TRAPANESI ILLUSTRI


 

 

SANT'ALBERTO DEGLI ABATI

 

Nacque a Trapani nel secolo XIII. Si distinse per la dedizione alla predicazione mendicante e per la fama dei miracoli. Negli anni 1280 e 1289 fu a Trapani, e più tardi a Messina. Nell'anno 1296 governò la Provincia carmelitana di Sicilia come Provinciale. Celebre il suo amore appassionato per la purezza e l'orazione.

 Morì a Messina probabilmente nel 1307. Fu il primo santo ad avere culto nell'Ordine, e pertanto ne fu considerato patrono e protettore o "padre", titolo condiviso con l'altro santo del suo tempo, Angelo di Sicilia. Nel sec. XVI fu stabilito che ogni chiesa carmelitana avesse un altare a lui dedicato.

Clicca qui per gli approfondimenti 

 

 

 

FRA' SANTO DI SAN DOMENICO

 


L'umile calzolaio Vito Antonio Di Santo ( 1655-1728 ), visse nel convento degli Agostiniani di Trapani, dedicando la sua vita alla preghiera ed ai poveri. 

Amato dai trapanesi, alla sua morte, avvenuta in odore di santità, si avviò il processo di beatificazione non ancora conclusosi.

 

 

 

LEONARDO XIMENES

 


Gesuita, nacque a Trapani nel 1716 . Fu una delle maggiori personalità scientifiche della Toscana lorenese del XVIII secolo. Scrisse opere di astronomia, idraulica, geometria, fisica e meccanica.

Nel 1755 restaurò lo Gnomone di Santa Maria del Fiore a Firenze , con il quale fece molte osservazioni. Nel 1756 fondò a Firenze un osservatorio astronomico nel convento di San Giovannino. Nel 1761 divenne geografo e matematico del Granduca. Valente "ingegnere idraulico", si occupò della bonifica della Maremma Toscana e del Padule di Bientina. Diresse i lavori della Strada Regia Pistoiese, progettando anche i ponti sui torrenti Lima e Sestaione . Morì a Firenze nel 1786.

 

 

 

 

GIUSEPPE MARCO CALVINO

 

 

Giuseppe Marco Calvino nacque a Trapani il 6 ottobre 1785 da Giuseppe e Anna Patrico.
Fu poeta di una precocità e di una fecondità veramente prodigiose.

Esordì a nove anni, e da allora sino al termine della non lunga vita scrisse un'infinità di versi e di prose in italiano ed in siciliano :
tragedie, commedie, carmi, novelle bernesche, odi, oratorii, capitolo, traduzioni ecc.. Di tutto ciò solo una parte, e non sempre la migliore - artisticamente parlando - fu pubblicata dall'Autore.
Diede alla luce nel 1808 le Elegie, nel 1819 una tragedia, Ifigenia in Aulide ed alcuni sciolti intitolati L'augurio, nel 1826 due volumi di Rime, nel 1827 la stupedna traduzione in siciliano della Batracomiachia, nel 1830 la traduzione, pure in siciliano degli Idillii di Teocrito, e nel 1832 una commedia di tre atti in prosa, che s'intitola Il calzolaio di Alessandria delle Paglia.
Tra le cose inedite vanno notate specialmente le Novelle Bernesche in ottava rima e lA traduzione in siciliano delle Odi di Anacreonte.

Occupò varie cariche : fu Consigliere degli ospizii, Consigliere Provinciale, Deputato di salute. Fu membro di diverse accademie : dall'Arcadia sotto il nome di Taliso Smirnense, del Reale Istituto Peloritano, dell'Accademia Tiberina e della Civetta.

Morì il 21 aprile del 1833.

 

 


GLI AUTORI DEI SACRI GRUPPI DEI MISTERI

Mario CIOTTA, nato nel 1639, morto nel 1724 e sepolto nella Chiesa del Purgatorio, realizzò i primi due gruppi della processione.

NOLFO. Questo cognome rappresenta tre generazioni artisti che tanto e bene diedero alla nostra processione.  A Domenico detto il Vecchio, Mondello attribuisce la paternità della “ Caduta al Cedron “, malgrado il Ferro l’attribuisca invece al figlio Antonio e studi successivi addirittura al nipote di Domenico, Francesco.

E’ certo invece che fu Antonio NOLFO, ( Trapani 1696 - 1784 )  l’autore del gruppo " La Coronazione di spine “ e secondo alcuni studiosi anche del Cristo dell’" Urna "oltre che di numerose altre statue in legno dedicate alla Madonna di Trapani.
Secondo quando scrive lo studioso Fogalli “entrato egli nel sentiero della conoscenza dell'arte, Apprese presto , dunque, attraverso l’esempio paterno e i principi dell’arte , proponendosi cosi di superare il padre ."  Nel 1721 sposò nella chiesa di S. Pietro di Trapani Ignazia De Luca , dalla quale ebbe cinque figli : Michele , Domenico , Francesco , Giacoma e Antonia . Domenico e Francesco si dedicarono insieme a lui alla scultura .  
La tradizione attribuisce all’artista numerose sculture in legno, quali : la statua di S.Elia nella chiesa dell'Annunziata; il S. Giuseppe nella chiesa del Carminello; il S. Michele che veniva portato in processione nel monastero di S. Andrea ( in via S. Pietro e oggi non più esistente); il S. Antonio nella chiesa di Santa Maria di Gesù, il S. Nicola da Tolentino nel convento di S. Agostino (anche questo non più esistente); un Cristo con sua Madre sito nella chiesa della Compagnia di Gesù e Maria, accanto alla porta marinara detta del Serisso; la “colossale” statua in legno raffigurante il Beato Bernardo da Corleone e presente nella residenza del cav. Ferro , appartenente a Bernardo di Ferro Chiesa dei Cappuccini di Sciacca , le teste dei serafini delle cappelle di S. Domenico e di Santa Caterina nella Badia Nnuova ed alcune statue riproducenti il simulacro della Madonna di Trapani eseguite insieme al figlio Franceso. Di esse una realizzata in avorio, venne inviata a Napoli,  un’altra a Ribera , e una terza fu eseguita per la Chiesa Madre di Favarotta per la somma di 20 onze .

Domenico detto Il Giovane ( Trapani 1730 - 1800 o 1801) . Nacque nel quartiere di S: Nicolò il 14 Dicembre 1730, seguì le orme paterne nella scultura e nell'architettura a Trapani dove visse oltre che come scultore anche come mobiliere e con la rendita di alcuni terreni. Realizzò parecchie statue in legno e di marmo e tra queste degne di nota sono le raffigurazioni di S. Giuseppe col bambino nella chiesa dell’Annunziata di Trapani, il Sant' Alberto rivestito d’argento, nella chiesa del santo omonimo, San Giovanni Battista, Maria SS. di Trapani e Sant'Alberto nella facciata del Palazzo Cavarretta, S.Antonio nella Chiesa dell'Itria e di un presepio nella Cattedrale. La data di morte dell'artista non è mai stata conosciuta con certezza.

Francesco (  Trapani 1741-1809 ), da quanto risulta dalle fonti si formò inizialmente nella bottega del padre e del fratello osservando le opere di questi ultimi ed eseguì, secondo il Di Ferro, i primi lavori in avorio.  Si trasferì a Napoli dove completò la sua formazione lavorando nella bottega del concittadino, lo scultore Nicolò Pecorella, eccellendo nella realizzazione di statue in avorio raffiguranti Maria SS. di Trapani e successivamente si recò a Roma ed espose i suoi crocifissi in avorio, ottenendo grande successo. Tornato nella sua città natale, tenne bottega nella “cantoria” della  “Loggia”, continuò nell'arte dell'avorio ma si dedicò anche alla realizzazione di pregevoli sculture in legno quali un' Addolorata nella Chiesa del Carmine e poi nel deposito della Curia vescovile, la Pietà nella chiesa di San Pietro ed una Madonna di Trapani, eseguita per l’antica chiesa di S. Giovanni Filippi (sita in via Liberta e non più esistente)oggi nella chiesa di San Nicola, un' altra Madonna di Trapani sempre per la chiesa di san Nicola, nonché numerosi presepi. Il Mondello infatti, accenna ad alcuni angeli per i quali l’artista pare ispirarsi alle sculture di Lorenzo Bernini , che avrebbe visto a Roma. Bisognoso di ritirarsi in solitudine per meditare sulla grandezza divina , nel 1791 entrò a fare parte della congregazione di S. Filippo Neri e decise di lavorare essenzialmente per la chiesa filippina di S. Giovanni , sede della confraternita. Franceso Nolfo mori il 25 Settembre del 1809.

Discendente da una famiglia d scultori trapanesi, nel 1658 nasce Giuseppe MILANTI che insieme al fratello Cristoforo, ebbero una fiorente attività artistica nel trapanese  nel palermitano con la realizzazione di pregevoli sculture in legno e marmo e stucchi, costituendo una famosa scuola d’arte. All’opera di Giuseppe dobbiamo i gruppi sacri della “ Deposizione “, “ Ecce Homo “, e della ” Addolorata “.

Baldassare PISCIOTTA, nacque a Trapani il 24 settembre 1715. Alle sue splendide mani ( aveva bottega in Via Corallai ), dobbiamo quei capolavori de “ Gesù nell’orto del Getsemani “, “ La Negazione “ , “ Gesù dinanzi ad Erode “, dove oltre alla bellezza dei volti e delle espressioni, si nota la scrupolosa cura delle vesti dei personaggio, quasi a far esprimere anche con le vesti il muro linguaggio scultoreo. Eccelse anche nell'arte dell'intaglio, dell'avorio e delle pietre dure, realizzò numerose statue e apparati decorativi per le chiese trapanesi e palermitane e ci ricorda il Di Ferro "...autore di lavori in marmo, in legno , in alabastro, etc. ".Nel 1747 sposò Angela Domingo, dalla quale ebbe un figlio, Gaspare che si occupò della lavorazione del corallo. Baldassare Pisciotta morì il 24 gennaio 1792 e fu sepolto sepolto nella Chiesa di San Nicola. 

A Giacomo TARTAGLIO ( 1678-1751 ) e non Tartaglia come erroneamente citato in tante pubblicazioni e persino nella via trapanese a lui dedicata, si deve la realizzazione del gruppo più numeroso dell’intera processione : “ Il Trasporto al Sepolcro “. Discendente da una famiglia di scultori si dedicò prevalentemente alla scultura dell'alabastro e della pietra incarnata dedicò il suo ingegno anche alla lavorazione del legno e del marmo. Tra le sue opere : la statua alta m.2,10 di San Francesco di Paola nella chiesa omonima, oggetto ancor oggi di grande devozione da parte dei trapanesi, Santa Rosalia nella Chiesa del Collegio e una del Cristo morto nella Cattedrale. Anche nel caso di Tartaglio , è consigliato approfondire attraverso una ricerca storica di Salvatore Accardi che ha analizzato proprio le ultime volontà dell’artista trapanese in

A Vito LOMBARDO, vissuto intorno al 1750 è attribuita la realizzazione de “ L’Arresto “, mentre all’arte di un altro grande maestro intagliatore.

Leopoldo MESSINA e Antonio FODALE, ebbero il merito della ricostruzione, ultimata nel 1951, della “ Deposizione “  dopo che il gruppo originario, attribuito ad Antonio Nolfo o a Giuseppe Milanti, era andato distrutto a seguito del bombardamento della Chiesa di San Michele nel 1943.

Domenico LI MULI (1902 - 2003) , ultimo grande autore dei Misteri e autore di pregevoli opere d'arte trapanesi, tra le quali la Fontana del Tritone in Piazza Vittorio Emanuele. 

 Ed è doveroso infine ricordare un artista Giuseppe Aniello CAFIERO ( 1903 – 1973 )che, seppur non creo ex novo i gruppi seppe  ridare a tanti di essi nuova vita , ricostruendoli o restaurandoli dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale. 

 

 

 

NUNZIO NASI

 

 

Discusso personaggio della vita politica nazionale, l'On.Nunzio Nasi ( 1850- 1935 ). fu deputato per sette legislature al parlamento nazionale ricoprendo le cariche di Ministro delle Poste nel ministero Pelloux  e della Pubblica istruzione nel governo Zanardelli  La sua stella politica, in pena ascesa, venne coinvolta nel 1907 in uno scandalo politico e nel 1907, il Senato del Regno, per la prima volte assunse la funzione di Alta Corte e condannò l' On.Nasi di appropriazione indebita e peculato.Interdetto dai pubblici uffici, il suo caso interessò la stampa nazionale e la sua venne offuscata da presunte rivalità con Giovanni Giolitti.Al suo ritorno a Trapani venne accolto come un eroe perseguitato, tanto che verrà rieletto nelle due successive legislature ( riprendendo il suo posto a interdizione conclusa ) e morirà onorato e rispettato nel 1935.
Il suo corpo venne deposto in una cappella posta sul viale centrale del cimitero cittadino. 

 

 

 

GIOVAN BATTISTA FARDELLA, si diede alla carriera militare e combattè contro Napoleone.Dal 1830, regnando Francesco I , fu Ministro della guerra, e promosse a Trapani il Liceo, la Scuola Nautica e di Disegno e fondò l' Istituto per le fanciulle, il Lazzaretto ed il Mercato, fondò altresì la Biblioteca Fardelliana e la Pinacoteca di Trapani.

GIOVANNI ANTONIO MATERA (1653-1718) - Mastru Pasturaru, la cui  attività si svolse nell'ambito della tradizione figurativa della maestranze trapanesi, che già nel XVII secolo utilizzarono una grande varietà di tecniche, di materiali e di schemi compositivi. Le sue statue da presepe in mostra al Museo regionale Pepoli, rappresentano un importante aspetto dell'arte figurativa siciliana di tutti i tempi;Il pregio artistico raggiunto dal Matera, venne riconosciuto già nel 1817 da Ludovico di Baviera, che in occasione di un suo viaggio in Sicilia acquistò una notevole quantità di opere, che successivamente il figlio Massimiliano donò al Bayerische National Museum di Monaco di Baviera, dove sono tuttora esposte.

Tra gli altri concittadini vanno ricordati : l'Architetto GIOVAN BIAGIO AMICO ( 1648-1754 ) che ha lasciato il segno in diversi monumenti cittadini, tra essi la Cattedrale e la Chiesa del Purgatorio, I pittori VITO CARRERA ( 1555-1631 ), i FRATELLI CARRECA ( sec. XVII ), GIUSEPPE ERRANTE (1760-1821) , gli scultori ANNIBALE SCUDAMIGLIO ( sec.XVI) ,  il compositore di satire BERNARDO BONAIUTO, il poeta ELIODORO LOMBARDI ( 1834-1894) i patrioti SALVATORE CALVINO ( 1820-1883 ),VITO BELTRAMI ( 1824-1848) , VINCENZO FARDELLA ( 1808-1889), capo del Governo Siciliano dopo la Rivoluzione del 1848; l' Ammiraglio MARINO TORRE ( 1683-1733 ) che servì la flotta di Luigi XIII, il Conte AGOSTINO SIERI PEPOLI fondatore del Museo . il diplomatico GIUSEPPE OSORIO, i compositori GASPARE SCUDERI ANTONIO SCONTRINO, il direttore d'orchestra GIOVANNI DE SANTIS ( vedi foto ) , ideatore e a lungo direttore artistico del Luglio Musicale Trapanese; il prof.Antonino Zichichi, fisico, nucleare, fondatore dell'Istituto di Cultura Scientifica " Ettore Maiorana" di Erice.

 

© 2003 -  www.processionemisteritp.it