LA QUINDICINA ALLA MADONNA DI TRAPANI


di Alberto Piccione


   

 

 Tra gli atti di devozione verso la beata Vergine Maria vi è tra il popolo trapanese quello di fare “à quinnicina a Maronna”. Con questo pellegrinaggio il popolo trapanese e non, intende il periodo che va dal 1° al 15 agosto, e testimonia l’attaccamento alla tradizionale preparazione della festa.

Questi quindici giorni sono caratterizzati da una intensificazione delle pratiche devozionali verso la beata Vergine, dettate dalle esigenze e dalle disponibilità individuali. C’è così chi si reca ogni giorno al santuario a piedi, o con altri mezzi, chi visita un’altra chiesa, chi resta in casa e recita usuali e particolari preghiere, privatamente o in gruppo. È una preparazione, insolitamente lunga, che è fatta risalire all’indulgenza concessa da papa Gregorio XIII con la Bolla Cum Sicut del 17 febbraio 1579 ai fedeli che:

 

...in Civitate et Regno Neapolitanis, unus numerus Orationum et Angelicarum salutationum... per quindecim dies mensis Augusti ad honorem et gloriam B. Mariæ de Monte Carmelo à compluribus Christi fidelibus recitari soleat... centum die de injunctis... relaxamus[1].

 

Da qui l’usanza, invalsa certamente prima del 1579, nelle chiese carmelitane, alla quale per altro si riferisce l’indulgenza, di far precedere la festa dell’Assunta da una preparazione di 15 giorni (da qui l’origine di quindicina). Anche a Trapani, i Carmelitani, diffusero questa pia pratica, scandita da preghiere, prima spontanee e poi successivamente fissate.

 

  Ancora oggi, durante la quindicina, moltissimi sono i devoti della Madonna di Trapani che, singolarmente o a piccoli gruppi, si recano in pellegrinaggio al santuario, si assiste così a un via vai di fedeli che arrivano al santuario di mattina presto, spesso in preghiera e più ancora in silenzio, talvolta “scausi” o “a piruni”. Caratteristica di questo pellegrinaggio sono “li iurnati signaliati”, cioè il numero di Pater, Ave e Gloria ed altre preghiere da recitare giorno per giorno, tuttora ricordate ai fedeli mediante l’affissione alla porta del santuario di un apposito quadretto che le indica a caratteri cubitali. Queste orazioni vengono recitate per ricordare alcuni episodi della vita di Maria, tratti dai vangeli apocrifi. Così abbiamo:

 

l° giorno: 20 Pater, 20 Ave, 1 Credo, 1 Salve Regina: per quei venti anni, che li Santissimi Sposi Gioacchino ed Anna vissero sterili, avanti che fosse la Beatissima Vergine concetta, in onore della quale si dice la Salve, ed il Credo per la fede dè suoi Genitori.

 

2° giorno: 9 Pater, 9 Ave e un Credo: per li nove mesi che sant’Anna portò nell’utero la Vergine, che nata rallegrò tutto il Mondo, come quella che doveva essere la Madre di Dio.

 

3° giorno: 36 Pater, 36 Ave: per quei trentasei mesi, che aveva la Vergine quando fu presentata al Tempio.

 

4° giorno: 15 Pater, 15 Ave: in memoria, che la Beatissima Vergine essendo bambina di tre anni, salì li quindici scalini del Tempio per presentarsi a Dio.

 

5° giorno: 14 Pater, 14 Ave, 14 Salve Regina: per la perseveranza della Santissima Vergine nel Tempio fino alli quattordici anni al culto Divino.

 

6° giorno: 9 Pater, 9 Ave, 9 Salve Regina: in memoria dè nove mesi, nè quali la Beatissima Vergine portò il suo divin Figliuolo nel seno.

 

7°  giorno: 7 Pater, 7 Ave, 7 Magnificat o Salve Regina: contemplandosi quando la Beatissima Vergine ripiena dè sette doni dello Spirito Santo, essendo gravida del suo Divino Figliuolo, andò a visitare S. Elisabetta.

 

8° giorno: 25 Pater, 25 Ave e quattro Salve Regina: Per il dolcissimo Parto, che ebbe la Vergine à 25 di Decembre, dando alla luce il suo Santissimo Figlio.

 

9° giorno: 13 Pater, 13 Ave, 13 Salve Regina e un Credo: per la gran fede dè tre, Magi che condotti da nuova Stella camminarono tredici giorni per vedere ed adorare il Santo Bambino già nato.

 

10° giorno: 40 Pater, 40 Ave, ed un Nunc dimittis, chi non li sà dica un Credo ò Salve Regina: per li quaranta giorni che dopo il Virgineo Parto la Beata Vergine si presentò al Tempio col Bambino Gesù per ubbidire alle leggi.

 

11° giorno: 7 Pater, 7 Ave,  7 Credo e 7 Salve Regina: in memoria di quelle quattro Settimane, che durò il viaggio della Vergine col suo Bambino, quando frà patimenti, e travagli fuggì in Egitto.

 

12° giorno: 12 Pater, 12 Ave: per li dodici anni,che aveva Cristo, quando dopo smarrito per trè giorni, fù dalla Vergine Madre, e da S. Giuseppe trovato nel Tempio a disputare frà Dottori.

 

13° giorno: 14 Pater, 14 Ave, e 9 Salve Regina: ad onore delle Sette Allegrezze che ebbe Maria sempre Vergine in Terra, e dell’altrettante Allegrezze, che gode presentemente nel cielo alle quali corrispondono le nove Salve Regina per lodarla, ringraziarla e benedirla noi in unione con tutti i nove Cori degli Angioli.

 

14° giorno: 33 Pater, 5 Ave: considerando tutta la vita di Cristo per lo spazio di trentatrè anni, nei quali fu per noi Crocifisso: le cinque Ave Maria si dicono per li cinque dolori più intrinseci, che sentì la Madre Maria nella passione del suo Figliuolo.

 

15° giorno: 63 Ave, 7 Pater: contemplando tutta la vita della Beata Vergine, quale dopo 63 anni fu Assunta in Corpo ed Anima in cielo.

 

  Oggi, “fari a Quinnicina” è il termine ancora inteso, nell’ambiente devozionale e popolare, per indicare le visite con le preghiere appropriate sia al santuario che nelle altre chiese. Ma comporta anche la frequenza alle celebrazioni liturgiche che, un tempo si svolgevano nelle chiese parrocchiali ed ora solo al santuario e in Cattedrale, consistenti in una “coroncina” che è un alternarsi di brani e di strofe di un’inno, molto popolare, che, con tema rievocativo, narrano la storia dell’arrivo del simulacro della Vergine a Trapani e i prodigi da Lei operati. Vi è poi il canto delle litanie, la Messa con omelia e canti.

 

Alberto Piccione

 

 

[1] Bullarium Carmelitanum... pars secunda, o.c., p. 201.

 

 

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