SANT'ALBERTO DELLA MARINELLA   
- Rione Palme - Trapani


 

 

Note Storiche 

La statua di Sant’Alberto, in legno scolpito e dipinto di cm.170 X 50, attribuita a Domenico Nolfo con lamina d'argento sbalzata, è detta “della Marinella” per differenziarla dalla più nota statua reliquiaria in argento opera di Vincenzo Bonaiuto, conservata nel Santuario dell’Annunziata.

Questa denominazione deriva anche dal fatto che originariamente era custodita nella chiesa di Santa Maria della Grazia, ubicata nell’omonimo vicolo adiacente alla via Biscottai, fatta edificare nel Seicento da una delle marinerie Trapanesi e precisamente dalla cosiddetta Marina piccola o Marinella a cui erano aggregati il ceto dei Pescatori ed i proprietari di barche che pescavano il corallo.

Furono proprio i pescatori della Marinella che dopo aver fatto ampliare ed abbellire la chiesa, nel 1725, riuscirono ad ottenere l’autorizzazione a celebrare un triduo rionale nel mese di agosto, in concomitanza con la grande festa di Sant’Alberto.

In tale occasione la statua si faceva uscire in processione nel rione della Marinella e veniva esposta su di una vara, per tutta la notte, in Via Biscottai, in ricordo dell’apparizione del santo a due pescatori, avvenuta in quella via.

Distrutta la chiesa nel secondo conflitto mondiale, la statua fu trasferita prima nella chiesa di Sant’Alberto in Via Garibaldi, poi questa chiusa al culto, viene tuttora custodita nell’omonima chiesa del rione Palma, sull’altare maggiore.

 

Note sulla scultura 

L’opera rappresenta Sant’Alberto, santo carmelitano, patrono di Trapani ed Erice e compatrono di Messina.

Opera eseguita dallo scultore Domenico Nolfo attivo nel XVIII secolo, dell’argentiere nessuno accenno, nonostante siano ancora ben leggibili sulle spalle, sui piedi e sulle ginocchia le numerose bollature originali.

La figura del Santo, costruita secondo una consuetudine iconografica di origine pietistica, con il volto leggermente reclinato all’indietro e le braccia allargate in preghiera, riprende, probabilmente per espressa volontà della committenza laica, l’impostazione scenografica delle statue dei Misteri.

In quest’opera , la congregazione dei pescatori, spinta dalla forte devozione, non ha richiesto all’argentiere di inserire elementi decorativi e attributi iconografici in argento, bensì di realizzare, con le lamine scolpite, sbalzate, piegate e curvate,un intero rivestimento che seguisse l’andamento della figura del Santo. Alla fine del Novecento e stata rifatta l’aureola del Santo dall’argentiere Trapanese “Pladimiro Fiorenza” sicuramente quando fu portato al Rione Palma nel 1965.

 

Approfondimento storico a cura di Salvatore Accardi

 

Ricerca di Bernardo Danilo Sansica, tratta dal libro “OPERE D’ARTE RESTAURATE dal 1999 al 2003”

A cura della Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Trapani

 

  

Le foto e i testi su Sant'Alberto della Marinella sono stati gentilmente forniti da Bernardo Danilo Sansica e da Peppe Barraco

 

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