ATTI DI OSSEQUIO ALLA VERGINE


di Alberto Piccione


 

 

 

I devoti e i pellegrini che, prima della riforma liturgica, voluta dal Concilio Vaticano II, si recavano al santuario della Madonna di Trapani per onorare la beata Vergine notavano alcune usanze caratteristiche dei frati.

 

I devoti e i pellegrini che, prima della riforma liturgica, voluta dal Concilio Vaticano II, si recavano al santuario della Madonna di Trapani per onorare la beata Vergine notavano alcune usanze caratteristiche dei frati.

 

I frati Carmelitani, che “ben volentieri al dolce peso di ossequiarla si accingono[40], salutavano la Madonna con l’antifona Salve Sancta Parem[41] all’inizio della Messa e con recita della Salve Regina alla fine. Durante le celebrazioni liturgiche i frati, come segno di peculiare ossequio, facevano un lieve inchino ogni volta che ricorreva il nome di Maria[42], e un profondo inchino ad ogni oremus della Madonna[43]. Il sacerdote prima di fare la predica, invitava sempre gli ascoltatori a recitare l’Ave Maria per invocare l’assistenza della Madre di Dio. Ogni mattina di buon’ora i frati celebravano la messa cantata della beata Vergine Maria[44], concludendola con il canto della Salve Regina con versetto e orazione rispettiva[45]. In ogni celebrazione eucaristica si faceva memoria della Madonna con una preghiera particolare[46]

 

Oltre all’ufficiatura del calendario della Chiesa e di quello proprio dell’Ordine, i frati esprimevano la loro pietà alla Madre di Dio con la recita del piccolo Ufficio della Madonna. Anche i fedeli venivano educati alla recita di questo Ufficio.

 

Dopo la recita dei Vespri o al termine della Compieta, ogni giorno, in forma solenne, tutta al comunità religiosa si ritrovava davanti alla Madonna di Trapani, per cantare la Salve Regina o l’Ave Maris Stella, iniziando l’inno con una prostrazione o genuflessione[47].

 

46. Frontespizio del cerimoniale proprio del Santuario.

 

 

 

A compieta nel confiteor i frati facevano esplicita menzione a Maria,[48] e prima del Nunc dimittis recitavano l’antifona “Sub tuum præsidium[49]. Ogni giorno, ma specialmente nei giorni festivi, i fedeli venivano invitati a partecipare a questo saluto al termine della giornata.

 

 Durante le tre prime settimane d’Avvento, una volta alla settimana, i frati celebravano l’ufficio de Domina, usando l’ufficiatura propria dell’Annunciazione[50]con fervida esaltazione della maternità divina[51].

 

 I frati, in mezzo al coro, durante la recita delle ore canoniche, la celebrazione della Messa e il canto della Salve Regina, tenevano acceso un “cero mariano[52], simbolo della fede indefettibile della Vergine.

 

  Ogni giorno all’altare della beata Vergine si recitava la corona del Rosario e si pregava per le necessità della Chiesa e per i benefattori dell’Ordine. La recita del rosario, veniva scandita da questa giaculatoria:

 

Di Trapani Maria Madre e Signora,

difendi i figli tuoi sino all’ultima ora”.

 

Il sabato, giorno particolarmente dedicato alla Madre di Dio. I frati recitavano l’ufficio di “Sancta Maria in sabbato” e celebravano la Missa de Beata, ordinariamente essa veniva celebrata con il Gloria e un’apposita sequenza[53]. Alla sera del sabato, in forma solenne, davanti all’immagine della Madonna di Trapani, i frati cantavano le litanie alla loro “Signora e Sorella”.

 

Attualmente, di queste devozioni alla Vergine, permangono la recita del Rosario e, quando le rubriche liturgiche lo permettono, la recita dell’ufficio di “Sancta Maria in sabato” e la celebrazione della Messa della beata Vergine Maria.

 

Dal 1950, su modello della supplica alla Madonna di Pompei, si usa recitare pubblicamente, il 16 agosto, alle ore 12, la “Supplica alla Madonna di Trapani”, distinta in quattro parti e conclusa da una richiesta di benedizione[54]

 

 

 

[40] P. Benigno di santa Caterina, Trapani allo stato presente sacra e profana, o.c., vol. III, p. 864.

[41] Ordinaire de l’Orde de Notre-Dame du Mont-Carmel par Sibert de Beka (vers 1312), publié d’après le manuscrit original et collationè sur divers manuscrits et imprimès, par le R: P: Benedict Zimmerman, Ocd., Bibliotèque Liturgique, publièe par Ulisse Chevalier, 13, Paris, 1910, n° 502.

[42] Antiquum Ordinis Carmelitarum Ordinale, sæc. XIII. Ed. Patrick De St; Joseph, in Et Carm. (1912-13). Tamines, 1912.

[43] Ibid., n° 18.

[44] Constitutiones Ordins beatæ Mariæ de Monte Carmeli correctæ per Venerabilem Patrem Magistrum Petrum Raymundi , Priorem Generalem dicti ordinis in capitulo generali anno Domini MCCCLVIII, art. 27. Le costituzioni specificano: “excepto Triduo ante Pascha”.

[45] Constitutiones Ordinis beatæ Mariæ Virginis de Monte Carmeli, anno Domini 1357, n° 25.

[46] Missale Fratrum Ordinis Beatissimæ Dei Genitricis, semperque Virginis Mariæ de Monte Carmeli, Romæ apud Georgium Plachum, anno M.DCIII, p. 193. Sarebbe interessante un’analisi comparativa dei vari oremu, inni e sequenze mariane riportate dal suddetto messale per la Messa conventuale, ma ciò esula da quanto mi ero prefissato in questa ricerca.

[47] Anticus Ordinis Carmelitarum, Ordinale, o.c., n° 28.

[48] La pia pratica di inserire il “confiteor” nella preghiera di compieta, oltre ad essere un’accusa pubblica, molto generica, delle colpe commesse durante la giornata, indica, non solo il proprio pentimento d’innanzi a Dio, ma anche il perdono che il fratello dà al fratello. Inizialmente esso era molto semplice, poi, pian piano, a scopo devozionale, fu aggiunto il nome della “beata Vergine Maria”, e un numero molteplice di santi.

[49] Antiquum Ordinis Carmelitarum Ordinale, o.c., n° 29.

[50] Ibid.,  n°27.

[51] Ibid., Rubr. De Officio Beatæ Mariæ in sabbathis, n° 30.

[52] Ordinaire de l’Orde de Notre Dame du Mont-Carmel, o.c., 572.

[53] Le feste mariane celebrate con sequenza erano le seguenti: Purificazione di Maria (2 febbraio), Annunciazione (25 marzo), Visitazione (2 agosto), Assunzione (15 agosto), Natività della Vergine (8 settembre), Immacolata Concezione (8 dicembre).

[54] Monaco G., La Madonna di Trapani, o.c., pp. 291-294.

 


 


 

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