I SABATI SOLENNI


di Alberto Piccione


 

 

 

La dedicazione del sabato a santa Maria ha inizio nel IX secolo ad opera del benedettino Alcuino (735-804)[31] o, secondo altri studiosi, di san Benedetto di Aniane, che compilò due serie di sette formulari di messe votive per il sacramentario Gregoriano-Adriano, che Carlo Magno impose a tutte le popolazioni franco-germaniche. Per il venerdì viene indicata la Missa de Sancta Cruce, per il sabato la Missa de sancta Maria. “Come il sabato prepara la domenica, così Maria è colei che è più vicina a Cristo e la via che ci introduce a Lui”[32] poiché, secondo Durando di Mende (1203-1269), “la festa della Madre deve precedere quella del Figlio[33].

 

  La devozione del sabato mariano si diffonde molto rapidamente, tanto che Bertoldo da Costanza (l054c.-1l00) poté affermare:

 

quasi dappertutto, ogni settimana, al venerdì si celebra la messa votiva della Santa Croce e al sabato quella della Madre di Dio, non perché ciò sia comandato, ma mossi da devozione[34].

 

  Anche a Trapani, come in altre città, la devozione del sabato mariano ha trovato terreno abbastanza fertile. Nel santuario della Madonna di Trapani tutti i sabati sono dedicati alla Madre di Dio. I frati recitano l’ufficio di Sancta Maria in sabbato e celebrano la Missa de Domina. La Messa era cantata all’altare della Madonna ed erano presenti tutti i religiosi della comunità, perché era la Messa conventuale. Nel ricordo di Maria i suoi “fratelli” si scambiavano il segno della pace durante questa Messa. In questo giorno si teneva la predica in onore della Madonna. Alla sera, in forma solenne davanti all’immagine della Madonna di Trapani, i frati cantavano le litanie lauretane[35] intercalate dalla solenne acclamazione: 

 

Salve, salve Virgo, gloria Drepanentium,

 ora pro nobis.

Mater Jesu Cristi et decor Carmeli”[36].

 

 

Particolarmente curati e solennizzati erano i “quindici sabati” in preparazione alla festa della Madonna, per cui si eseguiva un antico e dettagliato rituale proprio del santuario: al mattino si celebrava la Messa solenne all’altare della Madonna. Dopo la Messa un frate teneva la predica che si concludeva con la benedizione eucaristica. Alla sera del sabato, dopo la recita del Santo Rosario vi era un’altra omelia, il canto solenne delle litanie e la benedizione Eucaristica[37].

 

45 Note musicali delle litanie della Madonna di Trapani (sec. XVI).

 

 

L’ultimo sabato, la celebrazione assumeva una particolare solennità: esposizione del Ss. Sacramento, canto delle litanie della Madonna di Trapani, canto del “Te Deum”, processione Eucaristica intorno al santuario con la partecipazione del Senato, in forma solenne.  Terminata la processione, il “Rev. Padre Priore impartiva con l’ostensorio una triplice benedizione[38].

 

Terminata la benedizione Eucaristica seguivano la recita del Credo e delle preghiere secondo le varie necessità: tempo di terremoto, fame, peste, guerra, prolungata pioggia, affinché: “in omni tribolatione et angustia succurrat nobis piissima Virgo Maria[39].

Oggi la celebrazione del sabato solenne, nella tradizione popolare, sussiste ancora, ma sotto altra forma. I fedeli  accorrono al santuario anche per una breve visita.. Alla celebrazione eucaristia del sabato viene dato un particolare rilievo mariano.

 

[31] Per una sintesi esauriente, v. E. Rosso,  NDM, sabato, pp. 1216-1228.

[32] E. Rosso,  NDM, sabato, p. 1219.

[33] Rationale Divinorum Officiorum, Magonza 1459, (vet. Ed. Napoli 1839) IV, I, 31-35.

[34] Microlugus de ecclesiasticis obsevationisbus LX, PL 151, 1020.

[35] ACVT, Relazione del Ciandro Pero al Vescovo Ciccolo, 7 luglio 1854.

[36] Anonimo, sec. XVI.

[37] Monaco G., La Madonna di Trapani, o.c., p. 240.

[38] Preces sacræ dicendæ in nonnullis festvitatibus quæ quotannis solemnizatur in Ecclesia Fratrum Ordinis B.mæ Dei Genitricis semperque Virginis Mariæ de Monte Carmelo sub titulo SS.æ Ann.tæ extra moenia Invictissimæ Civitatis Drepani,  f. n° 9.

[39] Ibid., f. 8.

 


 


 

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