome ben conosciuto dalla tradizione ebraica quello di Giuda: era stato, infatti, di uno dei figli di Giacobbe e dalla tribù di Giuda sarebbe uscita la stirpe dello stesso Messia.

Il nome di Giuda, prima che l'infelice traditore lo rendesse odioso, era uno dei più belli nella storia ebrea. Era stato portato da uno dei figli di Giacobbe, o Israele, e a Giuda si intitolò una delle dodici Tribù, quella dalla quale sarebbe fiorito, in Betlemme, terra di Giuda, il virgulto del Messia.

 

Giuda Maccabeo, eroe della rivolta giudaica contro Antioco IV, e Giuda detto il Santo, maestro per eccellenza, avevano reso onore a quel nome, come gli rese onore l'Apostolo San Giuda, detto Taddeo, che possiamo immaginare alla mensa dei Redentore, proprio accanto al suo omonimo Giuda Iscariota. Egli domanda a Gesù: " Signore, che cosa è avvenuto, che tu debba manifestarti a noi e non al mondo? ". E Gesù gli risponde: " Se uno mi ama, osserverà la mia parola, e il Padre mio l'amerà e verremo a lui, e faremo una cosa sola "

 

E’ la lezione dell'amore mistico, che Giuda Taddeo provoca con la sua domanda. L'amore di Dio unisce, mentre l'amore di se stessi divide.
Per questo, San Giuda scrisse una breve lettera, nella quale rimprovera i fomentatori di discordie, che chiama " nuvole senza acqua, portate qua e là dai venti; alberi d'autunno, senza frutto, onde furiose del mare, che spumano le proprie turpitudini. astri erranti, ai quali sono serbate in eterno le tenebre più profonde ".
" Costoro - egli dice - sono mormoratori queruli che vivono secondo i loro appetiti, e la loro bocca parla di cose superbe, e se lodano qualcuno, lo fanno per fini interessati ".


La breve lettera di Giuda, che fu giudicata " piena della forza e della grazia dei cielo ", ci fa intravedere la figura di San Giuda come maestro fermo e sapiente, che esercitò con zelo e con amore quella missione affidata da Gesù ai suoi Apostoli, prima di lasciare la terra per il cielo.

 

Secondo il racconto dell'evangelista Giovanni al capitolo 14 durante l'ultima cena Giuda Taddeo domanda a Gesù: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?». «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui», è la risposta di Gesù.

 Dopo l'Ascensione, anche Giuda Taddeo, secondo la tradizione, andò a portare nel mondo l'annuncio di Cristo.

 Secondo qualcuno, egli avrebbe evangelizzato la Mesopotamia; secondo altri la Libia. Forse anch'egli è morto martire e sarebbe stato sepolto in Persia. (Avvenire)

 

Info dal sito www.santiebeati.it

 

 

 

Foto Peppe Barraco

 

 

© 2006 - www.processionemisteritp.it