LA DEVOZIONE MARIANA


di Alberto Piccione


   

 

Un santuario sorge e si sviluppa dentro un preciso contesto socio-religioso. Dalle persone che lo custodiscono o lo frequentano viene tracciata e costruita la sua particolare fisionomia che a sua volta influenzerà, successivamente, la vita e la storia sotto i vari aspetti: da quello religioso a quello civile e sociale, dall’artistico al letterario.

Le vicende pressoché millenarie del santuario della Madonna di Trapani s’intrecciano con la storia della città e si spiegano con la devozione dei trapanesi verso la statua marmorea della Vergine. A Lei i trapanesi, come in molte altre città cristiane, hanno consacrato la loro città. Nel frontespizio del Libro Rosso dei privilegi della città troviamo l’immagine della Madonna di Trapani avente ai piedi la scritta:
 
Sub tuum presidium[1].

3. Frontespizio del Rollo dei privilegi concessi dai re di Sicilia alla città di Trapani.

 

Un’ulteriore conferma di questo affidamento la troviamo in un atto notarile del 1790,  nel quale il popolo di Trapani a Lei si affida: 

Sanctissimæ Virgo pro dicta Principalissima avocata huius Drepanitanæ Urbis[2].

Molte chiese, lungo il corso dei secoli vengono intitolate alla Vergine Maria. Oltre al santuario, dedicato fin dall’origine a Maria SS. Annunziata, portano un titolo mariano le seguenti chiese: Gesù e Maria[3], santa Maria la Nova[4], santa Maria e Nicolò dei Greci[5], santa Maria del Parto[6], santa Maria del Monserrato[7], santa Maria della Nuova Luce[8], santa Maria della Gurga[9], santa Maria del Carminello[10],  santa  Maria  del  Porto Salvo[11], santa Maria dell’Incarnazione[12], santa Maria della Grazia[13], santa Maria della Mercede[14], santa Maria della Lettera[15], chiesa della
Immacolatella[16], Maria Ss. di Custonaci[17], Maria Ss. Immacolata[18] (chiesa del Collegio dei Gesuiti), Maria Ss. Addolorata[19], chiesa della Madonna del Rosario (detta del Rosariello)[20], santa Maria del Soccorso[21], santa Maria di Gesù[22], santa Maria dell’Itria[23], Maria Ss. del Carmine[24].  Molte di queste chiese anche oggi sono officiate e conservano lo stesso titolo mariano[25]. Tutte queste chiese dedicate alla Madonna, hanno in venerazione una propria immagine. Anche molte chiese non dedicate alla Madre di Dio hanno un altare o una cappella a Lei dedicata contenente un affresco o una icona o una scultura o una tela che rappresenta la Vergine santa in uno dei misteri della sua vita. Tra tutte, ricordo la chiesa dei Cappuccini, ove si trova la cappella della “bedda Matri da cunfusioni[26]; la chiesa di san Domenico, ove si trova il gruppo ligneo della Madonna del Rosario con san Domenico e santa Caterina; la chiesa di san Francesco d’Assisi, con l’altare privilegiato dedicato all’Immacolata, la chiesa di san Liberale con la cappella di Nostra Signora del Monte Calvario.

Alcune congreghe o confraternite portano il nome della Madonna e hanno il proprio oratorio o la propria cappella. Ne ricordo alcune: la Confraternita dell’Immacolata, la Congrega dell’Addolorata, la Confraternita di santa Maria della Gurga, la Compagnia di santa Maria della Nuova Luce, la Congrega del Ss. Rosario, la Compagnia della Madonna del Carmine.

6. Bombola con immagine devozionale, maiolica, (sec. XIII).

 

Oltre che alle confraternite uomini e donne si iscrivono anche ai vari Ordini Secolari[27].

 

  Tra il popolo trapanese circolano formule di giaculatorie dedicate alla Madonna da imparare a memoria e da dire durante il giorno, come questa:

 

 “Bedda ‘ncelu e Bedda ‘nterra,

  Bedda siti ‘mparadisu,

  Beddu è lu vostru visu,

  Pi stu Bammbinu ch’aviti ‘mbrazza

  Cunciditimi sta grazia:

  Jù sta grazia la vurria,

  Bedda di Trapani Maria[28].

 

Vengono recitate curiose invocazioni rivolte alla Vergine e ai santi a mò di filastrocca, per guarire dalle ferite, per essere liberati dai vermi[29] o da altri disturbi. 

 

La devozione alla Madonna si manifesta anche negli atti ufficiali con i quali vengono regolati i rapporti interpersonali o vengono fissate le proprie volontà. A testimone e garante viene chiamata la “gloriosa matri Virgini Santa Maria”.        

Diversi documenti recano, come proprio sigillo, l’immagine della Madonna di Trapani[30] e, com’è in uso anche in altre città, i notai, all’inizio dei protocolli pongono come formula di riconoscimento queste invocazioni particolari:

In nome di Dio e di nostra Signora Gloriosissima sempre Vergine Maria di Trapani, e del nostro glorioso Santo Alberto, nostro concittadino[31].

 

In nome di Dio Sig. nostro Gesù Cristo e della sua SS.ma Madre Maria sempre Vergine Concetta senza peccato Originale. Amen[32].

 

 

Gli ambienti dove i trapanesi trascorrono le loro giornate sono segnati da una costante presenza della Madonna: il Palazzo Senatorio[33], due porte della città[34], le strade[35], un ospedale[36] e le case private ove viene custodita con amore

4. Inizio dell’Atto della Marineria trapanese per la Santa Redemptione dei Captivi (1696).

 

una “immagine della gloriosa Vergine Maria. Ma ci sono altri segni della pietà mariana dentro le case della gente comune e per le strade della città. I devoti accendono un cero o mettono un fiore alle molte immagini della santa Vergine dipinte sui muri esterni delle case di Trapani o nelle edicole dei cantoni  “dinnanzi alla quale ognuno piega la testa per riverirla o recitare la Salve o l’Angelica salutazione[37].

5. votiva della Madonna di Trapni (sec. XVIII)

 

Non mancano nelle famiglie vasi istoriati o mattonelle smaltate, raffiguranti specialmente la Madonna col Bambino[38]. Pensando  all’ora  della  morte,  sulla  propria  tomba,  il devoto fa dipingere o scolpire una immagine della beata Vergine Maria[39], o chiede di essere sepolto in una cappella dedicata alla Madonna[40].

6. Tomba di Margarita Staiti (1572), sormontata da un bassorilievo raffigurante l’Immacolata Vergine Maria. Trapani, chiesa Santa Maria di Gesù

 

 

In certi luoghi di ritrovo comune come i fondaci, le osterie, gli alberghi… si salutano i presenti dicendo “Viva Maria[41].

 

 

7. Trapani, prospetto del Palazzo del Senato (incisione sec. XVIII).

 

 

Anche i poeti trapanesi hanno esaltato la figura di Maria.

Riporto la poesia che il poeta Sante Cereniano compose nel 1760 in cui inneggia alla Madonna di Trapani quale vergine, madre, regina, soccorritrice e mediatrice.

 

Viva sempre l’invitta guerrina

che di Trapani è Madre e Regina.

Sempre bella di pace foriera

Che di Trapani è speme e amor.

 

Come in cielo ne spunta l’aurora,

Come è bella fra gli astri la luna,

Maria splende, scintilla, innamora,

E conduce all’eterno fattor.

 

Fra le belle la Vergine eletta,

Sopra tutte qual sole riluce.

Tutta pura, modesta, perfetta,

Chi la guarda s’infiamma d’amor.

 

Forte in campo schierata la Bella

Gran guerriera l’assalto prevenne

Per noi vince l’invitta donsella

Di plutone lo sdegno e il valor.

 

Maria sempre per Trapani veglia.

Maria regge, provvede, difende,

Amorosa le vostre anime accende.

Vi conduce all’eterno fattor [42]

 

 

                                                 Alberto Piccione 


[1] Frontespizio del Libro Rosso dei Privilegi di Trapani concessi dai re di Sicilia, Museo Regionale Pepoli, Ms. n. 1465.

[2] Ms. Fard.  n° 290, 26 febbraio 1790.

[3] Originariamente era dedicata a san Giovanni “de Serisso”, e dopo il 1430 a san Barnaba.

[4] Eretta nel 1289 dal re Giacomo d’Aragona e affidata ai PP. Domenicani, che in seguito vi costruirono la chiesa di san Domenico e il grande convento a due chiostri.

[5] È sorta sotto, la dominazione normanna, nell’XI secolo, per i fedeli di rito greco-ortodosso.

[6] Costruita nel XIII secolo, si trovava fuori le mura della città. Qui trovarono accoglienza i primi eremiti carmelitani provenienti dalla Terrasanta.

[7] Esistente prima del 1430. Fu abbandonata nel 1606.

[8] Sorta nel XVI intitolata a san Giuliano. Fu riedificata nel 1739.

[9] Cappella di una certa importanza per l’esistenza di un affresco, riproducente la Madonna, rinvenuto a seguito della comparsa di una sorgente d’acqua.

[10] Edificata nella prima metà del XVII secolo, a cura della Compagnia di santa Maria del Carmelo.

[11] Costruita nel 500, fu distrutta durante la dominazione spagnola.

[12] Sorta intorno al 1500, fu ingrandita nel 1736. Fu la sede della Confraternita dell’Incarnazione, volgarmente chiamata “degli Incarnati”.

[13] Sorta nel XVII sec. e appartenete al ceto dei pescatori, che nel 1745 l’ingrandirono a proprie spese.

[14]Costruita nel 1532 dai PP. Mercedari.

[15] Fondata dai PP. Crociferi nel 1700.

[16] Uno dei più bei monumenti barocchi di Trapani. Costruita intorno al 1600 per iniziativa della Confraternita di Maria Ss. della Concezione.

[17] Costruita verso la fine del XV secolo. Nel 1533 vi si fondò l’omonima compagnia. L’altare era sormontato da una tela raffigurante la Madonna di Custonaci.

[18] Costruita in stile Rococò, nella seconda metà del ‘600 dai PP. Gesuiti.

[19] Costruita nel 1695 con annesso Conservatorio delle “Donne reparate”. Nel 1733 fu affidata ai PP. Passionisti che la curarono in collaborazione con le monache Serve di Maria, direttamente interessate al Conservatorio.

[20] Edificata nel 1654. Era la sede della Congrega di Maria Ss. del Rosario.

[21] Consacrata nel 1640 è una tra le più belle della città per la ricchezza dei marmi policromi, che, a rilievo e mezzo rilievo, rivestono con gusto le pareti e le cappelle.

[22] Costruita nel 1400 in stile romanico dai frati Francescani Osservanti.

[23] Costruita nel 1613 ad opera dei PP. Agostiniani Scalzi, su disegno dell’architetto Pietro lo Castro.

[24] Costruita nel 1451, quale “Gancia” del santuario, ove “si colloca la statua della Madonna, nell’imminenza di una guerra”.

[25] Attualmente, secondo l’Annuario della Diocesi di Trapani, le chiese aperte al culto nel Vicariato urbano, intitolate alla Madre di Dio sono le seguenti: santa Maria di Gesù, santa Maria dell’Itria, Maria Ss. Addolorata, Maria Ss. del Rosario, Maria Ss. del Soccorso, Maria Ss. del Carmelo, Immacolatella, Maria Ss. di Custonaci, Madonna delle Lacrime, Madonna della Piana, Maria Ss. Ausiliatrice, Santuario dell’Annunziata, Madonna di Lourdes, Madonna di Fatima, N. S. di Loreto (Cfr. Annuario diocesano della Diocesi di Trapani, 1995).

26 È la Vergine “Confusa” (Addolorata) per la morte del Figlio.

[27] A Trapani esistevano i seguenti Ordini secolari: Francescani, Domenicani, Agostiniani, Mercedari, Carmelitani e Servi di Maria.

[28] Monaco G., La Madonna di Trapani, Storia-Culto-Folklore, Napoli, Laurenziana, 1981, p.155.

[29] Pì lu mmomi di Maria lu vermi cì scriscia. Pi lu nnpmi di Gesù lu vermi nun torna cchiù. Pitrè G. Detti e scongiuri dei popolo siciliano, Ed Aurp, Palermo 1996, p. 27.

[30] ACT, lettera del P. Giuseppe Malato, 27 marzo 1630.

[31] ASC, Capitolato della Marineria trapanese per la santa redemptione dei cattivi, 1699.

[32] AST, fondo notarile, notaio Andrea de Blasi: atto 14 marzo 1734.

[33] Nel 1701 sulla facciata del Palazzo Senatorio viene collocata la statua marmorea della Madonna di Trapani tra sant’Alberto da Trapani e San Giovanni Battista. Le statue sono state scolpite dal trapanese Giuseppe Nolfo.

[34] Porta Carmine, ubicata a nord della chiesa omonima, e porta Madonna, ubicata vicino al Castello di Terra.

[35] Ricordo le principali vie intitolate alla Madonna:  Via santa Maria della Mercede, Via dei Sette Dolori, Via santa Maria del Gallo, Via santa Maria della Grazia, Via del Carmine, S. Maria della Luce, Via santa Maria di Custonaci.

[36] L’ospedale dei Pellegrini e dei Convalescenti, intitolato al Ss. nome di Maria. È stato costruito nel 1630 per iniziativa del carmelitano Giacomo Adragna e dal sacerdote Antonio De Naso.

[37] P. Benigno di santa Caterina, Trapani allo stato presente sacra e profana, opera divisa in due parte intitolata all’angelo Raffaele - Trapani Sacra, vol. II, p. 904.

[38] Alcuni di questi vasi, provenienti da case private, sono custoditi al Museo regionale Pepoli.

[39] Nelle antiche chiese di Trapani, numerose sono le lapidi in cui è raffigurata un’immagine della Madonna o il suo monogramma.

[40] Donna Mustachia de Pace, “scelse per sepoltura del suo corpo la chiesa di Maria Ss. Annunziata di Trapani”, Ms. Fard. n° 30384, 8 novembre 1338.

[41] Carmelo Scavuzo (a cura di) Dizionario del parlar siciliano, Palermo, Arti Grafiche Siciliane, 1982, p. 96.

[42] Senato di Trapani, Prodigio di Maria Santissima di Trapani da pubblicarsi per ordine del Senato di Trapani avanti la festa di mezzo agosto, Trapani, Tip. del Senato, 1765, p. 2.

 

 

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